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lavoro pubblicato sabato 11 settembre 2010
ultima lettura mercoledì 30 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

NAUFRAGIO in... rete!

di Anitaroma. Letto 1248 volte. Dallo scaffale Amicizia

NAUFRAGIO in … rete! “Ti assicuro che lo staff del settore commerciale ha seguito tutte le istruzioni del bando digara!”. &ld...

NAUFRAGIO in … rete!

“Ti assicuro che lo staff del settore commerciale ha seguito tutte le istruzioni del bando di
gara!”. “Non sono affatto convinto! Ieri è venuto in ufficio…”
Siamo alle solite.
I genitori di Tania discutono per motivi di lavoro.
Escono insieme ogni mattina alle sette per recarsi nella piccola fabbrica che produce ed esporta
pannelli solari.
Tornano dopo dodici ore e alle venti, se non litigano come questa sera, sempre e solo per lavoro, siedono
tutti e tre intorno al tavolo rotondo del tinello.
E’ il momento in cui s’incontrano gli sguardi per la prima volta nella giornata e si ripetono le
stesse domande come una litania: “Ciao, piccola! Com’è andata oggi a scuola?”
inizia il padre. “Hai mangiato bene a pranzo?” continua la madre, mentre posa
il terzo ed ultimo vassoio sul tavolo.
Tania sa che non servirebbe a nulla svelare il litigio con Vera, la sua migliore amica; né
ripetere alla mamma che la fettina di carne, cotta la sera prima, è
immangiabile… I suoi genitori non sono mai riusciti a sintonizzarsi veramente
con il suo mondo: lei ha imparato a non chiedere più e a costruirsene uno bellissimo
per sé che risponde alle domande rimaste senza risposta.
Non sono né severi né avari: le concedono, già a quindici anni, di uscire qualche volta di sera,
le comprano ogni cosa che chiede e sono convinti di … renderla felice. Felicità.
Non sanno che la sua è altrove. Si trova nientemeno che a … Londra!
Tania è Capo della banda dei Giusti che opera in Gran Bretagna. Tania è “The Executioner”! (Il Giustiziere). Questa
sera ha un appuntamento con il Capo della band inglese per un verdetto
importante: un ragazzo di Londra è colpevole di aver fatto la spia rivelando ai
professori i nomi dei ragazzi che hanno imbrattato i muri della scuola.

E’ necessaria una punizione esemplare.

La serata è propizia: i genitori hanno ripreso le loro discussioni e Tania ne approfitta
per sgattaiolare in camera, chiudere la porta, cercare il contatto Via Internet.
Il suo amico d’oltre Manica sembra vivere davanti al Computer. Risponde subito: “Ciao, Tano!
(E’ il suo nome in codice. Meglio fingere di essere un ragazzo. E’ più
credibile per questo ruolo.)

La serata ti ha portato consiglio?” – “Sì, Alex! The Executioner ha deciso. A Max

dovrà essere inflitta una punizione tale che lo spavento non lo lascerà più e
soprattutto gli impedirà di fare la spia una seconda volta! Lascio decidere a
te ed alla tua band luogo e modalità.
So che non mi deluderete!” “Sarà fatta giustizia, Tano! A domani sera. Stessa ora”.
Spenge il computer e sorride: “Cosa riusciranno ad inventarsi?” si chiede incuriosita. Non le resta
altro che aspettare.
Il giorno successivo Tania non riesce a concentrarsi e le lezioni sembrano più noiose del solito.
Si guarda intorno per distrarsi un po’. Qualcuno legge dei fumetti, qualcun altro passa
bigliettini misteriosi che suscitano ilarità sfogate sotto i banchi per
nascondersi alla vista del professore. C’è perfino chi prende appunti… Un mondo
di perdenti dai comportamenti ripetitivi e monotoni. Non riescono a creare
forme di funzionamento mentali più evolute. Avrebbe bisogno di un promoter per espandere i contatti in
altre zone del mondo, ma nessuno dei suoi amici sarebbe all’altezza della
situazione. Neanche Vera: è una ragazza sveglia e intuitiva, ma non ha coraggio.
Lo scorso anno avevano scelto di svolgere insieme la tesi di geografia sul percorso di un
fiume, da quando nasce a quando arriva, unendo le sue acque a quelle del mare. Aveva
contattato tante persone d’ogni età e paese che le avrebbero aiutate a navigare
nel letto del Tamigi. E’ stato sufficiente che un paio di ragazzi insistesse
con qualche avance che lei ha rinunciato subito. Lei no, ha continuato e, anzi…
Così è nata l’idea della band!
Tania guarda lo spicchio di cielo che s’intravede dalla finestra e spera che le ore corrano
veloci.
La sera i genitori sono più tranquilli; non discutono per la “piccola creatura” – come definiscono
la loro fabbrica – e… quando in casa non si urla, si ascolta la tele… Anche
questa è la prassi. Una noia. Politica e omicidi: bei compagni di cena!
Ma … un momento! Il cuore di Tania ha un sobbalzo, mentre il giornalista informa: “La banda ha colpito di nuovo… Il
ragazzo racconta di essere stato minacciato con un coltello e, costretto ad
indietreggiare per non essere colpito, è scivolato sulla sponda del piccolo
fiume, finendo in acqua. Un gruppo di persone ha assistito alla scena che si è
svolta in gran rapidità e due ragazzi sono riusciti a trarlo in salvo appena in
tempo. Il giovane non sa nuotare. E’ stato ricoverato nell’ospedale. Sembra che
all’origine della lite ci sia una spiata perpetrata ai danni di alcuni alunni
della Scuola …”.
Tania è sconvolta.
Non può essere. Ha bisogno di chiamare Alex. “Scusate… Ho dimenticato di
inviare alcuni compiti a Vera…” Senza aggiungere altro si alza e corre nella
sua stanza, chiudendo la porta a chiave. Non passa un minuto: “Tania! Apri la
porta!” “No, mamma! Pochi minuti e torno a mangiare!”. Il pensiero del cibo la
fa star male. Apre la porta e corre in bagno. Ora anche il padre le raggiunge:
“Cosa succede? Ha mal di stomaco?” chiede con aria confusa. “Sì, ma c’è
dell’altro che non capisco” gli risponde la moglie.
Tania è terrorizzata. Si sente responsabile di quello che è successo e teme che la
polizia possa suonare da un momento all’altro alla porta di casa.
“Amore mio, non temere nulla! Prova a fidarti di noi e fatti aiutare! Per favore!” E’ un padre
“nuovo” che parla. Ha gli occhi lucidi. La mamma l’abbraccia e continua ad
accarezzarla in un accettazione incondizionata.
Tania sente che può affidare le sue pene e abbatte le barriere. Inizia il racconto e alla fine
manifesta tutta la sua angoscia.
“Capite? Ora mi potrebbe succedere tutto!” urla disperata. “Ma … Ci stai dicendo che sei a capo
delle bande di quei ragazzi di Londra che difendono i loro territori a colpi di
coltello?” Osa chiedere la madre con un filo di voce.
“Di cosa parli? Io sono il capo della banda che fa eseguire giuste punizioni ai ragazzi che
commettono errori” risponde Tania con tono solenne.
I genitori la guardano perplessi: da quanto tempo questa figlia confonde eventi reali da fantasie
della mente? Attivando Internet non hanno calcolato un rischio simile.
Dialoghi reali-virtuali hanno costruito regni fantastici, altrimenti impossibili, in
spazi dall’apparenza illimitati rafforzando, anziché superare, il senso d’onnipotenza
infantile.
I genitori di Tania sono molto preoccupati ma decisi a fare chiarezza per separare dalla mente
della figlia la realtà dalla fantasia.
“Noi pensiamo di poterti tranquillizzare. La città di cui si parla non può essere Londra.

scorre un fiume grande, chiamato Tamigi. “Lo so bene…” sorride la ragazza.

Incoraggiata dal clima di fiducia nato in quella serata speciale, racconta
della tesi elaborata l’anno precedente.
Andiamo a leggere la notizia sul televideo. Raccogliamo altri particolari!”. Sollecita il padre.
E’ notte fonda quando Tania invia l’ultimo messaggio ad Alex: “Caro amico, ti ringrazio per la
compagnia che mi hai donato in tante sere.
Sono stata “affetta” da noia e solitudine, mi solo illusa di aver trovato, con Internet,
la medicina giusta per me. Ora sento che questa non è la mia strada e riuscirò
a trovare quella giusta… Magari durante il viaggio in Inghilterra che i miei
genitori stanno organizzando. Visiteremo tutti quei paesi che ho conosciuto
grazie ad Internet, ma ascolterò “dal vivo” il rumore delle acque che scorrono
nel lungo letto del grande fiume, senza naufragare!”


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