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lavoro pubblicato mercoledì 8 settembre 2010
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La leggenda dell'uomo che catturò la Morte

di fiordiloto. Letto 1104 volte. Dallo scaffale Fantasia

QUesta storia è un racconto popolare. Mi è piaciuto così tanto che ho deciso di farne una mia versione! Hope you like it!..

C'era una volta, in un paese lontano lontano, un contadino.

Non era ricco o benestante, ma era conosciuto ovunque per il suo buon cuore.

Un giorno, tornando dalla città col suo calesse, l'uomo incontrò un viandante. Era rachitico, quasi morente sul ciglio della strada. L'uomo lo soccorse, gli diede quel poco di pane che aveva e il resto dell'acqua. Quindi lo carico sul calesse e lo portò con sé a casa sua. In pochi giorni, il viandante si rimise in salute. Finalmente in grado di riprendere il suo viaggio, fece all'uomo che lo aveva soccorso un regalo prezioso. Un sacchetto di juta ed un bicchiere.

"Non è un sacchetto normale", gli disse. "Io ti conferisco il potere di vedere la Morte. Quando andrai al capezzale di un uomo morente, guarda attentamente attraverso il bicchiere. Vedrai una bambina vestita di nero. Quella bambina è la Morte. Se sarà seduta alla testa del letto, allora sarà troppo tardi. Se invece è seduta dalla parte dei piedi, mostrale il sacchetto, e lei scapperà terrorizzata"

"Grazie", disse l'uomo, contento. "Grazie davvero!"

Il viandante andò via, e l'uomo fece ciò che gli era stato detto. Un giorno, nel suo paese si sparse la voce che il figlio del sindaco si era ammalato gravemente. Molti dottori erano andati a visitarlo. Medici provenienti da paesi vicini e lontani, ma nessuno aveva saputo guarirlo.

L'uomo entrò nella stanza e tirò fuori il suo bicchiere. Vi guardò attraverso e, ai piedi del letto, vide seduta una bambina dagli occhi grandi e vestita di nero.

"Chi sei?", domandò la Morte. "Perché puoi vedermi?"

"Va' via!", ordinò lui. "L'ora di questa persona non è ancora giunta!"

La Morte non si mosse, allora l'uomo le mostrò il sacchetto. Quella spalancò gli occhi e scappò emettendo un grido spettrale di paura.

Il figlio del sindaco guarì nel giro di poche ore.

Come la notizia si sparse, l'uomo venne ricompensato con un sacchetto pieno d'oro.

In poco tempo la sua fama crebbe, ed egli divenne un medico assai famoso. Pochi anni dopo divenne ricco, e si ritirò a fare una vita agiata con moglie e figli.

In seguito, divenuto vecchio, l'uomo capì che era giunta la sua ora.

Prese il suo vecchio bicchiere e scrutò la stanza.

Alla testa del letto, silenziosa e implacabile, c'era la Morte.

"Mi hai spaventata molte volte", disse quella, calma. "Ma ora non c'è più nulla da fare, per te. Verrai con me nella pace eterna"

"Non ancora", la implorò l'uomo, piangendo come un bimbo. "Non voglio morire! Ho troppa paura di te!"

"Sei vecchio e malato", considerò lei. "Ogni uomo, ogni creatura, arriva alla fine della sua vita, prima o poi"

Terrorizzato, l'uomo fece ciò che gli suggeriva l'istinto.
Prese il sacco di juta e imprigionò la Morte. Quindi, per essere sicuro che non potesse liberarsi, legò il sacco con uno spago e l'appese ad un albero, poco fuori dal paese.

Le urla della Morte si sparsero nel vento, inascoltate.

L'uomo riprese le forze, e continuò la sua vita di prima.

Ma qualcosa intanto era cambiato...

Una fila di anziani e malati sempre più folta attendeva ogni giorno alla sua porta, implorando per un rimedio che desse loro la Morte. L'uomo si rese solo allora conto della pazzia che aveva commesso. La gente si ammalava, soffriva, invecchiava...ma non moriva.

Così, contrito, si preparò ad accettare il suo destino e andò a liberare la Morte.

Quella, spaventata, scappò via non appena aperto il sacco.

Sparì, e non tornò mai più da lui.

La gente riprese a morire. I cicli della vita seguivano nuovamente il corso naturale, ma l'uomo non morì. Nemmeno quando toccò a sua moglie, nemmeno quando dovette seppellire i suoi figli e i suoi nipoti. Alla fine, stremato, implorò la Morte perché tornasse da lui e lo prendesse. Urlava e invocava ogni notte, ma nessuno rispondeva. La Morte non sarebbe mai tornata da lui.

Così, un girono, reso pazzo dalla troppo lunga attesa, l'uomo si mise in viaggio, alla ricerca della Morte. Nessuno lo vide mai più. Ma alcuni giurano che camminò e camminò, fino ad arrivare ai cancelli dell'Aldilà, dove tutt'ora aspetta. Ma i cancelli dell'Eden non si aprono.

I vivi non possono entrare...



Commenti

pubblicato il 10/09/2010 12.09.30
marcostraz, ha scritto: Aldilà del fatto che è scritto bene, è interessante soprattutto l'idea di fermare la morte...l'unico appunto che posso fare, l'unico punto che non condivido, l'idea che la morte possa spaventarsi...per il resto mi pare molto bello, ha una atmosfera che ricorda quei racconti dell'800 che mi piacciono tanto...
pubblicato il 17/09/2010 22.28.33
iopenso, ha scritto: Perché fuggire ? Se la vita oltre la vita esiste davvero il sonno che ci catturerà un giorno sia almeno concesso con la certezza di aver fatto qualcosa di buono per chi amiamo. Come sarebbe triste sapere che tutto finisce nel tempo di questo mondo !
pubblicato il 02/11/2010 21.43.18
Muse90, ha scritto: Mi è proprio piaciuto. Una riflessione sulla più grande paura dell'uomo...Interessante anche la rappresentazione della morte nella forma di una bambina, mi giunge nuova! :-D Brava come sempre.
pubblicato il 24/08/2011 18.52.51
blackghost, ha scritto: Molto profondo, ti fa riflettere su come quello che è da sempre il sogno degli uomini possa diventare, se realizzato un incubo orribile. Se vi piace il genere consiglio di guardare torchwood miracle day che affronta appunto questo tema,

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