ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 16 luglio 2010
ultima lettura sabato 4 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sunrise! (cap 4)

di fiordiloto. Letto 803 volte. Dallo scaffale Generico

SCUDO E SPADA! "Adam, prendi la piccola e appena puoi nasconditi!"Il servo umano mi guardò senza capire, ma non protestò. Lo s...

SCUDO E SPADA!

"Adam, prendi la piccola e appena puoi nasconditi!"

Il servo umano mi guardò senza capire, ma non protestò. Lo sentii correre via, scomparendo nel buio con la bimba fra le braccia.

Le tenebre erano sconvolgenti. Proprio così, ero sconvolta. Mi sembrava di venire ripetutamente risucchiata da un'oscurità che avvolgeva mondi interi, e rendeva difficile mantenere il senso della realtà. Il buio aveva preso il sopravvento, e rischiava di farmi impazzire.

Vicino, in qualche luogo imprecisato, rumori di scontro...

Sapevo, sentivo, che Silent era nelle vicinanze. Ma ciò non bastava a rincuorarmi, perché percepivo con altrettanta intensità la presenza dell'altro.

Il vampiro sogghignò.

Un suono inquietante.

"Allora, Silent". Lo sentii respirare. I vampiri respirano? O era piuttosto un sospiro? "Come ci si sente a sapere che fra poco morirai?"

"Taci!"

Urla di dolore.

"NO! SILENT!", urlai.

Il suo grido dilaniante invase la sala, annientandomi. Ogni urlo era un rinnovarsi di quella tortura. Poi ci fu silenzio, e qualcosa si avventò su di me, come la gelida pugnalata di un coltello. Parti di me si spezzavano, si laceravano, mentre dalla gola mi usciva un sibilo strozzato.

"Non. La. TOCCARE!!!!"

Un urlo feroce seguito da un tonfo, e il dolore cessò. Mentre tentavo di reimparare a respirare percepivo il ringhiare disumano di Silent contrapporsi allo strisciare silenzioso del suo avversario. Poi, urla di dolore che tornava.

Un corpo rotolò vicino a me. Caldo e pulsante. Inconfondibile.

"Silent...!", rabbrividì.

Mi guardò senza vedermi, steso supino a pochi centimetri da me. Lo afferrai per abbracciarlo, tenendolo stretto.

"Silent! Resisti! Ora ti avvolgo col mio scudo!"

"No...", bisbigliò. "Non basterà. C'è un'altra soluzione..."

"Sarebbe a dire?"

Discutevamo con sussurri veloci, mentre nell'oscurità avvertivo i passi del nemico sempre più vicini.

"E' inutile che gli parli, ragazzina", disse il vampiro, sardonico. "Anche se è un demone ha ricevuto il mio attacco in pieno. Non si muoverà per un po'. Ora levati di mezzo, lui è tutto mio..."

"No! Silent...."

Rinserrai la presa su di lui, implorandolo di riprendersi.

"Lasciami entrare", mi supplicò.

"Come?"

"Posso lanciare il mio attacco usando il tuo corpo. Ma devi permettermi di entrare nella tua mente"

"Potrebbe essere rischioso..."

"Fidati di me. Tu sarai il mio scudo e io la tua spada. Non potrà fermarci"

Scudo e spada, ripetei fra me.

Poteva funzionare.

"D'accordo!"

Mi concentrai e sentii di nuovo il mio scudo avvolgermi come una coperta familiare. Lo alzai. Poco. Quel tanto che bastava per permettere a Silent di entrare. All'inizio non sentii niente, poi avvertii la sua mente bussare alla mia, abbracciandola, come a chiedere il permesso. Dentro di me mi feci piccola piccola, per lasciargli tutto lo spazio necessario a muovere il mio corpo, restando cosciente quel tanto che bastava per governare lo scudo. Quando parlò, attraverso la mia bocca, il suono che uscì era una strana mescolanza fra le nostre voci.

"E' la luce che brilla nella più profonda oscurità. E' il raggio residuo di sole dopo il tramonto. E' la lama che Persefone diede ai suoi figli per contrastare le tenebre di Ade! Vieni... Sunrise Sword!"

Fra le mie... le nostre mani si materializzò una lama così lucente da darci l'impressione di stringere un raggio di sole. Brillava come la luna nella notte più nera, e in quel momento la sentimmo: la forza possente di quel raggio di sole.

"La riconosci, Conte?", domandammo. "Questa è la lama che taglia le tenebre"

Il Conte la guardo allibito.
"Quella è...la Spada Alba! Come...? Perché ce l'hai tu?"

"Me l'ha data Persefone in persona, quando ho deciso di diventare il portatore del suo vessillo"

"Non posso crederci!", esclamò il vampiro. "Non posso credere che un traditore come te possa evocare quella spada!"

Si piegò in posizione d'attacco, poi scattò, veloce come il pensiero. Era quasi arrivato, quando all'improvviso si ritrovò a correre in un'altra direzione, deviato verso il lato opposto della stanza.

"Ma che diavolo...?", esclamò.

Incapaci di trattenerci, sorridemmo. Il mio scudo non ci aveva traditi.

Con un solo, mortale fendente tagliammo l'oscurità. La luce della lama sfarfallò, come se stesse per spegnersi, poi riprese a brillare con il doppio dell'intensità. Era una luce piacevole. Un calore che sapeva di sole e d'estate.

L'oscurità arretrò, sconfitta dalla luce. In breve, le tenebre si rintanarono, lasciando il Conte ferito e boccheggiante.

"Non ricordavo...", disse. "Non ricordavo che il tuo potere fosse così grande. Sento odore di sangue in te, Silent, ma in questo momento è più forte il profumo di sole"

"Il profumo che senti non appartiene a me", replicò Silent, scivolando lentamente nel suo corpo. "E' perché stavo usando il corpo di Sun"

Andandosene, Silent aveva lasciato un grande vuoto nella mia mente. Lo occupai e ripresi possesso del mio corpo. Non ero più solo coscienza. Ero sangue, carne, ossa, dita, occhi, pelle e tanto altro. Mi alzai, barcollante, per osservare attonita il volto cinereo del nostro nemico.

"Credevo tu avessi perso tutto, Silent. I tuoi domini...il tuo potere...la fiducia di noi demoni...", osservò il vampiro.

"Ho guadagnato molto più di ciò che ho perso", rispose Silent.

"Peccato...che non sia stato io ad eliminarti, Silent. Volevo annientarti per averci traditi e aver costretto la mia famiglia al massacro, ma a quanto pare... per me non c'è più tempo". Il vampiro tossì sangue, poi si calmò e mi sembrò che sorridesse. "Non ha importanza, ora. Stai per perdere tutto un'altra volta. La tua fine... è comunque vicina...Thamiel sta tornando"

E con quella macabra frase d'avvertimento si dissolse, sciogliendosi come neve al sole.

Restai a lungo in silenzio. Silent ed io ci lanciammo una lunga occhiata, e dall'espressione che aveva era chiaro che stavamo facendo lo stesso pensiero.

"Thamiel...", sussurrai.

La mia mente cercava impazzita di fuggire, di non rivivere i ricordi legati a quel nome.

"Sunny", Silent mi si avvicinò. "Se lui sta tornando significa che..."

"Sì", dissi. "Forse mio fratello Davon è con lui"

Era stato lui a distruggere la mia vita. Era lui il responsabile. Aveva causato l'incendio che aveva ucciso i miei genitori, poi era scomparso portando Davon con sé.

"Lo troveremo, Sun", mi assicurò Silent.

"Non preoccupiamocene adesso", dissi. "Prima di tutto, pensiamo ad uscire di qui"

Non se lo fece ripetere due volte. Non appena oltrepassato l'ingresso del castello, fummo abbagliati dalla luce di un pomeriggio terso, luminoso. Quel lucore mi acceco, come le tenebre avevano fatto poco prima. Potevo scegliere: essere abbagliata dalla luce o dalle tenebre? Non avevo dubbi a riguardo: avrei sempre scelto la luce.

***

Sulle sponde di un'ampia scogliera, si stagliava una casetta dalle pareti bianche. Poco lontano dalla falesia, seduto ad ammirare i barbagli che il sole al tramonto proiettava sul mare blu scuro, c'era un ragazzino. Era bruno, gli occhi color dello smeraldo erano profondi e assorti.

Sembrava immerso nei suoi pensieri, quando una presenza alle sue spalle lo distrasse.

"Lord Davon..."
Il ragazzo si voltò. "Ah, sei tu...Zhaomei[1]! Mi hai spaventato!"

Davanti a lui c'era una ragazza dai corti capelli biondi e occhi di ghiaccio, vestita da cameriera.

"Mi dispiace, Lord Davon", si scusò, basita. "Ha chiamato Lord Thamiel poco fa, ma lei era qui fuori. Mi ha detto di dirle che la richiamerà".

"Perché non mi hai avvertito?", domandò lui, severo.

"Mi...mi dispiace!", si schermì lei, intimorità. "Pensavo non volesse essere disturbato.

"Non importa".

Davon fece spallucce, e tornò a guardare il mare. All'improvviso, trasalì.

Non era la prima volta che la vedeva. Quella ragazzina fantasma camminava sulla falesia verso di lui, chiamandolo con un sorriso dolce e materno.

"Fratellino...", diceva.

"Chi...chi sei?", domandò lui, attratto e impaurito al contempo.

"Fratellino", ripetè la donna.

Gli appariva spesso nelle sue visioni. La conosceva, ne era sicuro. I loro volti erano troppo simili perché fossero due estranei. Ma ogni volta che tentava di ricordarla, il risultato era un mal di testa da capogiro.

Ansimò, perché fu come se una lama gli spaccasse in due il cervello.

Non riusciva a ricordare. Eppure...eppure voleva...ricordare!

"Chi sei?", chiese nuovamente.

"Davon! Lord Davon!", Zhaomei si era piegata su di lui, in ansia.

"Zhaomei", ansimò lui. "Mandala via! Mi sta facendo scoppiare la testa!"

"Va tutto bene, Lord Davon", rispose lei, protettiva. "Ora vado dentro a prenderle le sue medicine, non si agiti!"

Scattò, agile come un gatto, per raggiungere veloce l'interno della casa. Giunta al bagno cominciò a trafficare nell'armadietto dei medicinali.

"Trovato!", esultò, stringendo in mano una fialetta di pastiglie.

"Come sta il nostro ragazzo?"

Sobbalzò, il cuore in tumulto, prima di voltarsi e riconoscere il volto del suo signore.

"Lord Thamiel...!"

"TI ho spaventato, mia piccola fragolina? Mi dispiace...". La sua voce era una cucchiaiata di miele. "Ero preoccupato per il giovane Davon. Temevo che il ricordo di sua sorella potesse renderlo irrequieto...."
"Non vi preoccupate, Lord Thamiel", lo rassicurò lei. "Grazie al vostro incantesimo e alle pastiglie che gli faccio prendere ogni giorno, sua sorella non è che un vago ricordo. Non la riconoscerebbe nemmeno, se se la trovasse davanti in questo momento..."

"Bene!", sussurrò Thamiel,, prendendole il mento fra due dita per sussurrarle sulle labbra. "Bene..."


[1] Zhaomei: In cinese. Significa "fragola"



Commenti

pubblicato il 16/07/2010 15.04.23
Marcellot91, ha scritto: fiordiloto mi piace molto questo racconto che hai fatto , se vai a vedere ho fatto un racconto fantastico di nome infamous : la mia storia - giorno 1 - il giorno della disastro , vedi che ti piecerà molto
pubblicato il 16/07/2010 15.53.26
gotica, ha scritto: brava fior, stupendo il tuo racconto come sempre,bacio
pubblicato il 16/07/2010 17.11.51
Kitsune, ha scritto: Ihiiiii..dai dai che si fa interessante!
pubblicato il 16/07/2010 19.28.58
akire, ha scritto: mia cara fior..questo racconto si presenta interessante ma se lo lasci in sospeso io non rispondo più di me.

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: