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lavoro pubblicato mercoledì 25 agosto 2010
ultima lettura sabato 20 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Leofenia! (cap 1)

di fiordiloto. Letto 909 volte. Dallo scaffale Fantasia

Vento fresco. Qualcosa che pungeva. Sotto la schiena qualcosa di umido. Erba? Lei mosse una mano, lentamente. Provò a respirare. L'aria sapev...

Vento fresco. Qualcosa che pungeva. Sotto la schiena qualcosa di umido. Erba? Lei mosse una mano, lentamente. Provò a respirare. L'aria sapeva di terra. Tutt'intorno, rumore di cicale. Lentamente aprì gli occhi, e al nero si sostituì un bianco accecante. Si riparò con un braccio. Sulla pelle sentiva un lieve tepore. Sbattè le palpebre, e con cautela si girò su un fianco. Nel bianco, andò poco a poco disegnandosi la figura di un braccio steso sull'erba, di un paio di gambe magre e pallidissime.

Dove sono?

Quella domanda emerse nella sua coscienza semplice e terrificante.

Osservò una mano trafitta dai raggi del sole.

Chi sono?

Questo lo sapeva.

Si chiamava Chris, e aveva diciassette anni.

Sollevò in alto lo sguardo. Il cielo era di un azzurro intenso e profondo. Qua e là solo qualche innocua nuvoletta. Il prato che la circondava parve sconfinato, tempestato dal bianco di timide margherite e dal blu intenso di alcuni non-ti-scordar-di-me.

Non c'era nessuno.

Provò a scandagliare i ricordi.

Un attimo prima era a casa. La sua casa a New York. La mamma le aveva organizzato una festa per il suo compleanno. I ricordi erano vaghi, confusi. Come guardare in uno schermo male illuminato.

Forza, concentrati! Dev'esserci una risposta!

Rivide zia Mood e zio Christopher, venuti apposta per festeggiarla. Una montagna di cibo per il pranzo: la mamma aveva cucinato le sue pietanze preferite. E poi...quel pacchetto blu. Lo zio lo aveva tirato fuori da chissà dove, esclamando: "Buon compleanno! So che ti piacerà!"

Era un gioco di ruolo virtuale.

Leofenia, citava il nome sulla copertina.

"Wow! Grazie zio!"

Impaziente, era corsa a provarlo.

Aveva inserito il cd, infilato il casco per la realtà virtuale e poi...

E poi...

E poi che era successo?
Ci penserai dopo, adesso tirati su, le impose una voce interiore.

Barcollando si mise seduta. Si trovava nel mezzo di un prato. La cosa non le diceva niente. Non aveva idea di come ci fosse finita, né aveva idea di dove si trovasse. Si toccò le braccia, i seni, i capelli, il viso e...non si riconobbe. Quel corpo alto e magro non era il suo. Non le apparteneva, le era estraneo. Per di più, indossava una casacca di maglina verde e dei pantaloni neri in stoffa leggera, infilati in stivali in pelle al ginocchio. Roba che mai nella vita avrebbe indossato. Che fosse finita all'interno del gioco? No, impossibile! Nessuna realtà virtuale era mai stata tanto realistica.

E allora?

Calma! Ragiona per obiettivi. Stabilisci delle priorità.

Numero uno: capire dove si trovava.

Se quello era l'interno del gioco, si trovava in Leofenia. Perciò, presumibilmente, c'era anche un modo per uscirne.

Guardò la fitta coperta di alberi che si stendeva immensa all'orizzonte, dinnanzi a lei.

E' li che devo andare?

Non ne era sicura. Ma tanto valeva muoversi. Almeno, adesso aveva un obiettivo. Si mise in piedi con cautela ed iniziò ad avanzare. Intorno a lei, i fiori chinavano pigri la testa al tocco del vento e l'erba ondeggiava placidamente.

Fantastico! Che effetto realistico!

Ma proprio in quel momento...

"Non riuscirai mai a fermarmi, razza di traditore doppiogiochista!"

"Questo è tutto da vedere! Prendi questo!"

Un fuoco ardente rosso e arancio infiammò il prato. Chris riuscì ad evitarlo per un soffio, gettandosi di lato.

Davanti a lei, due ragazzini dall'aspetto strano stavano uno di fronte all'altro, guardandosi in cagnesco.

"Spegni il mio incendio, se ci riesci!", disse il primo. Era un ragazzino dai capelli color rosso accesso che gli davano un aspetto sbarazzino. Gli occhi erano grandi, e avevano il colore delle fiamme.

"E' presto fatto!", rispose la sua avversaria.

Era una bimba sui nove, dieci anni, con la pelle pallidissima e i capelli d'argento. Indossava un vestitino dalle tinte pastello, e dalla schiena spuntavano due coloratissime ali di farfalla.
Una folata incredibile si abbattè sul fuoco, ma invece di spegnerlo lo alimentò. Loro malgrado, l'incendio assunse proporzioni enormi.

"Oh...maledizione!", esclamò il ragazzino, basito.

"E adesso che facciamo?", domandò la ragazzina con le ali.

All'istante, il cielo si riempi di nuvoloni viola gonfi di pioggia, e un acquazzone torrenziale cadde sul prato, domando l'incendio. Il fuoco protestò guizzando furiosamente, ma alla fine capitolò, vinto dalla forza prorompente della pioggia.

"Voi due! Si può sapere cosa state combinando?"

A parlare era stata una donna dalla pelle azzurra. Era apparsa dal nulla, avvolta in una palandrana blu che s'intonava perfettamente al colorito e ai capelli dalle sfumature oceaniche. Aveva un volto lungo e dolce, su cui dominavano occhi blu intenso.

"Kita", esclamarono i due ragazzi in coro.

"Avete intenzione di combinare altri guai?"

"Perdonaci!"

La donna marina sospirò, per poi avanzare verso i due bambini con cipiglio severo.

"Non vi siete accorti che abbiamo compagnia?"

I due ragazzi si voltarono verso Chris, come se si fossero accorti solo allora della sua presenza.

"E' quella chi è?", domandò il rosso.

"Non lo vedi?", chiese la bambina. "E' una straniera!"

"Ti prego, perdona i miei compagni di viaggio", le disse la donna blu, gentile. "Sono ancora piccoli, e nonostante siamo in viaggio da parecchio hanno ancora voglia di giocare"

Chris la guardò sbalordita. "Ma voi...chi siete?"

"Io mi chiamo Kita", rispose la donna. "E' queste due pesti sono Kaoru e Lily"

"Piacere!", esclamò il primo.

"Lieta di conoscerti", gli fece eco la seconda.

"E...tu sei?"

Chris ci pensò su. Era tentata di dire il suo vero nome, ma dato che si trovava in un luogo sconosciuto, in compagnia di tre perfetti estranei, decise di utilizzare il nome che di solito usava nei giochi di ruolo.

"Mi chimo Veeda. Sapete dirmi dove siamo?"

"Come, non lo sai?", chiese la bimba alata. "Siamo a Leofenia!"

"Leofenia!", esclamò Chris. "Quindi è come pensavo! Sono dentro il gioco!"

"Dentro il gioco?", ripetè il rosso, Kaoru. "Si può sapere di cosa stai parlando?"

"Non posso crederci!", esclamò Kita, sorpresa. "Quindi tu sei una giocatrice. Un'umana"

"Beh, l'ultima volta che ho controllato era così"

"Non credo ai miei occhi!", esclamò Lily. "Una Giocatrice! E che bella che è! Non trovi, Kaoru?", domandò, rivolta al rosso.

Lui socchiuse gli occhi, studiandola con fare dubbioso. "Non saprei. Non è che ho visto molti umani. Senza contare che quello non è il suo vero aspetto, ma quello che ha nel nostro mondo. Le sue sembianze reali devono essere molto diverse"

"Un momento!", li interruppe Chris. "Quindi voi...siete fatti di dati?"

"Esatto", confermò Kita. "Siamo creature digitali. Io faccio parte del popolo degli Aquam, dominatori dell'Acqua. Mentre questo monellaccio coi capelli rossi è un abitante del deserto: un Huolian. Lily invece è una dei Leggeri. Una Kaze. Una del popolo dell'Aria. Siamo in viaggio da tempo in cerca di..."

"Tu parli troppo, Kita!"

Questa volta, la voce dell'intruso era profonda e sprezzante. Tutti si voltarono verso il bosco, dal quale apparve un ragazzo sui diciassette. Portava capelli scuri legati in una treccia lunghissima. Il viso aveva una leggera colorazione verdina, e gli occhi color legno erano duri e insondabili.

"Ah, Rom! Finalmente ci hai raggiunto!", sorrise Kita.

"Si può sapere che succede qui?"

"Kaoru e Lily ne hanno combinata una delle loro. Hanno praticamente distrutto il prato!"

Il ragazzo chiamato Rom sbuffò sottovoce.

"E pensare che l'ho pure detto al Consiglio. Non dovevano mandare due bambini a fare da ambasciatori"

"Hey, faccia legnosa!", lo sfidò Kaoru. "Chi è che hai chiamato bambino?"

Rom lo ignorò, gli alteri occhi marroni fissi in quelli di Chris.

"E lei chi è?"

"Non lo vedi?", domandò Kita, eccitata. "E' un'umana. Una giocatrice! Pensa se fosse colei che stavamo cercando!"

"Tu trai conclusioni troppo affrettate, Kita!"

"Perché? E' da giorni che siamo in viaggio in cerca di un giocatore!"

"Solo perché è la prima umana che incontriamo non significa che sia lei quella che può aiutarci, ti pare?"
"E se invece ti sbagliassi?"

Chris cominciava a perdere la pazienza. La infastidiva sentirli parlare di lei come se non fosse stata presente. Per di più, l'atteggiamento di superiorità del tipo dalla pelle verdolina la mandava in bestia.

"Scusate!", esordì. "Si può sapere di che cavolo state parlando? E tu chi saresti, poi?", domandò all'indirizzo di Rom.

"Io sono un Terran. Un abitante delle foreste", rispose quello, con sufficienza. "Sei entrata nel nostro mondo e non sai nemmeno chi lo abita?"

"Non l'ho fatto apposta. Volevo solo provare il gioco che mi ha regalato mio zio! Non credevo di finire in un luogo tanto vasto e realistico"

"E' come una dimensione parallela", spiegò Kaoru, vivace. "Gli umani hanno creato questo mondo digitale quando si sono avvicinati alla realtà virtuale. Adesso, però, il nostro mondo funziona con regole e leggi proprie. Sono rari gli umani che riescono a ottenere il gioco originale, ossia la vera porta d'accesso a Leofenia"

"Infatti!", convenne Lily. "Magari visto che Veeda è riuscita ad entrare, significa che è una predestinata!"

"Una...predestinata?", ripetè lei. "E' per cosa?"

"Lascia stare", intervenne Rom. "Non abbiamo bisogno di te. Piuttosto, guardate che disastro avete combinato voi due!"

Lily e Kaoru abbassarono lo sguardo, contriti.

Il magnifico prato era ridotto ad una landa di terra bruciata. Le poche zolle di terra rimaste intonse sembravano piccole isolette in un mare nero.

"Tu puoi rimettere tutto a posto, vero Rom?", suggerì Kita.

Lui le lanciò un'occhiataccia. "Non allo stato attuale. Per rimettere le cose a posto dobbiamo trovare il Predestinato di cui ci ha parlato il Gran Sacerdote, e fonderci con lui per utilizzare al massimo le nostre skills"

Skills...cioè doti particolari, pensò Chris.

Suo malgrado, la curiosità ebbe la meglio sull'irritazione.

"Se trovaste questa persona, potreste far tornare il prato com'era prima?"

"Anche meglio!", esclamò Kaoru. "Con il potere del Predestinato potremo salvare Leofenia. E' per questo che siamo qui, no?"

"E' inutile!", lo blandì Rom. "Non abbiamo ancora trovato il predestinato!"

"E' lei chi è, secondo te!", ribattè il ragazzino.

Rom spostò ancora una volta lo sguardo su di lei, squadrandola deliberatamente. "Impossibile!"

"Scusa...", si difese lei. "Perché è impossibile?"

"Ammetto che le tue abilità iniziali non sono male, ma con un simile basso livello di energia è molto improbabile che sia tu la Predestinata"

Ancora questo atteggiamento!

E riecco l'irritazione.

"Provaci", lo esortò Kita. "Non abbiamo nulla da perdere, no?"

"Sì, Rom", insistette Lily. "Fate almeno un tentativo!"

Rom sbuffò e tornò a fissare Chris.

"D'accordo, facciamo una prova"

Tese una mano verso di lei, che la guardo senza sapere che fare.

"Prendi la mia mano", le disse. "Se sei davvero tu la Predestinata, le nostre anime si fonderanno automaticamente e lavoreremo in coppia"

"Eh? Come?"
Chris sentì le guance imporporarsi. Che cosa significava che le loro anime si sarebbero fuse?

"E' una cosa dolorosa?", domandò.

Rom fece un verso di scherno e si riavviò i capelli lunghissimi. "Non essere ridicola!"

Le dita di Chris sfiorarono le sue.

Un'energia calda e profumata cominciò a scorrere dentro di lei come acqua. Colmandola, riempiendola. Sentiva la terra sussultare fuori e dentro di sé, con tutti i suoi animali e i suoi cicli. Il potere dentro di lei gioiva, sentendosi parte di tutta quella vita.

Sorrise, e aprì gli occhi.



Commenti

pubblicato il 25/08/2010 11.30.50
Clody, ha scritto: molto bello, uno stile scorrevole e gradevole...complimenti
pubblicato il 25/08/2010 11.59.00
sabrina esposito, ha scritto: spegni il mio incendio se ci riesci.. grande donna e scrittrice.. continua.. ;)
pubblicato il 25/08/2010 14.46.46
Sbadiglio, ha scritto: Ammirevole il tuo tentativo, io intanto continuo a seguirti.-
pubblicato il 27/08/2010 10.16.05
Kitsune, ha scritto: aggiungo un'altra lode alle tre già sopra pubblicate...Brava! E quanta fantasia!...
pubblicato il 01/09/2010 18.00.02
gotica, ha scritto: continua carissima..un abbraccio

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