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lavoro pubblicato sabato 11 settembre 2010
ultima lettura venerdì 27 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

OPERAZIONE SMACCHIAMENTO

di Algreen. Letto 1134 volte. Dallo scaffale Fantascienza

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Anno 2064.

Sulla terra si era già dato il via all’operazione “smacchiamento”, e potevate star sicuri che i pochi negri che rimanevano erano a “norma di legge” valeva dire morti. Uno pensa che con il passare degli anni, dei secoli, con l’evolversi della tecnologia, delle scoperte, si evolvesse anche la società, macchè il razzismo era una di quelle cose che anziché andare a spegnersi si era quintuplicato, ora il razzismo era una disciplina.

“non c’era peggior alieno di un negro a spasso nell’universo” diceva sempre suo padre, e come volete che crescesse il capitano Crook Benjamin, era diventato il walker texas ranger dell’universo, ma potevate star sicuri che al suo fianco non ci sarebbe stato quel simpatico negretto che aveva Chuck Norris.

A lui questa storia gli era proprio congeniale, prendi un negro lo ammazzi, ne prendi un altro gli fai fare una fine anche peggiore, e continui così finchè non ti danno la medaglia.

Il capitano Crook era un punto di riferimento, un baluardo per tutta l’operazione.

Si era cercato di eseguire l’operazione in sordina, per quanto possibile. Si era dato ordine a tutte le astronavi che avessero almeno un negro a bordo di tornare, ma quei porci col cavolo che l’avevano fatto.

Incredibile come circolassero velocemente le notizie nell’universo.

E quindi ora non restava altro che inviare gli smacchiatori in giro per l’universo a cercare le astronavi rimaste fuori.

Non che fosse un’operazione facile. Un’operazione facile c’era stata a dire il vero:

- navetta CPX42, navetta CPX42 mi sentite?

Nessuna risposta.

- navetta CPX42 mi sentite? Qui chiama la Frontiers51, mettetevi in contatto con noi, rispondete, rispondete.

Dentro la navetta.

- che facciamo comandante?

Nessuna risposta.

- Comandante? – il comandante guardò il suo secondo, era sudato e parecchio agitato.

- comand… ? – ma il comandante non gli dava neanche più retta si girò a guardare il suo ufficiale delle comunicazioni, che era parecchio più alterato di lui, anche se cercava di non darlo a vedere, dandosi un certa compostezza smentita dagli spasmi della mascella.

- quella non mi sembra proprio una Frontiers, tu che ne pensi Gerald? – disse il capitano rivolgendosi al suo ufficiale delle comunicazioni.

- io… io penso che farebbe meglio a rispondere comandante – il comandante si fermò a guardarlo seriamente, forse per capire se era veramente quello che voleva, poi si girò e riprese il microfono in mano.

- qui la CPX42.

- finalmente ragazzi! siamo la Frontiers51, come state?

- qui tutto bene, grazie.

- magnifico, veniamo a fare un controllo per conto della giurisdizione.

- sono loro – disse il comandante allontanando il microfono dalla bocca – ci hanno trovato ragazzi…

L’ufficiale delle comunicazioni si avvicinò al comandante e con aria seria disse – comandante, la prego di procedere.

- Frontier51 la prego di dichiarare i suoi intenti.

- è solo un controllo comandante, passavamo di qua (suoni di risatine e schiamazzi) a titolo informativo ci può dire quanti negri avete a bordo.

- qui non abbiamo personale di colore Frontier51, li abbiamo consegnati tutti secondo la legge, al rifornimento.

- non ci risulta CPX42, ho informazioni certe che avete almeno un negro a bordo, l’ufficiale delle comunicazioni, mister Gerald (altri suoni di risatine e schiamazzi).

Il comandante si girò verso l’ufficiale delle comunicazioni, che non ricambiò lo sguardo, restando fermo con lo sguardo preoccupato con una mano rigida lungo la gamba e l’altra ad appoggiarsi al piano comandi.

- ripeto Frontiers51 abbiamo consegnato tutto il personale di colore al precedente rifornimento secondo normativa di legge.

- No non ci risulta CPX42, le chiedo ufficialmente di consegnarmi l’ufficiale delle comunicazioni.

Nella sala di comando della CPX42 si guardarono tutti con aria preoccupata, e tutti o quasi si fecero vicini all’ufficiale delle comunicazioni, mettendogli una mano sulla spalla o dicendogli qualche parola d’incoraggiamento, ma ormai Gerald era completamente terrorizzato, e non sembrava più accorgersi di quanto gli stava intorno, sudando e riuscendo solo a seguire passivamente lo svolgimento dei fatti. Il comandante si girò a guardarlo, poi prese coraggio e con aria decisa disse.

- ripeto Frontiers51 abbiamo consegnato tutto il personale di colore al rifornimento, l’ufficiale delle comunicazioni non è più in carica qui.

- non ci costringa ad intervenire, siamo attrezzati per eseguire l’ordinanza della giurisdizione, se mancherà di eseguire gli ordini dovremmo considerarvi disertori, ed intervenire a riguardo.

Ci fu un attimo di silenzio, il comandante non sapeva più che dire, ora era seriamente preoccupato. L’ufficiale delle comunicazioni restava fermo terrorizzato guardando nel vuoto. E nella sala di comando regnava il silenzio.

- comandante, non possiamo non rispondere… li ha sentiti – incalzò un ufficiale in seconda.

Il comandante si concedette un momento, poi riprese il microfono in mano.

- l’ufficiale delle comunicazioni è per la nostra missione assolutamente indispensabile, non è possibile chiedere di separarcene.

- CPX42 ci consegni l’ufficiale o dovremmo… intervenire con i mezzi della giurisdizione.

Non ci fu più risposta da parte della CPX42.

- comandante Henry… ho davanti il suo curriculum, una carriera ineccepibile, il suo status è immacolato, è un buon comandante, non faccia una cosa tanto stupida come rovinarsi la carriera e mettere in pericolo tutto il suo equipaggio… se contravverrà alle direttive della giurisdizione non potrò che procedere.

Il comandante ora era seriamente preoccupato, ma cercava di non darlo a vedere, ora sudava parecchio anche lui. Non sapeva che fare, no, non poteva dare Gerald a quei sanguinari, con Gerald erano amici dagli inizi, era un buon ufficiale, non meritava di essere consegnato a quei maledetti come un prigioniero.

- CPX42 chiedo di parlare con l’ufficiale delle comunicazioni.

Silenzio.

- … mi passi Gerald.

Ancora silenzio.

- ok, procediamo con le maniere forti.

Si sporsero tutti a guardare i monitor e le vetrate. La navetta Frontiers51 stava armando i suoi cannoni laser, sarebbe bastato un colpo e della CPX42 non sarebbe rimasto che polvere stellare. Cominciava ad emettere una luce, via via sempre più forte, sempre più forte, sempre più for…

- q… qui l’ufficiale delle comunicazioni, NON FATE FUOCO, NON FATE FUOCO!

- Gerald finalmente, forse sei l’unico lì ad avere un po’ di buon senso… noi non c’è l’abbiamo con te personalmente, lo capisci?

- lo capisco – disse freddamente l’ufficiale.

- bene, ti aspettiamo allora?

- sto arrivando – e l’ufficiale chiuse la comunicazione. Si affrettò alla porta, poi si fermò, si girò verso tutti e restò a guardarli, sapeva che era l’ultima volta che li vedeva.

- e stato un piacere lavorare con voi… comandante! – salutò e se ne andò.

Dallo spazio si videro le luci di un’ascensore esterno muoversi lentamente. L’ascensore si fermò. Poi non si sentì più niente.

Il portellone si aprì di botto, e Gerald schizzò fuori come un razzo, sparato nello spazio aperto. Ma Gerald non aveva indosso la tuta spaziale e arrivando a toccare la Frontiers51 esplose in mille pezzettini ghiacciati.

- AHAHAH BEN FATTO CPX42, AHAHAH BEN FATTO! – disse la stessa voce di prima – SUVVIA ERA SOLO UN NEGRO…

FINE



Commenti

pubblicato il 16/05/2011 17.14.32
tonymalerba, ha scritto: E' ormai finita l'era del WASP (white, anglo-saxon, protestant) predominante. Forse sarebbe interessante leggere anche del razzismo dei Cinesi verso chi non è Cinese, per esempio. Comunque il racconto mi sembra ben scritto.

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