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lavoro pubblicato sabato 11 settembre 2010
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SUNRISE! (cap 9)

di fiordiloto. Letto 804 volte. Dallo scaffale Fantasia

Cap 9:KAKOLUKIAM!     Nel Regno dei Morti la luce livida del cielo dava alle acque tumultuose del fiume una colorazione violacea e deprimente. L'acqua scorreva, gelida, fino a perdersi nella nebbia, oltre il primo dei nove cancelli che conduc.............

Cap 9:

KAKOLUKIAM!

Nel Regno dei Morti la luce livida del cielo dava alle acque tumultuose del fiume una colorazione violacea e deprimente. L'acqua scorreva, gelida, fino a perdersi nella nebbia, oltre il primo dei nove cancelli che conducevano alla dimora di Ade. Le acque scorrevano, grigie e implacabili, trascinando chiunque tentasse di resistere. Il primo dei cancelli era una cascata. L'acqua correva veloce prima di gettarsi a picco per più di mille metri dentro un mare di nebbia. Lì, attaccato alle rocce con la forza della disperazione, un demone tentava di resistere. Un negromante lo aveva condannato alla Morte con la magia, ma egli, furioso e desideroso di rivalsa, si era attaccato alle rocce come una zecca, come un batterio. Non era altro che un'ombra nera. Oscurità addensata con solo la vaga apparenza di una forma umana. Occhi di brace scintillavano cattivi. Emise un ringhio, quando sopra di lui, al principio della cascata, apparve una figura. Stava sulle rocce, al sicuro dall'acqua tumultuosa. Era vestita di grigio e osservava il demone con aria sprezzante.

"Salute a te, amico", lo salutò.

Il demone rabbrividì. Conosceva quella voce!

"Thamiel!"

"Bingo! Sei messo male, vedo. Chi ti ha spedito nel regno dei Morti?"

"Non sono affari tuoi. Aiutami a risalire, piuttosto"

"Calma, amico mio. Ho una proposta da farti"

Il demone gli rivolse uno sguardo che significava: sono tutt'orecchi.

"Ti riporto nel mondo dei vivi ad una condizione. Devi creare il maggior scompiglio possibile nel villaggio vicino al Monastero d'Artemide. Voglio che le sorelle intervengano per tentare di fermarti"

"E io cosa ci guadagno?"

Thamiel sorrise, sardonico. "Non sei nella posizione di poter porre simili domande, amico mio. Se non accetti ti lascerò lì, in balia dell'acqua tumultuosa. Quanto pensi di resistere, prima di finire oltre il Secondo Cancello o ancora più in là?"

"D'accordo", si arrese il suo interlocutore. "Che devo fare?"

"Mi basta che ci sia lei. Sorella Sun. Devi attirarla a te, ma non farle del male"

"Una Sorella? Perché è così speciale?"

"Chiamala una sfida, se vuoi", rispose Thamiel, facendo spallucce. "Devi fare in modo di attirare la sua attenzione e farla uscire allo scoperto"

"Accetto"

Il demone gli porse una mano d'ombra, e Thamiel lo aiutò a venir fuori dall'acqua senza difficoltà.

"Grazie"
"Non ringraziarmi", lo zittì. "Non lo faccio certo per te. Uscirai ogni notte nel mondo dei vivi, e ogni giorno di nuvole e pioggia. Evita il sole, ti ucciderebbe. Crea il caos, e porta le Figlie di Artemide fuori dal loro piccolo rifugio"

"Come desideri, Thamiel"

Il demone sorrise e s'inchinò.

"Ricorda, attira Sorella Sun, ma non farle del male. Se vedrò una sola ferita sulla sua bella pelle te la renderò dieci volte"

"Ricevuto"

Il demone sparì verso il mondo dei vivi.

Rimasto solo, Thamiel si voltò verso la nebbia che circondava il Primo Cancello. Ciò che c'era oltre non era un mistero per lui. Conosceva il mondo dei Morti come il palmo della sua mano ed era a conoscenza di ogni scappatoia. Per questo poteva entrare e uscire a suo piacimento. Eppure, c'era una regola che non poteva essere elusa. Non si può riportare in vita chi attraversa il Nono Cancello.

"Sovvertirò l'ordine naturale delle cose", sussurrò. "Otterrò il potere di governare il regno dei Morti. E quando accadrà, io ti riporterò in vita...Ayase"

Ma le sue parole si persero nel suono roboante della cascata.

***

Odore di erba...Odore di luce...Un luogo tranquillo...Mani grandi che mi trattengono...Una dolce voce che mi culla, sussurrandomi all'orecchio qualcosa. Dapprima un suono indistinto, poi una parola sempre più nitida...

"Kakolukiam..."

Kakolukiam...

"Kakolukiam..."

"Ka....che?"

Quella voce famigliare mi svegliò del tutto.

Mi ritrovai sdraiata sulla solita collina, il viso inondato dai raggi del sole. Il tremendo bagliore mi ferì gli occhi,ed emisi un gemito di fastidio. Quasi subito, una mano gentile mi offrì dell'ombra.

"Ben svegliata, pigrona!"

Spalancai gli occhi, e sorrisi.

"Ciao, Silent!"

"Avevi un'aria felice. Non volevo svegliarti"

Silent sorrise di rimando, e si sedette accanto a me a gambe incrociate.

"Stavo facendo un bel sogno", raccontai , quieta.

"Ah sì? Un sogno che aveva a che fare con Ka...qualcosa?"

"Kakolukiam", ripetei. "Mia madre diceva che c'è sempre una via d'uscita. ‘Se solo avrai paura', diceva, ‘basta che pronunci una semplice parola e una porta magica si aprirà per te, per condurti al sicuro in un luogo al di fuori del tempo e dello spazio'. Era tanto tempo che non ci pensavo, e credevo di averla dimenticata. Ma il sogno di poco fa me l'ha fatta tornare alla memoria. Quella parola è...Kakolukiam"

Silent mi fissò pensoso. "Un luogo magico la cui porta si apre al suono di una semplice parola?".

"Non ci credi?"

"Certo che ci credo", rispose, raccogliendo le ginocchia al petto. "Esiste un regno dei Morti, e per spedirci un demone basta il suono della campana di un negromante. Perciò, perché una semplice parola non potrebbe aprire una porta verso un rifugio sicuro?"

Chiusi gli occhi e tentai di cacciare via l'inquietudine che le parole "Regno dei Morti" portavano con sé. Tentai di concentrarmi invece su quell'unica parola insegnatami da mia madre. Già solo sentirne il suono mi dava un gran senso di pace.

"Ci hai mai provato?", domandò Silent. "Ad usare quella parola, intendo?"

"Sì", dissi. "Una volta, quattro anni fa"

I suoi occhi si spalancarono all'improvviso. "Non vorrai dire...?"

"Esatto. L'ho usata la notte che Thamiel venne a prendere me e mio fratello. Mamma e papà urlavano, ed io avevo così paura...Forse sarei dovuta rimanere con loro, o tentare di portare con me mio fratello. Non ho ricordi del luogo in cui mi ritrovai, ma non mi fu permesso di uscirne finchè tutto non tornò tranquillo"

"Ma io ho visto Thamiel tentare di prenderti, quella sera", ricordò Silent. "Era...beh, era furioso perché era come se fossi da un'altra parte. Ricordo che il tuo scudo brillava attorno a te, e tu eri come in trance. Attorno alla tua figura tutto era tranquillo e immutabile, come se..."

"Come se nulla potesse toccarmi, lo so. La mamma me l'aveva detto. E' stata lei a ricordarmi il potere di Kakolukiam, sussurrandomi quella parola all'orecchio non appena avvertì il pericolo"

"Ti ha voluto proteggere", osservò Silent.

"Avrei dovuto dirla a mio fratello", mi rimproverai. "Se l'avessi fatto, forse..."

"Non rimproverarti. Non è colpa tua e lo sai!"

"Silent...?"

"Sì?"

"Prestami il tuo petto, per favore"

Sospirai, e affondai il viso nel suo torace scolpito. Immediatamente, avvertì le sue braccia cingermi delicatamente.

"Non avresti potuto fare niente, allora", sussurrò. "E poi...noi ritroveremo Davon, giusto? L'abbiamo promesso. Quando sarà di nuovo con noi, potremo stare tutti insieme"

"E tu potrai vivere finalmente come un essere umano", dissi.

"Già", sorrise, accarezzandomi i capelli. "Ma se io decido di vivere come un essere umano, tu dovrai ricordare che non sei solo una sacerdotessa o una sorella maggiore. Dovrai ricordarti che sei soprattutto una donna". Mi abbracciò più forte, per sussurrarmi pianissimo all'orecchiò. "La mia donna"

Sorrisi, e avvampai. Mi andava più che bene essere sua.

Alzai il viso per incontrare il suo sguardo e dirglielo, ma proprio allora...

"Sorella Sun! Silent!"

Sorella Leony correva come un fulmine verso di noi. Quando ci raggiunse si fermò, col fiatone e la faccia tutta rossa.

"Sorella Leony...", dissi. "Che succede?"

"Il borgomastro ci ha chiesto auto", spiegò, trafelata. "Ieri notte una decina di persone sono state attaccate da un demone"

Come volevasi dimostrare, mai un attimo di pace!

"Che genere di demone?", domandò Silent, mettendosi in piedi e offrendomi una mano.

"Un Ashura", spiegò. "Pare che un negromante l'abbia spedito nel Regno dei Morti poco tempo fa, ma in qualche modo è riuscito a tornare!"

"Impossibile!", esclamai. "Un Ashura non è tanto forte da superare la corrente del fiume del regno dei morti. Anche se fosse rimasto ancorato dietro qualche cancello, non avrebbe mai potuto risalire, a meno che..."

"....Qualcuno non l'abbi aiutato", concluse Silent.

"Dici che si tratta di...?"

"Thamiel? Non è da escludere. Dobbiamo andare a verificare immediatamente!"

"D'accordo!"

***

Era notte fonda. Una tonda luna da streghe incombeva sul villaggio. Accanto a me, Silent attendeva in silenzio, come un'ombra in perfetta sintonia con la notte.

Il Borgomastro ci venne incontro con una manciata di altri uomini, tutti muniti di torce e stiletti d'argento.

"Ragazzi!", ci salutò.

"Borgomastro", dissi io.

"Mi dispiace, prima salvate mia figlia da un Conte Vampirico e ora...questo"

"Che è successo?"

Ci spiegò i fatti in maniera breve e concisa. Dieci uomini erano usciti dalla locanda del villaggio, in piena notte, ed erano stati assaliti. Nove di loro erano morti, uno solo ancora vivo.

"Adesso è al sanatorio, in preda al delirio. Parla d una creatura fatta d'oscurità con occhi di fuoco. Sembra che ne sia terrorizzato"

"Un Ashura", mormorò Silent.

"Di che si tratta?", volle sapere il Borgomastro.

"Un demone di bassa lega, che qualcuno ha riportato nel mondo dei vivi dopo che era stato condannato alla Morte"

"E' blasfemo!", esclamò uno degli uomini. "Una cosa del genere...è da pazzi"

"Non tutti la pensano così", lo contraddì Silent. "Comunque ora il caso è sotto la nostra giurisdizione. Ce ne occuperemo noi"

"Come pensate di...?"

"Zitto!", esclamò SIlent.

"Silent", dissi. "Che ti prende?"

"C'è qualcosa di strano", sussurrò, annusando l'aira. "E' qui"

"Lo percepisci?"

Annuì.

Sguainai il mio arco e incoccai una freccia. Se il demone si nascondeva, trovarlo nell'oscurità era come cercare un ago in un pagliaio.

"Le ombre", disse Silent. "Guarda le ombre. Gli Ashura si possono nascondere nelle ombre delle persone. Colpisci l'ombra, e attirerai il demone allo scoperto".

Chiusi gli occhi, per trovare la concentrazione. Sollevai lentamente le palpebre, e la sentì...un'emanazione appena percettibile, ma presente. L'odore della morte.

Un silenzio di tomba cadde fra gli astanti, mentre con cautela cominciavo a zigzagare fra i presenti, osservando attentamente ogni ombra. La mia attenzione fu catturata dall'immagine nera che il corpo del fabbro proiettava sul muro. A ben vedere, c'era qualcosa di strano, in lei. Mi avvicinai con fare indifferente, per non attirare l'attenzione del demone e farlo fuggire. Quando fui a distanza di tiro, sollevai l'arco e scoccai. La freccia colpì l'ombra nel centro, conficcandosi nel muro.

Il demone urlò di rabbia e strisciò fuori dal suo nascondiglio. Balzò in avanti, pronto a nascondersi nell'oscurità. Mi parai davanti a lui, incoccando un'altra freccia. Lui si fermò un istante, prima di superarmi con un balzo sovraumano. Mi voltai di scatto e scoccai, ma mancai il bersaglio di pochissimo.

Il demone emise un risolino, ma si trovò davanti Silent, con la Spada Alba che luccicava stretta nella sua mano.

"La tua corsa finisce qui! Torna nell'ombra!"

Con un solo, rapido balzo lo passò da parte a parte. L'Ashura urlò, quindi cominciò a gemere, accartocciandosi su sé stesso fino a diventare una poltiglia grigia simile a cenere.

"E' finita!", esclamò Silent, stringendo a sé la spanda, che brillava sempre più dei colori dell'alba.

"No", dissi. "Non ancora. Avverto qualcosa"

Silent drizzò le orecchie e scandagliò i dintorni.

"E' vero", disse cupo. "Una presenza malvagia è rimasta nascosta fino ad ora"

"Che succede?"

Il Borgomastro e i suoi uomini si radunarono intorno a noi. L'allarme non era ancora cessato. Qualcosa...qualcuno, era in avvicinamento. Un mostro assai più forte dell'Ashura appena battuto.

Istintivamente, Silent mi avvolse un braccio intorno alle spalle. La rigidità del suo corpo era innaturale, ma solo quando guardai il suo viso compresi ciò che voleva trasmettermi. Silent aveva paura.

"Sun...", mormorò. "Lui è qui!"

"Chi?"

Ma non ebbi bisogno di risposta.

L'odio misto a paura che leggevo nei suoi occhi potevano essere legati ad un solo nome.

"Thamiel!"

Una folata di vento gelido spense le torce. Una nuvola nascose la Luna mentre il Borgomastro e gli altri venivano spazzati via da un flusso di potere malvagio.

Raggelata, mi strinsi a Silent, osservando l'oscurità che si addensava davanti a noi. Dapprima vidi apparire una gamba, poi la figura di un uomo bellssimo e inquietante. Pelle d'alabastro avvolta in abiti neri come la notte. Capelli d'argento contornavano un viso cordiale, ma quanto mai ingannevole.

"Sun...Silent..", sorrise Thamiel. "Che piacere rivedervi"

La sua voce era suadente. Mielosa e irritante. A quel suono tanto ingannevole rispose un ringhio cupo e bestiale: quello di Silent.

"Thamiel", sibilò. "Avrei dovuto immaginarlo!"

"Avevo liberato quell'inutile Ashura perché vi attirasse in trappola. Per una volta è servito allo scopo, vedo"

"Maledetto...Quali sono le tue intenzioni?"

"Le mie intenzioni?", ripetè Thamiel avvicinandosi a passo di danza. "Non essere così scortese, amico. Dopo quattro anni... non si trattano così le vecchie conoscenze"

"Taci!"

"Desideravo rivedervi, e in particolare te, mia cara Sun. Tuo fratello Davon ti manda i suoi saluti"

Agghiacciata, incapace di agire o anche solo di pensare, fissavo il volto che aveva per me il significato della morte. Sentivo che avrebbe potuto ridurmi in mille pezzi con un semplice sguardo, se solo Silent non fosse stato lì a trattenermi integra.

"Dove...". La voce mi uscì solo al quarto tentativo. "Dov'è mio fratello?"

"Sta bene", disse. "Non desideri rivederlo? Io posso portarti da lui, se solo me lo chiedi"

"Thaniel, maledetto!", proruppe Silent. "Non t'azzardare!"

"E chi me lo impedirà, Silent? Tu? Un misero traditore della sua stirpe?"

Continuava ad avanzare, con espressione divertita.

Fu allora che udì la stretta di Silent farsi più stretta, e la sua voce sussurrarmi qualcosa all'orecchio.

"KAKOLUKIAM!"

Il mondo ondeggiò e sparì, mentre venivamo trasportati in un luogo lontano, al sicuro...

To be continued...



Commenti

pubblicato il 11/09/2010 16.58.25
gotica, ha scritto: Bellissimo..Brava come sempre carissima..
pubblicato il 11/09/2010 21.38.31
Kitsune, ha scritto: come sempre magnifico! i miei complimenti!

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