ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 17 settembre 2010
ultima lettura domenica 24 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La casa sulla scogliera

di swetty. Letto 1186 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Erano le quattro del mattino quando il capitano Drache rientrò nel suo alloggio alla capitaneria di Algor. Dal cancello fino al suo piano, attraverso il portone e poi ad ogni scala, era stato tutto un susseguirsi di marinai che si mettevano sull.....

Erano le quattro del mattino quando il capitano Drache rientrò nel suo alloggio alla capitaneria di Algor. Dal cancello fino al suo piano, attraverso il portone e poi ad ogni scala, era stato tutto un susseguirsi di marinai che si mettevano sull'attenti e salutavano. Vivere ancora alla capitaneria non era il massimo, per la sua privacy.

Drache fece un rapido conto. L'ultima campagna, quella in cui l'ammiraglio Khizr l'aveva trascinato con la scusa di allontanarlo da sua nipote, gli aveva fruttato abbastanza da formarsi una sua piccola flotta di cinque navi. Niente di che, ma era comunque un bel risultato, per lui che veniva dal nulla. Di lì a tre settimane sarebbe diventato commodoro e aveva intenzione di chiedere a Khady di uscire con lui non appena avesse avuto a disposizione la nuova divisa. No, decisamente, non era più opportuno continuare a vivere alla capitaneria.

La mattina dopo, davanti alla sua colazione, stava ancora pensando a un'alternativa. Sapeva che stavano costruendo un nuovo quartiere lì vicino e che molti degli altri ufficiali avevano intenzione di comprare lì un appartamento. Sarebbe stata una bella soluzione. Alla bacheca trovò il numero dell'agenzia e chiamò per fissare un appuntamento.

La signorina che l'accompagnò attraverso il cantiere continuò a sorridergli per tutto il tempo. Era deliziosa, con i suoi tacchi a spillo, tra un secchio di malta e una cariola, e con quel suo caschetto giallo sopra un tubino nero. Dopo avergli fatto vedere uno degli appartamenti quasi terminato, coi suoi begli infissi e rifiniture di lusso, pavimenti in parquet e cucina già arredata, lo aveva portato a vedere quello che lei riteneva essere l'appartamento adatto a lui.

Più grande, una camera in più e due bagni, però Drache faceva fatica a capire come quella cosa con solo quattro pilastri e un pavimento in cemento, ingombro di qualsiasi cosa, avrebbe potuto diventare una casa. Mentre lei parlava e gli mostrava stanze inesistenti, lui guardava il panorama, che dava verso le scogliere.

- ... questa parete viene chiusa ...
- Questa?

La parete che la signorina stava indicando era proprio quella che l'aveva attratto. La fissò negli occhi.

- Ho idea che non sia una soluzione per me, signorina.

Lei abbassò le braccia lungo i fianchi e assunse una (deliziosa) espressione imbronciata.

- Le posso far vedere qualche altro appartamento.
- Qui?
- Sì, ci sono anche altre soluzioni.
- No, signorina, credo di non volere un appartamento.

Lui cercò l'uscita e lei lo seguì trotterellandogli dietro.

- Bè, ma, non preoccupatevi, abbiamo anche soluzioni per case singole. Certo, costano un po' di più, ma...
- Il denaro non è un problema.

Non del tutto, non era certo di riuscire a comprarsi una vera casa, già quegli appartamenti costavano una piccola fortuna. Stava diventando ricco, ma forse non così ricco.

Nel pomeriggio andò fino all'astroporto, salì con l'ascensore e arrivò alla sua nave. Fece il solito giro per controllare come andavano i lavori. In un corridoio, aprì una delle saracinesche esterne e si ritrovò di nuovo a guardare la scogliera. Proprio in cima, c'era una costruzione abbandonata.

Scendendo vero l'astroporto, Drache pensò che magari era possibile comprarla e chiamò la signorina del mattino.

- La casa sulla scogliera? E' sicuro, capitano? E' disabitata da anni.
- Sa di chi è?
- No, posso informarmi.

Ci vollero un paio di giorni, durante i quali Drache cercò di distrarsi, ma diventava sempre più insofferente quando passava davanti ai marinai prima di entrare nel suo alloggio. Finalmente, la signorina richiamò.

- Potete passare da qui, capitano?

Fu lì in cinque minuti. La signorina era ancora deliziosa, ma un po' preoccupata.

- Abbiamo fatto delle indagini.
- E?
- La casa non è di nessuno. La città l'ha messa all'asta, ma non ha avuto offerte.
- E quant'è il minimo?
- Non c'è minimo, capitano. Potreste prenderla per un taler.

La signorina non sorrideva, l'agenzia lavorava a percentuale, e il suo capo non sarebbe stato felice. Drache invece aveva gli occhi che brillavano.

- Possiamo trovare una soluzione. Posso pagarvi il doppio di quello che avreste preso con l'appartamento che mi avete mostrato, ma voglio essere in regola con la burocrazia, i pagamenti e tutto il resto.

La signorina tornò a sorridere.

- La casa è abitabile?
- In teoria sì, ma c'è comunque una gran quantità di lavori da fare.
- Possiamo andare a vederla?
- Quando volete, capitano.

Lo accompagnò fino alla casa, che non aveva più una porta. Era veramente messa male, però la struttura era ancora buona.

- Capitano, adesso che siamo qui, fate davvero un affare. E' una casa solida, basterà semplicemente risistemarla. Anche il tetto ha retto, vedete?, non è mai piovuto dentro.

Drache annuiva. Attraversò le varie stanze, cercando di immaginarsela risistemata e arredata.

- Ecco, qui, guardate, era prevista una vetrata, vedete?, ci sono ancora i vetri per terra. Una vista meravigliosa.

Oltre l'apertura nella parete c'era il vuoto. Drache si avvicinò e cercò di guardare di sotto. Si vedeva la città, da una parte, la semisfera dell'astroporto e poi il mare.

- Sì, direi che questa è proprio casa mia. Potete occuparvi voi, di tutto?
- Certo capitano, quando intendete trasferirvi?

Con la sua mente, vide la vetrata risistemata, le pareti pulite, una tenda lunga fino a terra. Poi aggiunse una panca e Khady, seduta, con una spalla appoggiata al vetro e le gambe tirate su, che guardava verso di lui, sorridendo.

- Fosse per me, anche subito.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: