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lavoro pubblicato sabato 11 settembre 2010
ultima lettura domenica 4 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Breve Canto Dì Settembre

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 679 volte. Dallo scaffale Poesia

  BREVE CANTO DÌ SETTEMBRE   Ebbro settembre dalle labbra  rosso vermiglie   dall'aspetto mesto e sensuale  nelle  molte rimembranze   prende vita il domani incerto , vagando  in una città decadente...

BREVE CANTO DÌ SETTEMBRE

Ebbro settembre dalle labbra rosso vermiglie

dall'aspetto mesto e sensuale nelle molte rimembranze

prende vita il domani incerto , vagando in una città decadente

nella sua ignoranza , nel suo menefreghismo.

Nella notte sinistra , il popolo dei sogni s'incammina per strade solitarie, mano nella mano insieme ai figli di guerre passate , in un tempo gonfio di speme , glorie disossate messe a bollire nel calderone della sorte.

Chi canta nuove canzoni

chi argomenta d'avvenire

sul caldo della porta?

Chi ascolta turgide melliflue parole ,chiassose

sgambettanti allegre tra i pentagrammi elettrici

voci rauche , passioni d'un tempo che non sanno

più narrare l'oscuro destino che regge la storia degli ultimi

di quanti non hanno nulla ,speranze o certezze .

Ebbro Settembre ubriaco di sole.

Sarebbe troppo facile, buttare via l'acqua

del catino con il pargolo dentro e non pensarci più.

Ma non trova pace colui che regge i fili del vivere in comune

così s'improvvisa spazzino per sporche strade .

Banchettare con la burocrazia e poi ridere alle spalle

di chi si trova ultimo in fila.

Ebbro Settembre tu mi turbi ballando intorno alla nova luna.

Tra quei Sentieri di nidi di ragno , inseguendo emozioni solinghe

legando al carro del villano i bianchi buoi , andare

lontano , danzare nel tuo cielo chiaro sedotto dal dolore

e dalla malvagia ragione, nell'ora traboccante nel cranio,

camminando distratto tra la folla , contemplando l'aspetto urbano.

Giorni simili ad altri giorni , piante che s'arrampicano

sui davanzali delle tristi case di periferia

passeggiando sotto gli archi dai sopracigli irti , attraversando

porte oscure , nell'ossesso , nel caos di clacson e canzoni.

Ebbro Settembre nel buio uccidi la tua bellezza.

Riflessioni senza senso , sull'estetica moderna

metafisica e visioni frutto di un essere sballato ,

espressione del grande criminale, del grande malato.

Così di tutte le cose strane quella più vicino alla mia persona ,

come la camicia al corpo è la mia indipendenza:

essa non ammette che io sia costretto a dimenticare

chi sono e assume il ruolo di un altro ,per esempio

quello di una musa o di un professore per il quale

il proprio sapere e il proprio credo sono ciò

che il bottegaio è la merce espone in vetrina .

Ebbro Settembre tu distruggi le mie illusioni .

Con tali dilemmi Settembre m'attendi a braccia aperte di ritorno

dal lungo viaggio intorno al mondo ,dopo aver cavalcato il rosso drago dell'estate , soddisfatto nel fragile sogno , moribondo al lume delle stelle. Septembre attendez-moi à bras ouverts retour de long voyage à travers le monde, après avoir monté le dragon rouge de l'été, le rêve fragile remplies, mourir dans la lumière des étoiles

L' arte ritorna a contemplare quel male oscuro chiuso

nella comune coscienza,a essere indifferente alla sorte

di chi l'ama , trascurando il fine ed il bene.

Ebbro Settembre io ballo per te una moderna danza .

Mentre la vecchia scuola attende a braccia aperte i piccoli studenti dalle folte chiome , con tante idee stipate

nei zaini , entusiasti della loro giovinezza , io mi struggo in passioni inutili tra l'odore del mosto

che profuma le strade di campagna.

Settembre in grembo tu fermenti nuovi ideali

novelle ,ricordi , ritornelli popolari ,

nello spirito della vendemmia che inebria la mesta aria

tra tempeste e tuoni , vedo affrettarsi un piccolo folletto

lesto a chiudere le finestre del magico castello delle fiabe

ed aprine altre sul finire di questa stagione , al grasso

meditabondo autunno che bussa nervoso alla porta.

Ebbro Settembre rimembra lunga è l'arte mentre

il tempo è troppo breve.



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