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lavoro pubblicato venerdì 16 luglio 2010
ultima lettura venerdì 22 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 759 volte. Dallo scaffale Fantasia

Dopo tante attese pubblico l'ultimo capitolo di questa storia.. mi ha fatto ridere e un po' piangere scriverlo ma ne è valsa la pena, ditemi se siete d'accordo anche voi.

Si chinò per cogliere una rosa cresciuta al limitare del giardino. Era grande, come una tazza da the, e brillava di un rosso né troppo sgargiante, né troppo cupo. Ne annusò il fresco aroma, e alle sue spalle s'alzò un venticello che accarezzò lieve il suolo alle sue spalle punteggiato da tante rose simili a quella che aveva in mano.

Non pensava a nulla in particolare, in quel momento. Anzi, da un po' di tempo a quella parte lasciava che la sua mente andasse ogni tanto alla deriva, inseriva il pilota automatico e non andava oltre al cosa fare, dove andare, chi incontrare. Era piacevole, non tanto quanto i ricordi più recenti. Quelli, erano come un baratro troppo profondo e quando si affacciava anche solo per sbaglio le venivano le vertigini, tremava, tornava frettolosamente indietro.

Tuttavia quel giorno, un po' per il profumo dell'estate alle porte, un po' per la pacifica quiete che regnava tutt'intorno, decise di fare il salto nel vuoto. Si sedette guardando il tramonto, con la sua rosa fra le mani. Era bellissimo, una stella morente e infuocata che incendiava di fiamme silenziose tutto ciò su cui i suoi raggi si posavano.

Una sfera fatta di fuoco..

fuoco..

Fuoco e fiamme che esplodono divampando nell'aria immobile. Non può fermarle, non può trattenersi, ha dimenticato come si fa. La metà oscura della sua mente e del suo cuore ora e lì con lei, ora è lei, è scappata dalla sua prigione non appena ha visto Robert cadere, la forse sua unica ancora della sua esistenza contorcersi per il dolore. Si sarebbe chinata su di lui, lo avrebbe guarito o almeno confortato nella sua tortura ma ormai non ne è più in grado, è diventata un mostro capace solo di urlare col viso rivolto al cielo, è la bestia che ha liberato il suo potere

( fuoco, fuoco sotto la pelle, fuoco di quel giorno lontano da cui nasceva quel demone senza occhi che tanto le aveva fatto paura)

il suo elemento, quell'unica cosa che sa fare meglio di tanti altri. Trasformare se stessa e tutto quello che la circonda in un girone infernale ed ora quelle fiamme sono dappertutto, bruciano dentro e fuori la sua testa.

Non saprà dire poi per quanto tempo è rimasta così, sa soltanto di essere scoppiata come un pacco di nitroglicerina a tenuta stagna ( e non è tanto lontana dalla verità) e di essersi fermata, poi, di certo non per volontà propria. No, qualcosa di più grande di loro, grande e infinito come l'universo è intervenuto forse richiamato dal suo attacco di follia, e come un vortice nero risucchia ogni cosa. Erica riapre gli occhi finora serrati e incrocia lo sguardo di Sara, e il primo pensiero razionale che si affaccia nella sua mente si domanda come fanno a cascarle per terra gli occhi, tanto sono fuori dalle orbite.

Davanti ai loro occhi sbigottiti la Grande Entità si porta via tutto quello che di marcio sono venute a combattere, tutte le pozioni e i libri di magia nera custoditi nella grande casa insieme alle streghe che troppo tempo li hanno usati per fare del male. Come in una parata dell'inferno sfilano davanti a loro i volti di Roxanne e Tabitha, ancora incoscienti, Ester con addosso per l'ultima volta la sua non-espressione, e Babette, Babette che allo stesso tempo è furiosa e tanto sbigottita da rasentare l'idiozia. Lei è l'ultima che se ne va assieme a tanti altri senza volto, chiude la sfilata e non appena scompare il mondo intorno a loro due superstiti diventa un unico strato di bianco, diventa il fulcro di tutta la luce del mondo e vi galleggiano immerse.

Tu.. chi sei? domandano in coro.

Io sono l'Assoluto. Ma non agitatevi, vi prego. Mi fa male la testa.

Dove sono loro? Che fine hanno fatto?

Le ho portate via e ora le loro anime vagano, si perdono dentro di me. Io sono venuto per dar loro quello che nessuna giuria, nessun tribunale avrebbe mai potuto infliggere.

Il loro potere le ha infine portate alla morte.. per la regola del tre volte tre.

L'Assoluto non risponde, ma con tacito assenso scompare riportando le forme del mondo alle sue originarie dimensioni. Le due giovani streghe riemergono come da un banco di nebbia, sbattono gli occhi e si accorgono che lì intorno non c'è più nessuno. O quasi.

Un mugolio alle loro spalle ricorda loro degli amici dispersi, e girandosi vedono Robert alzarsi in piedi con la faccia di uno che ha fatto un brutto sogno e fatica a ricollegarsi alla realtà. Erica corre da lui, nella sua mente si riaffacciano quello che è successo e ora con sollievo e stupore constata che è vivo, sta bene, magari ha bisogno di una ripassata al disegno generale delle cose ma sta bene. D'impulso l'abbraccia stritolandolo e la bacia irrefrenabile, in un modo che non si sospetta capace.

Li vede scambiarsi effusioni come due piccioncini qual sono e guarda da un'altra parte come fa sempre, quando si accorge che Yasha non è lì con loro. Con lo sguardo fruga ogni angolo, ogni ombra in cui riesce ad arrivare ma non lo trova. Dov'è finito? Magari è morto, magari quel buco nero ha risucchiato anche lui e ora..

Come se la sua ansia crescente l'avesse evocato in un attimo lui compare al suo cospetto e guardatelo bene, perché un demone in questo stato non l'avete mai visto. E' stravolto, è come un disegno fatto tutto al contrario e la guarda come se non l'avesse mai vista in vita sua. Sara si allontana di pochi passi avvicinandosi ai due che si sono sciolti tenendosi per mano. Ed entrambi fissano gli occhi sulle due streghe vittoriose.

Dopo poco Yasha si ricompone, il tanto che basta per pronunciare "Voi.. ce l'avete fatta. Le avete sconfitte".

"No, non noi" mormora Sara. "L'Assoluto. Quella specie di cosa nera che le ha ingoiate come un gigantesco imbuto..".

"Questo non cambia la realtà dei fatti" dice Robert. Si voltano verso di lui stupendosi nel sentire la sua voce ferma e profonda. "La loro fine era segnata ma se sono scomparse dalla faccia della Terra è solo per merito vostro".

Erica si scioglie dalle braccia del suo amato andando incontro a Sara. I suoi occhi brillano come non mai, realizzano l'impensabile. "Abbiamo vinto" sussurra a fior di labbra. "Oh si, ci siamo riuscite finalmente..".

In un frangente di telepatia le due pensano la stessa cosa.

Sono streghe, questo lo sanno.

E ora sono invincibili streghe.

Il fruscio di un paio di gambe che si accoccolano vicino a lei la riportò al presente, un bacio sulla sua fronte. Dolce, come solo lui sapeva essere. Gli porse la rosa.

Robert rise e se la mise all'occhiello. "Dovrei essere io quello che ti regala dei fiori" disse avvolgendola fra le sue braccia. "Rose e tulipani, ogni giorno della mia vita.."

"..finchè non mi ricoprono tutta" concluse Erica. Si volse a contemplare il tramonto con la testa appoggiata al suo petto. "Sai, pensavo al passato".

Non aveva bisogno di dire altro. Robert l'accarezzò su una guancia, piano, come se fosse l'oggetto più fragile e prezioso in circolazione. E così era per lui. "Amore mio" disse. "Sei una creatura meravigliosa, non dimenticarlo mai. Hai una tua capacità speciale di cui non devi vergognarti mai, mai, capito?".

Erica si girò verso di lui. "Se sono esplosa, è solo per te. Ti avevano fatto del male, forse ti avrebbero addirittura ucciso e io non posso sopportarlo, non riesco neanche a pensarci".

Robert la baciò per rassicurarla, e perché ne aveva voglia. La prese per mano e insieme si incamminarono per casa, appiccicati l'uno all'altra come un francobollo e la busta.

Sara era seduta sul portico a disegnare quando li vide arrivare, felici e idioti come sempre. Erica mormorò qualcosa all'orecchio di Robert che la precedette entrando in casa, intanto che la sua amica si sedeva davanti a lei. I suoi occhi erano colmi di comprensione, tanta da renderla insopportabile. O adorabile. Prese in mano uno dei fogli sparsi raffigurante un ragazzo, o un uomo, disegnato di profilo. Un intricato gioco di luci e ombre lo rendeva appena visibile. Posò il disegno.

"So a che stai pensando" disse Sara.

"Davvero?".

"Si, e non mi muovo da qui".

Erica appoggiò morbidamente la testa allo schienale guardando lontano, o forse soltanto i propri pensieri. Poi tornò a focalizzarsi su Sara. "Torno dentro" disse alzandosi. Le passò accanto sfiorandole una spalla e senza aggiungere altro rientrò in casa. La loro nuova casa, e quando le precedenti proprietarie avevano sloggiato in modo molto poco ortodosso nessuno aveva accampato dei diritti su quella magione al centro esatto di un campo di magia. Così loro avevano deciso di stabilirsi lì, avevano sistemato i loro libri e strumenti dove prima c'era tutto quello che l'Assoluto aveva spazzato via come nessuna giuria, nessun tribunale avrebbe potuto infliggere..

Sara non la seguì. Rimase seduta là fuori finchè il sole non tramontò del tutto, in attesa. Aspettando lui come faceva ogni sera da un po' di tempo a quella parte, e anche stavolta non la deluse apparendole davanti in un battito di ciglia.

Yasha non aveva visto l'inizio del mondo, ma contro vari pronostici come demone aveva vissuto a lungo. Abbastanza, credeva lui, da non stupirsi più di niente. Poi nella sua vita aveva fatto irruzione una rossa di nome Sara che era riuscita a stravorlo, a fargli fare cose impensabili di cui un po' si vergognava, a farlo infuriare e poi.. Cos'era l'amore, per lui? Cos'era stato, fino a quel momento? Non lo sapeva. E non avrebbe mai saputo spiegare con esattezza perché le aveva posato una mano sulla guancia e le sue labbra si facevano sempre vicine al suo viso..

No, non avrebbe potuto darsi una risposta, e com'è noto gli ignoranti erano due.

Non avrebbero saputo dire perché si stavano baciando, e volavano in una notte di zaffiro e argento.

Avrebbero forse pensato che così facevano perché non avrebbero potuto altrimenti, perché non erano più capaci di ignorare e restare indifferenti.

Ma sapevano per certo che quello era l'inizio di qualcosa di grande.

FINE



Commenti

pubblicato il 28/07/2010 17.29.07
fiordiloto, ha scritto: In una parola: SPLENDIDO!!!!!!!!! Torna presto ad incantarci, cara scrittrice! Ti seguo sempre con passione, incantata dalla tua fantasia!
pubblicato il 01/09/2010 18.01.45
gotica, ha scritto: bellissimo!! sei davvero brava..

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