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lavoro pubblicato mercoledì 28 luglio 2010
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sunrise! (cap 5)

di fiordiloto. Letto 950 volte. Dallo scaffale Fantasia

INQUIETUDINE! Quando rientrammo al monastero, era ormai pomeriggio inoltrato. Il borgomastro e sua moglie ci vennero immediatamente incontro, lei in...

INQUIETUDINE!

Quando rientrammo al monastero, era ormai pomeriggio inoltrato. Il borgomastro e sua moglie ci vennero immediatamente incontro, lei in lacrime e lui con l'espressione di chi ha appena ripreso a respirare dopo una lunga apnea. Riabbracciarono la loro bambina in silenzio, guardandosi l'un l'altro per istanti interi.

"Grazie! Grazie!", si sperticarono in parole di gratitudine. "Che Artemide ti protegga sempre, Sorella"

Si rivolgevano a me, senza degnare Silent di uno sguardo. Ne fui infastidita, ma lui abbozzò un sorriso e fece un'alzata di spalle, come a voler dire: che ti aspettavi? E' normale no?

In seguito, venni convocata immediatamente nell'ufficio della Sorella Suprema per fare rapporto. Naturalmente, Silent venne con me. Raccontai nel modo più conciso possibile ciò che era accaduto nel castello e anche, con un brivido, le ultime parole del Conte: Thamiel sta tornando.

"Ne sei sicura?", chiese la Somma Sacerdotessa, basita.

"Certamente", affermai.

"Non sappiamo dove sia stato Thamiel in questi anni, né quali loschi piani possa aver concepito. Dopo la notte di quattro anni fa, è sparito nel nulla"

"Lo so", mormorai, turbata.

Dovevo aver serrato i pugni senza accorgermene, perché avvertii il mio corpo rilassarsi quando Silent mi posò una mano sulla spalla.

"Non temere, Sunny", disse, tenero. "Lo troveremo. Tuo fratello è senz'altro con lui, no? Questa potrebbe essere la vostra occasione per riabbracciarvi"

"Il tuo assistente ha ragione, Sun", convenne la Sorella Suprema. "E' importante che tu mantenga il sangue freddo. Quel mostro sa perfettamente che finchè non conoscerai uomo sarai intoccabile per lui. Ti teme, proprio perché possiedi ancora la tua innocenza, un'arma contro cui lui non può nulla. Il tuo scudo ti rende inavvicinabile"

"Ma ha Davon", ribattei. E tanto basta a rendermi vulnerabile.

"So bene cosa significhi per te", disse lei, comprensiva. "Ma ricordati che sei una delle nostre Sorelle. L'ordine di Artemide ti offrirà sempre il suo sostegno. Non sarai sola, ad affrontarlo"

"Vi ringrazio, Sorella Suprema"

"Ora andate", concluse con dolcezza. "Sarete esausti dopo una battaglia simile. Prenderemo noi in custodia il servo umano"

"Adam", la informò Silent. "Si chiama Adam"

"D'accordo", ci congedò. "Andate in pace".

Fui lieta di uscire di nuovo all'aria aperta. Il giorno si avviava alla sua conclusione. La notte annunciava il suo arrivo stendendo un velo ambrato sul cielo privo di nuvole. Giunta in giardino, respirai gli odori che impregnavano l'aria: lavanda, agrifoglio, legna e carne al fuoco. Un miscuglio di fragranze così familiari che contribuì a ridarmi un po' di calma. Potevo far fatica ad ammetterlo ma, anche dopo quattro anni, sentir pronunciare il nome di Thamiel scatenava in me un brivido freddo. La spiacevole sensazione di una paura atavica e irrazionale. E a quanto pareva non ero la sola a reagire male. L'espressione di Silent mi diceva chiaro e tondo che quel nome equivaleva anche per lui ad una sentenza di morte. Tuttavia, quando si accorse che lo guardavo, la paura si sciolse e la sua espressione si allargò in un ampio sorriso.

"Grazie", gli dissi, sincera. "Per oggi, e anche per prima, nello studio"

"Io sono sempre al tuo fianco", replicò, pacato. "Potrai sempre contare su di me, lo sai".

Ricambiai il sorriso. "Lo so".

E ringraziavo gli Dei per questo.

"Impara a rilassarti", suggerì. "Thamiel non deve diventare la cosa più importante della tua vita. Non può indebolirti, né diventare il tuo peggiore incubo o la tua ossessione. Non dargli questo potere"

"Ma lui ha Davon!", ribadii. "Non posso abbandonarlo, gliel'ho promesso quando sono morti i nostri genitori. Io sono sua sorella maggiore e perciò..."

Mi zittì posandomi due dita sulle labbra, e i suoi occhi catturarono i miei.

"Vieni qui", disse, attirandomi dolcemente a sé. Mi lasciai abbracciare, posando la testa sul suo petto possente. Mi sentivo sempre così al sicuro, fra quelle braccia che sembravano fatte apposta per contenermi. Mi godetti l'illusione, e non pensai più a nulla.

***

Silent vagava in un luogo desolato. Rovine, fiamme, odore di bruciato. In lontananza, pianti di bambini e urla. La cenere vorticava intorno a lui, implacabile. All'improvviso, rabbrividì. Suoni nell'oscurità... passi.

Si mise in posizione d'attacco, emettendo un ringhio sordo da animale in trappola.

"Vuoi davvero attaccarmi, Silent?"

Si voltò, il cuore in tumulto. Di fronte a lui, una figura incappucciata.

"Chi sei?", tuonò.

L'altro sorrise.

"Chi sei?", ripetè.

Con un gesto veloce, l'altro si sfilò il cappuccio rivelando capelli azzurri come i suoi, occhi viola altrettanto vivi e profondi. Ma, a differenza dei suoi, quegli occhi avevano uno sguardo malvagio.

"Sono te"

Un'espressione di tetra sorpresa si fece largo sul volto di Silent. Aveva capito.

"Sei tu che mi tormenti! Sei tu la furia che mi cresce in petto e mi divora!"

"Sì", rispose quello, calmo. "Io sono la parte di te che tu non vuoi vedere. Tenti di fuggire da me, Silent, di rinnegare la tua natura per vivere come un essere umano, anche se in fondo al cuore sai che non potrai mai liberarti veramente di me. Dimmi, perché lo fai?"

Le labbra di Silent tremavano.

Già...perché? Sentiva l'odore di sangue, il desiderio bruciante di stroncare vite e il richiamo della notte che, come un'amante voluttuosa, lo attirava a sé con un fascino quasi irresistibile. Quest'essere, si domandò. Quest'insieme di desideri incontrollabili, sono davvero io?

No. Quella era una parte di lui. Solo una parte. Un lato che aveva deciso di soffocare per sempre. Benchè in quel momento non ricordasse il perché, sapeva che c'era qualcosa... qualcuno che valeva assai di più del suo desiderio di sangue. Qualcuno per cui valeva la pena continuare la lotta contro sé stesso. La risposta a tutti i suoi interrogativi.

"Sparisci!", ordinò.

"Non posso", rispose l'altro. "Io sono la tua oscurità. Tu hai bisogno di me". Con un ampio gesto delle braccia, indicò i dintorni. "Tutta questa desolazione, tutto questo dolore, i pianti che senti riecheggiare in lontananza...è tutta opera tua, vuoi forse negarlo?"

Paralizzato, Silent fissò la sua oscurità in silenzio.

"No...", sussurrò infine. "Io non sono più così, ormai! C'è qualcuno che si prende cura di me. Qualcuno da cui voglio tornare. Non ho tempo per stare ad ascoltarti!"

"Allora vai", gli disse l'altro, sornione. "Ci vediamo quando sarai disposto ad ascoltarmi. Quando ti deciderai ad essere più ragionevole"

"Potrebbe anche accadere, un giorno", confessò Silent. "Ma fino ad allora, tu rimarrai in silenzio!"

L'altro svanì e la cenere che vorticava intorno a loro avvolse la scena.

Silent si svegliò di soprassalto, con la sensazione di qualcosa di gelido intrappolato in gola. Doveva alzarsi. Aveva bisogno di vederla. La sua sola speranza di redenzione. Attraversò il corridoio furtivo come un gatto e raggiunse la camera. Fece scattare la maniglia, aprì leggermente la porta e scivolò dentro senza il minimo rumore.

Sunny dormiva profondamente. Il petto avvolto dalle coperte si alzava e si abbassava tranquillo, seguendo il ritmo del respiro. Un raggio di luna penetrava dalle tende appena scostate, illuminandole il volto. In quei tratti delicati Silent trovò la risposta che aveva tanto cercato in sogno.

La contemplò a lungo, in silenzio. Lui nell'ombra e lei avvolta dalla luce, lontana, ignara. La sentì russare piano e sorrise, finalmente più calmo.

E' per lei, si disse, rimboccandole le coperte. E' sempre stato solo per lei.

In sua compagnia, l'ansia e la paura che lo attanagliavano perdevano potere, e lui si sentiva avvolgere da ben altre sensazioni: un fuoco diverso, più vivo, caldo e piacevole. In presenza di quel fuoco, i lacci neri delle sue preoccupazioni perdevano presa, e un filo dorato lo attirava inesorabilmente verso il centro edi gravità del suo intero universo.

Sorella Sun.



Commenti

pubblicato il 28/07/2010 19.00.55
Kitsune, ha scritto: Vai, che faccio il tifo per Silent!XD..bello come sempre..brava...^^

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