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lavoro pubblicato mercoledì 11 agosto 2010
ultima lettura lunedì 11 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'era delle cavallette, capitolo VI, parte 3

di Saccinto. Letto 853 volte. Dallo scaffale Pulp

Due caffè e due espressini. Da noi si chiamano così: metà caffè e metà schiuma di latte con una nevicata di cacao sopra. Al bancone lungo siamo, in ordine: il Viscido, Gino, io ed Etienne, il barista prepara i pi...

Due caffè e due espressini. Da noi si chiamano così: metà caffè e metà schiuma di latte con una nevicata di cacao sopra.
Al bancone lungo siamo, in ordine: il Viscido, Gino, io ed Etienne, il barista prepara i piattini, i bicchieri d’acqua, i cucchiaini puliti.
Gli espressini sono per me ed Etienne, arrivano per primi, strappo due bustine di zucchero, le verso, giro. Prendo un sorso d’acqua, poso il bicchiere, ingollo l’espressino.
“Allora, a quanto l’avete venduta?” chiedo, ritornando a bere l’acqua.
Il Viscido ha un ghigno sulle labbra, mentre gira lo zucchero nel suo caffè.
“Quarantaduemila euro” porca puttana, non ci sarei riuscito mai. Mi gratto il naso.
“Si fa a metà io e te?” chiedo, afferrando il pacco di sigarette ben in vista dalla tasca della camicia di Gino “Naturalmente si fa a metà anche il costo della macchina” mi avvicino una sigaretta alle labbra.
“Ehi, che cazzo vuol dire?” Etienne mette finalmente via il suo telefonino, smette di versare lo zucchero nel caffè, ci guarda, contrariato. Noi ci voltiamo tutti verso di lui.
“Che è?” mi volto verso il Viscido “Rientrava pure lui, nell’affare della macchina?” non mi risulta che sia così.
Il Viscido non lascia scivolare via dal volto il suo ghigno da iena.
“Per me è uguale” annuncia, bevendo finalmente il suo caffè.
“E sentiamo…” mi volto nuovamente verso Etienne “…quale sarebbe stato il tuo apporto a tutta l’operazione?” voglio proprio sentire.
“Dài, Nico… tu hai trovato soltanto la macchina… ha fatto il Viscido tutto il resto” cerca di farselo amico, cerca di fare gruppo contro di me. Sono allibito dalla faccia di cazzo di questo stronzo.
“Allora facciamo così: dividete tutto tu e lui. Che ne pensi?” propongo.
“Mmm… si può fare” sorride, avvicinandosi la tazza alle labbra, mi fa andare in bestia. E’ stato il Viscido a portarselo dietro e adesso sta a vedere se gli lascio una parte della quota.
“A me di fare storie non mi va…” preannuncio, agitandogli una mano sotto gli occhi “…quindi vedi di andartela affanculo per i fatti tuoi e lascia perdere gli affari miei e di quello là” indico il Viscido.
“Cazzo, Nico, non ti si può dire niente” Etienne allarga le braccia, sicuro di sé “Io stavo scherzando, non la voglio, la mia quota… ve la regalo” mi sento un coglione, mi sono pure incazzato per niente.
“Bravo…” gli schiaffeggio mollemente la guancia “…prendila con filosofia, che ti fa bene”
Il Viscido sorride ed un telefono prende a squillare. Etienne si tasta addosso, tira fuori il cellulare, me lo passa.
“E’ il tuo…” dice, riferendosi a me “l’avevi lasciato sul cruscotto quando siamo scesi qui al bar”
“Pronto… sì?” mi tappo l’orecchio libero per sentire meglio “Come sarebbe? … e il Don dove sta? … ah, ho capito… e voi non avete fatto niente?” attendo la risposta “U-una pistola? E dove l’ha presa, una pistola?” la comunicazione è disturbata, non riesco a sentire bene la voce dall’altra parte “E voi non avete fatto niente?” ripeto “… va bene, Salvatore, senti… dì a tutti che sto arrivando, lascia tutto come sta, non muovere un dito e nessuno provi a fare niente, ci siamo capiti?” chiudo la chiamata o almeno ci provo, riconsegno il telefono ad Etienne, quasi fosse una patata bollente.
“Che cosa è successo?” Gino pare interessato.
“Alla villa del Don, una delle ragazze si è barricata dentro lo studio…” comincio a dire.
“E nessuno l’ha fermata?” mi chiede Etienne.
“Ha una pistola… l’ha fregata a Valerio, sembra che faccia karatè o qualcosa del genere…”
“Valerio?” ancora Etienne.
“No, la ragazza…” mi tasto addosso, cerco di capire se sono armato. Sì.
“E il boss… è nello studio? L’ha preso in ostaggio?” Gino prende ad agitarsi.
“No, Don Curatolo è fuori… è stato scortato da qualche parte per un paio di giorni… con sua moglie” forse è un effetto dovuto all’arrivo della suocera.
“E nessuno è riuscito a stenderla prima che si chiudesse?” Etienne impugna una pistola immaginaria, lui la fa facile.
“E’… la favorita del Don… devo vedere di farla ragionare” penso a come potrei fare, cosa potrei dirle, mi passo una mano nei capelli “Voi… tornate a casa? Sono già le dieci” chiedo.
“Li posso accompagnare io, Nico… ho la macchina qua fuori” si propone Gino. Gli restituisco la sigaretta, non sono neppure riuscito ad accenderla, cazzo.
“Vabbé, dài… allora io vado…” questa maledetta giornata non finisce proprio mai.



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