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lavoro pubblicato lunedì 2 agosto 2010
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'era delle cavallette, cap IV: Per un pugno di bulloni, parte 1

di Saccinto. Letto 836 volte. Dallo scaffale Pulp

4.Per un pugno di bulloni Ora che donna Lena è occupata con sua madre, dopo aver passato alcune serate a cena con loro due nei migliori ristoranti del paese, Don Curatolo le permette di poter dormire nella villa della grassona e lo fa come ...

4.
Per un pugno di bulloni

Ora che donna Lena è occupata con sua madre, dopo aver passato alcune serate a cena con loro due nei migliori ristoranti del paese, Don Curatolo le permette di poter dormire nella villa della grassona e lo fa come fosse una vera e propria concessione da parte sua.
In realtà il Don ha altri piani per questa sera. A quanto mi ha detto il Viscido, organizza un festino porno per i più grandi bastardi della città, ma di noi non ha invitato nessuno, neppure il suo fidato Nico Torelli.
Mi tengo comunque in allerta, potrei servirgli come buttafuori anche se ne ha una bella scorta, di giganti teste di cazzo ben vestite che gli sorvegliano la sala dei convegni adibita a puttanaio.
Io, di mio, non avrei granché da fare, tranne andare a trovare quel bastardo di un Cinese che ha deciso di non pagare il conto qualche sera fa e vedere di trovare Tommy o qualcuno che possa sistemare la Mercedes: la gomma che sentivo sgonfia in realtà l’ho scoperta bucata, chissà come cazzo ho fatto.
Dal Cinese a dire il vero non ho tutta questa voglia di andare, dovrò dargli delle spiegazioni, dovrò convincerlo che gli conviene pagare e scandire bene le parole, dal momento che non tanto mi capisce. Forse, da questo punto di vista, Chen il cameriere ha molte capacità in più e sì che pure lui ha i suoi problemi di comprendonio.
Vada per la sistemazione della macchina, ormai ce l’ho qui sotto casa da chissà quanti giorni.
Da quando Tommy non si sa che cazzo di fine ha fatto, non c’è nessuno che possa accompagnarmi più, la sera, e sono tornato l’autista di un tempo. Autista di me stesso, però.
Chiamo il Don.
“Chi sei, Valerio, Salvatore, chi sei?” chiedo, ma mi risponde una voce che non conosco.
“Senti, forse ho sbagliato numero, vediamo: è la villa di Don Curatolo?” dall’altra parte mi rispondono di sì, ma il Don è impegnato con dei capoccia, forse alcuni di quelli che ha invitato per la serata.
“E allora se è la villa di Don Curatolo, tu chi cazzo sei?” attendo, la voce sembra alquanto imbarazzata.
“Alfonso?” chiedo “E chi minchia è, Alfonso? non mi dice niente questo nome, a me!” che cazzo succede, dal Don? Ci dev’essere stato qualche cambiamento repentino di cui non sono stato informato.
“Ah, bene, Alfonso… tu sei il nipote di Don Curatolo, ti ha invitato per la festa, ma adesso sta parlando con degli amici suoi, bene… e ti ha lasciato nel suo studio perché parlano di affari e non ci vogliono i mocciosi… adesso si spiega tutto, Alfonso!” che cazzo, il Don! Ha la voce di un ragazzino, questo e dev’essere impazzito a farlo partecipare ai festini porno, gli travierà la stabilità sessuale.
“Ma tu quanti anni hai, Alfonso, non sembri molto grande” aspetto la sua risposta.
“Bene, bene, diciannove anni… ti facevo più piccolo, dalla voce… e che fai, studi?” chissà perché gli faccio tutte queste domande, ma mi piace, sfottere i ragazzini, soprattutto quando si credono importanti.
“Ah, hai smesso per quest’anno, ma appena avrai i soldi farai giurisprudenza… sarai l’avvocato di tuo zio, no? O per caso vuoi diventare direttamente giudice? Avvocato, eh? Categoria di merda, i giudici… e beh, però gli avvocati… sempre meglio dei giudici, per carità!” è arrivato il momento di lasciarlo perdere.
“Senti, Alfonso, affacciati fuori dallo studio di tuo zio e passami la prima faccia di merda che trovi…” il ragazzo ubbidisce, mi piace, è educato. Forse è troppo educato, per i gusti miei, ma tanto chi lo caga, il nipote di Don Curatolo?
“Pronto… Salvatore, eh… mi serve Tommy, ho la Mercedes sotto casa con la ruo… no, quella nera, quella che sta a mia disposizione… sì, ce l’ho da qualche giorno… che cazzo me ne frega che Don Curatolo… me l’ha lasciata lui, Salvatore… che cazzo mi fai tutte queste domande, eh? Ti vuoi sentire importante al lato del nipote di Don Curatolo? Ti piace, te lo vuoi inculare? … e allora statti zitto e vedi di mandarmi Tommy che ho una gomma bucata. … … Come sarebbe che sono giorni che non lo si vede? Ma io lavoro da solo come un cane, porca Madonna? Ci avevamo una squadra una volta e qua invece devo fare tutto da me… Ma che cazzo me ne frega se mi devi passare il nipote di Don Curatolo che neppure lo conosco, ma vaffanculo tu, Tommy e chi cazzo ti pare a te!” chiudo il telefono, pianto le mani sui fianchi.
E’ un po’ che non fumo e neppure la voglia sento, non è questo il momento di uscire a prendere le sigarette di Tommy nella Mercedes, ma un goccio di qualcosa me lo posso pure concedere, sennò mi sento troppo pulito.


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