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lavoro pubblicato venerdì 11 aprile 2003
ultima lettura sabato 7 luglio 2018

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La domenica no!

di Nonno Enzo. Letto 940 volte. Dallo scaffale Attualita

La Domenica no! 19.12.2002 E neanche la pazienza! di nonno Enzo In una...

La Domenica no! 19.12.2002 E neanche la pazienza! di nonno Enzo In una qualche parte della nostra scatola cranica, nei meandri di quell'organismo prodigioso che si chiama cervello, c'è un settore chiamato contenitore della pazienza almeno cosi dovrebbe essere. E' un dono che ci viene riservato, dalla natura per i laici o dal Signore per i credenti ma che, comunque è una gran cosa. All'origine la quota individuale è uguale per tutti, poi le vicende della vita e ancor di più quelle ambientali, determinano il suo aumento o la sua riduzione. Qualcuno, non sappiamo quando ne dove, un tempo ritengo remoto, coniò il detto popolare " la pazienza è la virtù dei forti " .A ragione quindi, possiamo affermare che gli italiani, oltre ad essere un popolo di poeti , di navigatori, ecc, sono anche un popolo di "forti" e di "duri" aggiungiamo noi oggi, se cosi non fosse, non avremmo il privilegio di goderci , sopportando stoicamente, la compagnia ( ma, non intesa come vicinanza è ovvio) di uomini importanti come: Berlusconi, Bossi, Borghezio, Gentilini, i neo- celtici della Guardia Padana e i supererculei di Forza Nuova, capaci di imprese da annoverarsi nel mondo dei forti. Noi, lo confessiamo, non facciamo parte della categoria dei forti, e come potremmo ? se fra le altre deficienze fisiche corporee , ci portiamo dietro, come una croce, un marchio, il nostro essere materiale umano residuale di quella che fu la stagione del comunismo italiano?. Però c'e la stiamo mettendo tutta per mantenere la nostra quota di pazienza, messa a dura prova dagli attacchi coordinati e concentrici di coloro che grazie ad un momento di rilassamento e perché no, di stupidità politica della sinistra, ne hanno approfittato per divenire classe dirigente nel Paese. Questo fatto, anche se legittimato dal voto popolare, e non stiamo qui a cincischiare per spiegarci attraverso quali strumenti, ha fatto si che l'azione di governo, con i vari Tremonti, Bossi, Fini, Cirami e compagnia bella, mettessero a dura prova la pazienza degli italiani, anche di coloro che furono i sostenitori della tragedia di cui sopra e che sono quelli che oggi soffrono di più perché vedono franare le loro illusioni ma questo, detto fra noi, può essere un bene se prefigura una loro diversa collocazione elettorale. Staremo a vedere e a sperare. Comunque rimane il fatto che, la pazienza in quanto virtù e quindi bene da proteggere, oggi ha la vita dura. I nostri governanti, tutti, seguitano ad affermare che tutto va bene, il "patto con gli italiani" sponsorizzato a suo tempo dal Vespa nazionale nella sua trasmissione, dicono, è stato rispettato. Ma allora tutta questa gente incazzata che si vede in giro , che protesta, che sciopera perché lo fa ? In piazza ci sono tutti: operai, quelli della FIAT sono i più, studenti, professori, rettori degli atenei, infermieri, medici, casalinghe che restituiscono i loro certificati elettorali per protestare contro la chiusura delle fabbriche, i giornalisti della carta stampata e della RAI, ci domandiamo , perché lo fanno ?. E ancora, scioperano i lavoratori del trasporto cittadino, quelli del trasporto aereo e ferroviario in tutto il Paese, Qualcuno, bene informato ci ha preannunciato per le feste di Natale, l'inizio delle agitazioni e degli scioperi delle signorine del marciapiede. Vogliono il riconoscimento sociale della loro attività, il condono di eventuali pendenze giudiziarie, e l'esenzione dal pagamento delle imposte. Anche i papponi annunciano l'intenzione di scendere in campo con le loro rivendicazioni. Vogliono il riconoscimento ufficiale per decreto legge del loro ruolo di protettori e quindi chiedono di essere equiparati alle guardie giurate con la qualifica di Vigilantes dell'amore e uno stipendio minimo garantito, con la possibilità di poter accedere alla cassa integrazione in caso di necessità. Poi, ci sono i sacerdoti, anche loro sono intenzionati a scendere in piazza per sostenere la loro aspirazione al matrimonio, vogliono avere moglie e figli anche con il rischio di ritrovarsi con le corna come tutti i comuni mortali. Previsioni queste che ci autorizzano a domandarci ancora una volta ma perché mai lo fanno? la domanda la giriamo all'on. Schifani, è uno di quelli che più si spende, per dire che tutto va bene, e dall'alto della sua saggia eloquenza, ci appare come la persona più capace di illuminare con le sue sapienti argomentazioni le zone in ombra dell'intelletto collettivo del popolo tutto, sia esso di destra o di sinistra o facente parte di coloro che hanno capito tutto e votano ancora per i partiti di centro oppure se ne fregano, perché la politica, quella con la P maiuscola la lasciano fare a Bossi e ai vecchi politici di un tempo, oggi riciclati e alle dipendenze del Cavaliere. Mentre aspettiamo la risposta dell'oracolo, ci rendiamo conto che, l'attacco alla pazienza , ha provocato un netto ridimensionamento delle riserve. Per questo ci rivolgiamo imploranti ai nostri governanti in particolare a quelli che si sentono più importanti, perché godono del privilegio di essere più vicini al sant'uomo di Arcore . Ascoltate la nostra preghiera, non ci abbandonate, non permettete a nessuno, per qualsivoglia motivo di toccare la DOMENICA. E' vero le notizie che abbiamo, dicono che, si è trattato soltanto di una ipotesi avanzata dal sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi, e noi immaginiamo che si sia trattato di un tentativo per darsi un minimo di visibilità, cosi tanto per fare qualcosa. Una cosi nefasta eventualità ha ulteriormente dimezzato la parte residua della nostra pazienza. No! La DOMENICA non si tocca. Ma se proprio volete una "domenica sacrificale", potete rivolgere le vostre attenzioni a "domenica in " e proporne la abolizione. Sicuramente non rischiate reazioni popolari e barricate di grandi proporzioni, visto che non è successo niente del genere per l'epurazione effettuata dalla RAI, con l'abolizione del " Fatto" di Biagi e della trasmissione di Santoro. Ci rasserena un pochino , ma proprio un pochino, il fatto che sia intervenuto il ministro del Welfare Roberto Marroni per dire, "La Domenica resterà il giorno preferenziale di riposo " e a noi non ci rimane che sperare. Comunque gradiremmo una risposta anche dall'on. Schifani, cosi tanto per essere più tranquilli.


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