ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 11 agosto 2010
ultima lettura venerdì 22 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il cacciatore di tesori

di Alaire94. Letto 902 volte. Dallo scaffale Fantasia

Questa non è la solita storia di eroi buoni e gentili. Rhon è ben diverso, fa parte di una razza oscura e malvagia per la quale il denaro è l'unica cosa importante ... (capitolo 4) ..

4. Lo stregone

- Dov'è il tesoro? - Chiesi schiettamente e senza tanti giri di parole. - Diretto e prepotente come un Drow, vedo - commentò lo stregone con un sorriso appena accennato. - Allora? Dov'è? - Insistetti - dovrai attraversare grandi foreste e paludi, lo sai vero? - Chiese Merlock mentre accendeva una candela con l'ultima fiammella di un'altra che ormai era finita. Mentre lo guardavo compiere quell'azione in modo così paziente e calmo io cominciavo ad innervosirmi ... - ma per chi mi hai preso?! Io sono un Drow! Non uno stupido essere codardo come un coniglio - esclamai alzando di qualche tono la voce. Così facendo, finalmente Merlock cominciò a spiegare: - chiedo perdono, ma io volevo soltanto avvertirti perché io conosco la vera pericolosità di questa ricerca ... vedi, una parte di quel tesoro apparteneva a me una volta, così come il resto apparteneva ad altri undici maghi - a quelle parole una ruga segnata dagli anni e dalle sofferenze si accentuò di più sulla fronte di Merlock. Io sospirai: stava per raccontarmi la storia della sua vita, potevo mettermi comodo. - ... Un giorno però tutto il patrimonio che avevamo accumulato in tanti anni ci venne sottratto inspiegabilmente. Infatti, il luogo dove lo avevamo nascosto era pieno di complessi incantesimi e maledizioni, quindi colui che ce l'aveva rubato era evidentemente più potente di noi tutti messi insieme ... - continuò il mago, poi io lo interruppi, impaziente: - e adesso dove si trova l'oro? -

- L'unica cosa che so è che ora è nascosto nelle profonde gallerie di Bohr - rispose semplicemente Merlock, ma ero io ora a voler sapere di più: la storia mi aveva incuriosito. - E avete scoperto chi vi aveva sottratto il patrimonio? - Chiesi - purtroppo no ... sai, ci fu una lotta fra noi maghi. I più avari volevano riavere il proprio tesoro a costo della vita, altri erano contrari. Nacque una grande lite, alcuni di noi ci lasciarono persino la pelle e alla fine coloro che volevano riavere i loro averi se ne andarono verso le gallerie di Bohr , ma io rimasi qui e non venni mai a sapere certi particolari - rispose Merlock. - E gli altri? Sono riusciti a recuperare il tesoro? -

- No, fu una strage e morirono quasi tutti.

Io riflettei qualche secondo sulle parole del mago: ora sapevo più o meno dove si trovava il tesoro, ma come potevo scoprire la sua esatta posizione? E inoltre quali insidie mi aspettavano in quel luogo?

- Queste gallerie cos'hanno di così insidioso? - Chiesi, cercando di rispondere ai miei dubbi. - Sono molto intricate ed inospitali, ricche di lunghi cunicoli bui, dove vi abitano le bestie più mostruose - rispose con enfasi, forse cercando di spaventarmi. - Beh, mi piacciono queste ricerche impossibili - commentai invece io, con un sorriso soddisfatto.

Merlock nel frattempo assunse un'espressione pensosa, poi disse: - ad ogni modo, forse c'è qualcosa che potrebbe facilitarti il compito -

- ovvero? - Chiesi io, ora più interessato che mai. - Mi è arrivata voce che uno dei pochi maghi sopravvissuti tracciò una mappa delle gallerie, segnando la posizione del tesoro - rispose con la mente ancora persa nei ricordi. - Una mappa ... interessante ... e dov'è? - Chiesi nuovamente, con un sorrisino compiaciuto: questa caccia al tesoro cominciava a prospettarsi davvero interessante.

- Non lo so, probabilmente solo colui che l'ha tracciata lo sa - spiegò ancora lo stregone. - E quindi chi l'ha tracciata? -

- Karl Kalhar, abita non molto lontano da qui, nella cittadina di Pakal.

Io annuii. Ora avevo tutte le informazioni che mi servivano e contavo di andarmene in fretta, subito alla ricerca di questo Karl. - Comunque dovrai stare attento: Karl è un tipo un po' scontroso - aggiunse Merlock e io annuii di nuovo.

- Ora ti lascio, è meglio che riposi - concluse il vecchio, uscendo dalla stanza e chiudendo la porta.

Io mi raggomitolai sotto le coperte, cercando di calmarmi. Mi fremevano le gambe: non ce la facevo più a stare lì seduto sul letto. Io ero una persona attiva, avevo bisogno di azione e invece ero costretto a letto quando un grande tesoro mi aspettava. Per questo la frustrazione mi assaliva, rendendomi ogni secondo più nervoso.

Improvvisamente, però, qualcosa mi distrasse. La tenda ondeggiò più forte e una figura passò davanti alla finestra aperta. Cos'è? Pensai mettendomi in ascolto. Sarà un qualche animale conclusi, rilassandomi. Una folata di vento proveniente dalla finestra mi colpì e un brivido di freddo mi scese lungo la schiena.

Con un dolore e uno sforzo immane scesi dal letto e mi misi in piedi. Ero molto debole e le gambe mi tremavano, ma lentamente riuscii ad arrivare alla finestra. Mi sporsi. La stanza era a piano terra e davanti ai miei occhi si espandeva il fitto bosco. Chissà, magari è la bestia che mi ha inseguito per tutto il viaggio e che finalmente ha deciso di mollare la preda ipotizzai con un sorriso, felice di averla ingannata. Dopodiché chiusi la finestra, mi stesi di nuovo sul letto e mi addormentai.

Loraine, l'elfa dagli occhi turchini, era davanti a me. I capelli neri si muovevano a una leggere brezza come il suo abito bianco, che le scivolava addosso come un velo e lasciava trasparire la sua pelle rosea. Veniva verso di me e mi chiamava con voce flebile. Mi accarezzava una guancia e poi mi afferrava una mano. Voleva che io la seguissi verso la luce, ma io mi opponevo. Rimanevo dov'ero, perché sapevo che per me nella luce non c'era profitto, visto che ormai Loraine era morta.

Era stato un orco, l'aveva uccisa brutalmente e bruciato la nostra casa. Io mi ero salvato perché in quel momento ero al fiume a pescare qualcosa per il pranzo. Il giorno dopo me ne andai, ma non ritornai più al villaggio da cui Loraine mi aveva convinto a fuggire, cominciai a cercare tesori, perché era rimasta l'unica ragione per cui ancora potevo vivere.

Se solo fossi rimasto con lei, se solo non l'avessi lasciata sola ...

Da anni cercavo di estinguere quei rimorsi che mi rodevano l'anima, ma forse non me ne sarei liberato mai.

Quando mi svegliai una piccola lacrima mi scese lungo la guancia, ma me la asciugai rapidamente: un Drow non piange come un bambino. Mi misi seduto. Dalla finestra entrava una tiepida aria mattutina: Merlock doveva essere venuto a riaprirla mentre dormivo.

Cercai di muovere il braccio e inaspettatamente mi accorsi che il dolore era diminuito, ora lo muovevo meglio.

Proprio in quel momento la porta della stanza si aprì ed entrò il mago. Aveva la barba tutta scompigliata e gli occhi lucidi di chi si è appena svegliato. - Allora? Come va questa mattina? - Mi chiese portando un vassoio con la colazione. - Benissimo, penso che ripartirò nel pomeriggio.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: