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lavoro pubblicato mercoledì 8 settembre 2010
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

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Il loto nero

di jakred. Letto 971 volte. Dallo scaffale Storia

Benevento 1407 D.C. Duomo.Era notte fonda. Le luci delle lanterne , migliaia di lanterne, creavano un cerchi luminoso, attorno al fuoco centrale, un ...

Benevento 1407 D.C. Duomo.

Era notte fonda. Le luci delle lanterne , migliaia di lanterne, creavano un cerchi luminoso, attorno al fuoco centrale, un falò molto grande. Le persone lì riunite erano tuttti contadini, e pastori, riunitisi lì con le loro famiglie, per assistere alla "purificazione" dell'anima dannata. Le guardie erano situate dinanzi al portone principale del duomo, che di lì a poco, sarebbe stato teatro di una scena atroce. Dopo mezz'ora d'attesa da parte della folla, una gabbia fu condotta dall'oscurità, al centro della piccola piazza formatasi, scortata da sette guardie. La gabbia era coperta. Improvvisamente, dalla folla, cominciarono a levarsi grida di scherno e disprezzo, che tacquero solo quando dall'edificio uscì un uomo completamente vestito di bianco. Sotto il braccio destro, portava un grosso libro dalla copertina nascosta. Lentamente avanzò verso il centro della piazzola, fino a fermarsi a circa tre metri dalla gabbia. Il sacerdote, calvo e con le mani cariche di anelli, fece un segno alla guardia più vicina,e questa, facendosi alla svelta un segno della croce, si avvicinò timorosa alla gabbia e tirò via il pesante velo che la copriva : il suo interno rivelava una donna, magra e malnutrita, con gli occhi infossati e completamente bianca. Giaceva su della paglia che emanava un odore fetido, in quanto lì la donna aveva defecato ed espulso i liquidi superflui. La gabbia aveva sbarre molto doppie, e un collare di ferro, teneva legata, come un cane, la poveretta all'interno della gabbia. Questa era rannicchiata contro un angolo della gabbia, e tremava come una foglia. Le prime fila del pubblica la guardavano disgustati e la maledicevano sottovoce. Il sacerdote, fece un passo avanti e andò dinanzi alla folla: si schiarì la voce ecominciò a parlare in latino, lingua che la popolazione non capiva, ma ascoltava lo stesso. "Populum Beneventi, in nome noster...." la predica continuò e la popolazione era in silenzio, in attesa del momento clou. Intanto, sul retro del duomo, una figura completamente nera, incappucciata del medesimo colore, stava arrampicandosi agilmente su per il muro alto una quindicina di metri. Quando fu in prossimità della cima, guardo giù e fece il segnale stabilito. Altre figure incappucciate si dileguarono come ombre, arrampicandosi e saltando sui tetti dele casupole vuote. L'incappucciato si recò versola guglia più alta del campanile, e si mise appollaiato sulla punta, nel massimo equilibrio, osservando la scena a lui sottostante. Si controllò l'avambracciò destro e lo sentì : il pugnale con cui avrebbe messo fine a quella barbarie. Le mani e il volto erano neri anch'essi, dipinti completamente, con un nero scuro. La cerimonia intanto proseguiva. Ci vollero altri venti minuti, prima che il sacerdote desse l'ordine di aprire la gabbia. Quando ciò fu fatto, due guardie presero la povera vittima, e la legarono i polsi con due funi robuste. La poveretta giaceva carponi sulla nuda pietra, respirando affannosamente. Il collare di ferro, che fino ad allora le aveva stretto il collo, aveva lasciato un grosso segno rosso. Il corpo, ad un altro cenno del sacerdote, fu sollevato da terra mediante un cmplesso meccanismo di ingranaggi. L'altezza a cui fu posto il corpo, era considerevole, circa sei metri da terra, mentre le fiamme del falò raggiungevano appena i cinque metri. Sarebbe stata una morte lenta e dolorosa. Qunado la donna fu legata, la popolazione iniziò ad urlare <<Strega!>> <<Strega!>> <<Strega!>> ritmicamente ad intervalli di tre secondi. Il tempo era portato da un tamburo rudimentale. La figura sul campanile, si preparò, pronto a scattare e a lanciarsi nel vuoto, per colpire il falso e dannato predicatore. Quando il sacerdote stette per segnalare alle guardie il dafarsi, l'uomoprima di saltare pensò "Questa blasfemia è durata fin troppo..." e si lanciò nel vuoto. Il suo corpo aveva preso l'assetto aerodinamico che si era allenato ad assumere in volo, e , prima di piombare sul suo obiettivo, fece scattare la lama nascosta nel braccio, e, prima di atterrare sul corpo del sacerdote frantumandogli la gabbia toracica, gliel conficcò nel collo. Il resto si svolse in una venti secondi : le guardie vicino la macchina per far abbassare il corpo della ragazza, furono uccise perchè trafitte da lame invisibili, di un uomo nero; le sette guardie nei pressi della gabbia, che ancora non si erano rese conto della situazione, furono uccise a distanza da frecce sparate a raffica, da un cecchino nascosto nell'ombra; la vittima invece, fu liberata da un altro uomo che la slegò in cinque secondi, e caricandosela sulle spalle, svanì con un balzo. Anche colui che aveva giustiziato il sacerdote, corse subito, prima che i suoi compagni colpissero, verso il la facciata del duomo svanendo. La folla rimase scioccata da tutto ciò. Era rimasta a bocca aperta, e il tamburo aveva smesso di portare il tempo. L'unico rumore era il crepitio della legna...

Gli attentatori, che avevano evitato la morte di una vita innocente, ora correvano per i tetti delle case nei vicoli, tutti eccetto uno, che era a cavallo e che portava la fanciulla salvata. Si muovevano come ombre, senza far rumore, e senza essere nemmeno visti dai muri. balzavano di tetto in tetto, atterravano leggeri, si lanciavano nel vuoto per brevi momenti, per poi aggrapparsi a cornicioni, che fungevano da perni, per farli slanciare spettacolarmente, ancora più in alto. Arrivarono tutti ad un carro, al limite della città, ove i fiondarono tutti dentro e che partì velocemente alla volta di una meta in particolare. Una volta dentro, tutti si tolsero i cappucci rivelando chiome folte. <<Ben fatto, Erasmus. Il custode sarà soddisfatto>>. Il ragazzo che aveva colpito il sacerdote, chino il capo con la chioma più folta di tutti, dinanzi al complimento di colui che aveva fatto fuori sette uomini. Più avanti si poteva veder una figura nera a cavallo.



Commenti

pubblicato il 16/09/2010 14.40.37
swetty, ha scritto: E' molto bello, anche se dovresti sottolineare di più il contrasto tra bianco e nero (e magari aggiungere anche un po' di rosso), e sistemare le ultime dieci righe che si capiscono poco. Puoi aggiungere qualche accapo? Adesso è un po' faticoso da leggere.

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