ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 14 settembre 2010
ultima lettura giovedì 23 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Arrivo su Saruka (1)

di swetty. Letto 1134 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Vorrei provare a scrivere una serie di racconti in stile telefilm e quindi partirei con questo "episodio pilota"...

Si era seduta per prima e aveva scelto il posto meno appetibile, subito dietro la cabina di pilotaggio. La porta era aperta e poteva guardare dentro. Si era persa nello studio della console di comando, quando un caporale le si era piazzato davanti.

Caporale - Cosa stai guardando, soldato?
Khady - Niente, caporale.

Aveva alzato la testa, per guardare il caporale, e la bretella dell'imbragatura si era spostata. Il caporale aveva infilato le dita sotto la sua spallina.

Caporale - Ma voi siete un ufficiale. Cosa ci fate qui? Dovreste essere dietro, questo è un posto da soldati.

Khady aveva girato la testa verso la coda della navicella, alla parete oltre la quale c'erano le comode poltroncine per gli ufficiali, poi era tornata a guardare il caporale.

Khady - Posso lo stesso restare qui?
Caporale - Come volete, ma non potete spostarvi durante il volo.

Aveva fatto un semplice gesto d'assenso. Poco dopo, un soldato aveva aperto lo scompartimento bagagli sopra di lei e ci aveva messo la sua borsa, lo aveva richiuso e le si era seduto affianco. Si era guardato un attimo attorno, poi le aveva porto la mano.

Taro - Taro. Tu?

Lei l'aveva stretta e gli aveva sorriso, prima di tornare a guardare la cabina.

Khady - Khady.
Taro - Prima volta?
Khady - Non proprio.
Taro - Per me sì.

Si era sistemato meglio, aveva mosso un po' le mani davanti a sé e stretto le cinghie. Era così allegro e agitato che Khady non poté fare a meno di ridere. Taro si sporse verso la cabina.

Taro - Quanto mi piacerebbe saper pilotare uno di questi cosi. Ho fatto domanda per gli elicotteristi, dice che su Saruka siano a corto, per questo vado lì. Tu, dove stai andando?
Khady - Saruka pure io.
Taro - Ma dai? Così facciamo il viaggio insieme.

Khady annuì. Il caporale di prima si ripresentò davanti a loro. Gambe leggermente divaricate, una mano dietro la schiena e l'altra lungo la coscia, stava aspettando che tutti facessero silenzio. I due piloti gli passarono a fianco, lo salutarono con un cenno, entrarono nella cabina e chiusero la porta.

Caporale - Allora, non potete alzarvi durante il volo, qualunque cosa succeda. Le vostre cinghie sono bloccate e si aprono solo in caso di emergenza, quindi, se si aprono, iniziate a pregare. Tenetevi per tutto il viaggio perché qui se si balla, si balla all'improvviso e non voglio gente che piange perché ha sbattuto le chiappe. Tutto chiaro?

Il coro di «Sì, signor caporale, signore» fece sorridere Khady, che non vi partecipò. Il caporale se ne accorse, ma non poté dirle niente. Andò a sedersi dall'altra parte, verso la coda.

Taro prese un grosso respiro e si appoggiò alla parete. Khady fece lo stesso, ma chiuse anche gli occhi. Si stava concentrando sui rumori che arrivavano dalla cabina. Si voltò verso Taro.

Khady - Preparati. Appena cercherà di alzarsi avrà uno strattone.

La navetta si alzò in volo e fece un mezzo giro su sé stessa. Si fermò un attimo a mezz'aria, salì con sforzo di neanche dieci metri, poi si abbassò di colpo di quasi cinque. Davanti a Khady, uno dei soldati sbatté la testa contro il portabagagli. Dalla cabina arrivò una sommessa imprecazione.

Taro - Come facevi a saperlo?

Khady si limitò a sorridere, con la testa appoggiata alla parete e gli occhi chiusi. Dalla cabina arrivarono altri rumori e la navetta iniziò ad alzarsi con molto meno sforzo. Taro guardava Khady a bocca aperta. Notò le sue spalline e la sua bocca si richiuse lentamente.

Taro - Perdonate, sottotenente, non avevo notato. Non pensavo che gli ufficiali viaggiassero coi soldati.
Khady - Non preoccuparti. Sono io fuori posto.

Khady aveva riaperto gli occhi. Taro era imbarazzato e fissava le sue ginocchia.

Khady - Vai su Saruka, anche tu?
Taro - Sì. Per, gli, per gli elicotteri.
Khady - Ho sentito. Sai che tipo di posto è?
Taro - Mi hanno detto che c'è un sacco di sabbia.
Khady - Anche a me.

Rimasero in silenzio. Khady guardò un po' gli altri soldati. Non erano tutti giovani, ma erano quasi tutti alla prima esperienza. Solo qualcuno, un gruppetto separato, sembrava avere più confidenza col volo. Il caporale la stava guardando. C'era qualcosa che disapprovava, in lei, qualcosa che Khady non riusciva a capire.

Khady sollevò un attimo gli occhi, poi li chiuse per ascoltare meglio la cabina.

Khady - Ci siamo un'altra volta. Quando usciamo dall'atmosfera, questo ci fa fare un altro salto. Sta salendo troppo velocemente.

Taro si guardò intorno. Non c'erano finestrini, non c'erano strumenti, tutto gli sembrava sempre uguale.

Taro - Scusate, ma come fate a capire...
Khady - Lo devi sentire qui.

Khady si portò una mano alla pancia.

Khady - E qui.

Indicò le orecchie.

Khady - E' difficile da spiegare, ma dopo un po' ci fai l'abitudine. Usciamo dall'atmosfera tra poco, ma avrebbe già dovuto avviare la procedura per cambiare l'assetto, ma non l'ha fatto.
Taro - E come fate a sapere che non l'ha fatto?
Khady - Chiudi gli occhi.

Khady si portò l'indice alle labbra. Dopo poco, Taro sentì un cambiamento nel rumore del motore della navetta.

Khady - Ecco, adesso lo ha cambiato. Hai sentito?
Taro - Sì, la navetta ha cambiato rumore.
Khady - Esatto. Ma è troppo tardi. Tra un minuto balliamo, tieniti.

Khady afferrò le cinghie. Taro la imitò e come lei si appoggiò alla parete. La navetta iniziò a sbattere in tutte le direzioni. Nonostante le cinghie, parecchi soldati furono sbalzati e colpirono la bagagliera o finirono addosso agli altri. Taro si sentì afferrare le gambe, che volarono in alto, poi ripiombò a sedere sbattendo i piedi. I talloni avevano urtato il sedile, ma era niente in confronto al suo vicino, che era stato colto impreparato e, proiettato in avanti, era stato trattenuto dalle cinghie e ora passava la mano dolorante sulle spalle e la pancia. Si girò verso Khady per ringraziare, ma lei era completamente sbiancata, aveva chiuso gli occhi e stava cercando di riprendere il controllo del suo respiro.

Taro - Tutto bene, sottotenente?

Khady alzò una mano per tranquillizzarlo.

Khady - Sì, sì, non preoccuparti.

Il suo respiro si stava calmando.

Taro - Siete sicura?

Khady riaprì gli occhi.

Khady - Sì. Lo senti?
Taro - Cosa?
Khady - Il silenzio. Siamo nello spazio.

Taro chiuse gli occhi e si concentrò. Il rumore dei motori e dell'aria erano cessati. Riaprì gli occhi e vide Khady che aveva iniziato a massaggiarsi le gambe.

Taro - Siete sicura di stare bene? Non è che vi ha colpito qualcosa?
Khady - No, non mi ha colpito niente. Sono solo le mie gambe, che al solito fanno i capricci, ma adesso passa tutto.

Il caporale sganciò le sue cinghie e si alzò. Si girarono tutti verso di lui.

Caporale - Bene, tutti interi, mi auguro. Arriviamo tra cinque minuti. Quando le vostre cinghie si apriranno, voglio che prendiate le vostre cose, usciate e vi mettiate tutti in riga. Verrete chiamati e assegnati alle vostre navi.

Dopo il rituale «Sì, signor caporale, signore», il caporale si avvicinò a Khady.

Caporale - Signora, voi dovreste raggiungere gli altri ufficiali.
Khady - Lo immaginavo.
Caporale - Dove andate?
Khady - Saruka.
Caporale - Primo incarico?
Khady - Sì.

Il caporale distolse lo sguardo e sospirò.

Caporale - Sentite, non mi risulta ci siano altri ufficiali che vanno a Saruka da questa navetta. Solo un soldato.
Khady - Credo sia il soldato Taro, qui.
Caporale - Bene. Quelli non si disturbano a venire a chiamare per l'appello. Quando siete scesi, vi faccio vedere dov'è la vostra nave.
Khady - D'accordo, caporale, grazie.

Il caporale tornò a sedersi. Khady si girò verso Taro.

Khady - Sembra che siamo degli animali rari.
Taro - Già. Sarà un brutto segno?
Khady - Mah, forse è solo un posto poco affollato.

La navetta attraccò, sbattendo leggermente contro il molo.

Khady - Abbiamo finito questa tortura.

Le cinghie si aprirono.

Khady - Puoi aspettare ad alzarti? Tanto siamo solo noi due, possiamo prendercela con calma.
Taro - Certo.

Aspettarono che la navetta si svuotasse, poi Taro si alzò e aprì la bagagliera, tirando fuori i suoi bagagli. Khady si appese a una maniglia e si tirò su con le braccia. Strinse i denti cercando di non appoggiare troppo i piedi a terra.

Taro - Avete bisogno di una mano?
Khady - Sì, grazie, puoi prendermi le mie stampelle?

Taro guardò nella bagagliera e tirò fuori due stampelle. Khady si resse un attimo in equilibrio, le prese e le appoggiò a terra. Ci si appoggiò, tolse il peso dalle gambe e fece un sospiro di sollievo. Taro aveva tirato giù anche la sua borsa.

Taro - Avete altro?
Khady - No. Passami pure la borsa.
Taro - State scherzando?

Khady fece una mezza risata.

Khady - Per via di queste? Non devi preoccuparti, ormai ci sono abituata. Passami la borsa.

Khady si era appoggiata su una delle due stampelle e aveva afferrato la sua borsa. Taro era scettico, ma gliela lasciò. Lei se la mise a tracolla, poi riprese la seconda stampella e fece cenno a Taro di avanzare.

Khady - Usciamo da questa trappola prima che decidano di farci fare un altro giro.

Taro andò verso il portellone d'uscita, girandosi ogni tanto indietro a controllare. Sorvegliò come scendeva dalla rampa.

Khady - Smettila di controllarmi.

Si avvicinarono al caporale, che la squadrò da capo a piedi.

Caporale - Siete sicura che andate su Saruka?
Khady - Così c'è scritto sui miei ordini.
Caporale - Come volete. Laggiù, quella nave nera.
Khady - All'inizio della piattaforma?
Caporale - Sì. Partite tra un'ora. Quelli di Saruka sono sempre i primi a partire.

Khady lo guardò sorridendo.

Khady - E gli ultimi a tornare?

Il caporale la guardò serio, per niente divertito dalla battuta.

Caporale - No, signora, di solito da Saruka non si torna. In bocca al lupo, sottotenente. Anche a voi, soldato.

Non era molto incoraggiante. Il caporale salutò e tornò ad occuparsi degli altri soldati. Khady e Taro si incamminarono verso la loro nave.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: