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lavoro pubblicato venerdì 17 settembre 2010
ultima lettura domenica 15 dicembre 2019

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Arrivo su Saruka (5)

di swetty. Letto 1052 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Khady continuava a fissarlo basita. Cosa voleva dire trattamento speciale? Il sergente Andrian la guardava altrettanto perplesso........

Khady continuava a fissarlo basita.

[Khady] - Cosa vorrebbe dire trattamento speciale?

Il sergente Andrian la guardava altrettanto perplesso. Il principe generale non poteva ignorare in che condizioni era, il sottotenente Khady.

[Sergente] - Mi ha chiesto di fare di te il miglior soldato del suo esercito. Dell'impero se possibile.

Era una risata amara, quella di Khady. Quattro anni prima, forse, prima dell'incidente, magari, sarebbe stato anche possibile. E anche in quel momento, con un addestramento speciale, di cui forse il sergente sarebbe stato capace. Ma adesso? Adesso le sue gambe non erano neanche più in grado di reggerla in piedi, come poteva pretendere Mayste che lei diventasse il suo miglior soldato? E poi, perché?

[Sergente] - Vieni con me.

Il sergente si alzò, aspettò di vedere che la seguiva e poi si incamminò. Uscì dalla palestra e arrivò a un ascensore. Fece passare Khady per prima, poi, senza dire neanche una parola, scelse un piano, uscì e si fermò davanti ad una porta.

[Sergente] - Sergente Andrian.

La porta si aprì ed entrarono in una specie di laboratorio. Qui c'era un uomo, con un camice, che reggeva un piccolo topolino per la coda, sopra a un terrario in vetro con una piccola apertura in alto. Lasciò cadere il topolino, richiuse il coperchio e qualcosa si mosse, sul fondo. Fu una lotta molto breve, quella tra il serpente e il topolino.

[Sergente] - Buonasera dottore.
[Dottore] - Buonasera, sergente.
[Sergente] - Vi ho parlato del sottotenente Khady.

Il sergente fece passare Khady davanti a sé e la presentò al dottore.

[Sergente] - Il dottor Casparov ti farà degli esami. Quanto ci vorrà, dottore?
[Casparov] - Un'oretta, più o meno.
[Sergente] - Bene, torno a prenderti tra un'ora.

Il sergente non disse altro e uscì. Khady e il dottore si studiarono un po'.

[Casparov] - Mi date due minuti, sottotenente?
[Khady] - Certo, dottore.

Il dottor Casparov andò a lavarsi le mani. Khady si mise a studiare il serpente. Dopo un po', anche il serpente si girò verso di lei. Khady sorrise e lui tornò a occuparsi del topolino.

[Casparov] - Sono splendidi animali, non trovate?
[Khady] - Affascinanti, direi. Cos'è?
[Casparov] - Questo? Una cosa molto comune, dove stiamo andando. Una vipera di Saruka dal collare. Ma state attenta, è una specie molto velenosa. E anche attacabrighe.

Il dottore l'accompagnò nella zona che faceva da ambulatorio e la fece sdraiare su un lettino, sotto un'apparecchiatura.

[Casparov] - Il sergente Andrian mi ha detto che avete un problema alle gambe.
[Khady] - Sì. Non riesco a muoverle senza dolore. A dire il vero, mi fanno sempre male, ma è sopportabile, finché non le muovo o le uso in qualche modo.

Casparov fece scendere l'apparecchiatura sopra le sue gambe e cominciò a guardare il monitor.

[Casparov] - Vi spiace se ne approfittiamo e facciamo anche qualche prelievo?
[Khady] - Certo che no, dottore.

Le fece infilare il braccio in un'altra apparechiatura e si sentì un po' spunzecchiare.

[Casparov] - E da quando sono così, le vostre gambe?
[Khady] - Ho avuto un ... incidente.

Casparov annuì.

[Casparov] - Avete avuto un figlio, di recente.

Khady sospirò e strinse i denti.

[Khady] - Due gemelli, dottore, sei mesi fa.

Casparov continuò ad osservare e registrare. Spostava la macchina avanti e indietro e ogni tanto la fermava e premeva qualche pulsante. Dopo più di mezz'ora, tolse l'apparecchiatura, prese uno sgabello e si sedette accanto a lei.

[Casparov] - Allora, vediamo, secondo il monitor non c'è niente che non va, nelle vostre gambe.
[Khady] - Lo so, dottore.
[Casparov] - Il che, in sé, è una buona notizia.

Khady annuì e sospirò. Non era il primo, che le faceva quel discorso.

[Casparov] - Ci vorrà tempo, perché il dolore passi, e ci vuole una terapia adeguata.

Khady aggrottò le sopracciglia. Questo invece era strano. Era la prima volta, che qualcuno non le diceva che se lo stava inventando, il dolore.

[Casparov] - Però dovete smettere di mentirmi e spiegarmi cosa vi è successo davvero. Per quanto tempo hanno continuato a torturarvi?

Khady girò la testa dall'altra parte. Casparov la fissò sospirando. Capiva, ma aveva bisogno di saperlo.

[Casparov] - Sentite, sottotenente, non voglio che voi dobbiate soffrire ancora, ma ho bisogno di sapere cosa vi hanno dato e per quanto. Non posso fare niente se non me lo dite.

Per Khady non era facile e quando si girò verso il dottore, aveva gli occhi lucidi.

[Khady] - Un anno, qualcosa di più. Non lo so, cosa mi hanno dato, mi hanno solo detto che mi avrebbe fatto più male, così.

Tornò a guardare dall'altra parte, con lo sguardo fisso nel vuoto. Casparov le posò una mano su una spalla, poi se ne andò. Tornò poco dopo con un bicchiere d'acqua.

[Casparov] - Tenete, sottotenente.

Sollevò lo schienale del lettino e Khady si ritrovò seduta. Prese il bicchiere d'acqua e iniziò a sorseggiare.

[Casparov] - Posso vedere dalle analisi, se c'è rimasto qualche traccia.
[Khady] - E' successo due, no tre anni fa.
[Casparov] - Va bene. Vedrete che troveremo una soluzione.

La lasciò un po' da sola e andò verso il pannello della farmacia automatica. Digitò qualcosa, poi la farmacia si avviò con degli strani rumori, come se stesse impastando. Casparov prese delle boccette e le portò a Khady.

[Casparov] - Mi dite quale vi piace?

Gliene fece annusare qualcuna. Khady fissava le boccette un po' perplessa. Ne scelse una, che aveva un profumo come di pioggia.

[Khady] - Questa?
[Casparov] - Bene.

Casparov guardò il numero sulla boccetta e tornò al pannello. Al beep, digitò il numero della boccetta e la macchina tornò ad impastare. Dopo qualche minuto, prese un barattolo dallo sportellino. Digitò qualcos'altro e in capo a qualche minuto tirò fuori dallo stesso sportellino un flacone di pillole.

Il sergente Andrian entrò mentre lui stava tornando da Khady con i medicinali.

[Casparov] - Sergente, siete arrivato giusto in tempo, abbiamo appena finito.

Il sergente prese i medicinali.

[Sergente] - Cosa sono?
[Casparov] - Le ho preparato qualcosa di provvisorio. Le pillole calmeranno un po' il dolore. Non deve prenderne più di quattro al giorno. L'altra è una crema, non farà molto, ma le darà un po' di sollievo.
[Sergente] - Bene.

Il sergente si mise entrambi i flaconi in tasca.

[Sergente] - Mi aspetti fuori, sottotenente?
[Khady] - Sì.

Khady si aspettava l'ennesimo rimprovero, ma il sergente si accontentò, per quella volta. Khady riprese le sue stampelle e uscì. Quando fu fuori, Casparov si accasciò sulla sedia.

[Sergente] - Allora, dottore?
[Casparov] - Datemi un momento. Che sapete di lei?
[Sergente] - Poco. Troppo poco. Ho guardato la sua scheda, anzi, le sue schede. Quella della marina è secretata. Quella dell'esercito è vuota.
[Casparov] - Si porta dietro un bel fardello.
[Sergente] - E' stata torturata, vero?
[Casparov] - Sì.
[Sergente] - E le sue gambe?
[Casparov] - Se seguirà la terapia e farà parecchio esercizio, forse potrà tornare a fare a meno delle stampelle. Ma non so se il dolore sparirà mai del tutto.

Il sergente si appoggiò al lettino. Una strana e incasinata situazione, quella in cui il principe l'aveva infilato.




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