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lavoro pubblicato mercoledì 14 luglio 2010
ultima lettura giovedì 25 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sunrise! (cap 3)

di fiordiloto. Letto 947 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sun e Silent entrano in un misterioso castello per liberare la figlia del borgomastro dal suo rapitore, un Conte vampirico. Cosa li attenderà all'interno? Riusciranno a vincere, anche in mezzo ad una gabbia di tenebre?....

GABBIA DI OSCURITA'!

Il castello svettava nel sole, imponente come una cattedrale, con le sue merlature e le sue torri antiche. Mi fermai sulla soglia e rimasi qualche momento ad osservarlo: fiammeggiava al chiarore del sole, come se fosse avvolto dalle fiamme, mentre le torri svettavano alte nel cielo quasi a volerlo toccare.

"Non sembra affatto la residenza di un vampiro", osservò Silent, affiancandomi. "E' così...luminoso!"

Aveva ragione. Sembrava un tempio di fuoco, inviolabile nella sua sacra antichità.

"Quale nascondiglio migliore per una creatura della notte? Si è rintanata al centro della luce, dove nessuno verrebbe mai a cercarla"
Procedemmo.

L'ingresso era un ampio ovale irregolare, che si apriva su una sala molto grande. Come misteriosi buchi di serratura, ai lati del salone si aprivano numerosi corridoi, tutti altrettanto bui.

"Stiamo in guardia", sussurrai.

Silent rispose con un cenno affermativo.

All'improvviso, la porta alle nostre spalle si chiuse. Ansimai, perché solo allora mi ero resa conto dell'incantesimo che incombeva sulla residenza. Immediatamente, l'interno del castello venne avvolto da una profonda oscurità. Potevo ancora percepire Silent al mio fianco, ma non lo vedevo. Era come se mi avessero messo una benda intorno agli occhi, ma più spessa e stretta, così pesante e fitta da coprire tutto il mio corpo.

"Sun!", esclamò Silent.

"Sono qui", risposi. "Non vedo nulla!"

"Sono i poteri del vampiro", spiegò. "Sì è creato qui dentro una notte artificiale per non dover rinunciare alla sua magia durante il giorno"

"Puoi fare qualcosa?"

"Ci provo"

Avvertì un sonoro clic! Come lo schioccare di dita. Immediatamente una fiamma viva blu intenso cominciò a danzare sulla mano di Silent.

"L'oscurità è troppo fitta", osservai, tesa. "La tua fiamma non riesce a scalfirla?"

"Aspetta", disse lui. "Dammi la mano"

Obbedii. Le nostre mani si avvicinarono e una scintilla di fiamma azzurra danzò, passando dal suo palmo al mio.

"Ora anche tu hai un po' di luce", disse.

La fiammella era vivace e luminosa, ma non riusciva a tagliare la benda d'oscurità che ci avvolgeva. Non vedevo più in là del mio naso, ma ero felice di non essere più completamente al buio. Anche le tenebre possono accecare, non solo la luce.

Strani mormorii echeggiavano dalle profondità del palazzo, evocando immagini di cose che sgattaiolano nel buio. Mi strinsi a Silent e lui fece lo stesso, finchè ci ritrovammo schiena a schiena. I sussurri crebbero, fino a diventare più nitidi e definiti. Era... un pianto! Un pianto di bambina!

"La figlia del borgomastro!", esclamai.

Silent si lanciò in avanti, verso la fonte del suono. Io lo seguii a ruota, mentre le immagini dei corridoi che stavamo attraversando mi scorrevano davanti mutilate dal buio, visibili solo a metà.

Arrivammo al fondo di una scalinata e il suono si fece più nitido. Ci trovammo in una grande sala spoglia e ovale. Al centro, avvolta dal raggio di luce proiettato da una falsa luna, c'era una bambina di circa cinque anni, con i capelli corvini e le guance arrossate dal pianto.

"E' lei!", esclamò Silent.

Mi avvicinai alla piccola con circospezione. Quando le fui vicina, alzò il viso e mi rivolse un'espressione terrorizzata.

"Per favore", disse. "Non dite a nessuno che sono qui"

"Tranquilla piccola", la confortai, accovacciandomi di fronte a lei. "Sei la figlia del borgomastro, vero?"

Tentando di asciugarsi i lucciconi, fece su e giù con la testa.

"Mi chiamo Miriam", disse. "Volevano costringermi a star chiusa nella mia stanza, ma lì ce troppo buio. Non volevo far arrabbiare nessuno, cercavo solo un po' di luce"

"Non hai fatto nulla di male", le dissi, proiettando lo scudo su di lei. "Ma quella non è davvero la luna. In questo momento è giorno, quindi quella è una falsa luce"

Poco lontano da me, Silent emise un ringhio soffocato.

"Che c'è?", domandai.

"Fin qui è stato tutto troppo facile", disse, in un sussurro roco. "Non mi piace!"

Presi la piccola in braccio e mi accostai a lui, ansiosa di tornare all'aria e alla luce del mondo reale. "Allora andiamocene, di corsa"

Una risata strana, subdola, s'insinuò nel buio.

Un colpo di vento, e la mia fiammella si spense.

"No!", esclamai.

In meno di mezzo secondo, mi ritrovai a terra senza capire come c'ero finita. D'innanzi a me, un ragazzo dalla pelle bianca come il gesso teneva in braccio la bambina.

"Non così in fretta...", disse. La sua voce era profonda, viva. Il mantello che indossava e il pallore del viso stonavano con quel suono troppo umano.

"Maledetto!", ringhiò Silent. "Allora eri tu che ci hai attirati qui!"!"

"Sì", confermò lui. "Io sono Adam, conte di questo castello"

Silent soffiò e l'oscurità si riempi di fiammelle vive, simili a fuochi fatui.

"Conte o non conte, ti strapperò quella bambina dalle mani!"

"Vedremo!"

"Silent", dissi, alzandomi. "La piccola ha il mio scudo, perciò non temere per lei. Colpiscilo con tutta la tua forza!"

"Ricevuto!"

Il nostro avversario posò lo sguardo su di me. Solo allora potei guardare bene i suoi occhi. Non erano rossi come mi aspettavo, ma di un delicato color nocciola.

"Non ti mettere in mezzo, umana!"

Una folata di vento mi travolse, disarcionandomi. Portai le braccia di fronte al viso, rimpiangendo il mio scudo. Chiusi gli occhi, mentre venivo proiettata con forza contro il muro, per poi ricadere a terra senza fiato.

"Non la toccare!"

L'urlo di Silent riecheggiò. Avvertì il rumore di una colluttazione e poi il vento cessò. Quando riaprì gli occhi ero allibita. Miriam era rotolata in un angolo in penombra, Silent teneva il nemico al muro, e lo colpiva con una serie ripetuta di pugni al ventre.

"Vile demone senza onore! Come hai osato usare i tuoi poteri contro di lei?!"

"Silent, fermati!", lo pregai, raggiungendolo. "Così lo ammazzi!"

Emise un ringhio feroce di protesta. Lo abbracciai da dietro, per tirarlo con forza verso di me.

"Torna in te, Silent!", dissi. "Guardami!"

Gli presi il viso fra le mani per costringerlo a guardarmi. Nel nero delle sue pupille potevo vedere la Bestia demoniaca che rischiava di sopraffarlo. "Sono qui, sto bene", gli sussurrai. "Ricordati chi sei. Riprendi il controllo"

Finalmente le sue pupille tornarono normali, così come il respiro e la sua espressione.

"Guardalo...", gli dissi, indicando il nostro nemico.

Era totalmente sopraffatto. Sdraiato per terra osservava Silent con puro terrore, mentre il petto gli si alzava e abbassava a ritmo spasmodico.

"Guardagli gli occhi", dissi. "Non sono rossi"

Vidi Silent trattenere il fiato, mentre la consapevolezza si faceva largo sul suo viso.

"E' un essere umano", confermai. "Probabilmente il vampiro che cerchiamo ha tentato di fuorviarci. Non è lui il nostro nemico, ma una pedina che il Conte ha privato della sua volontà"

"Un servo umano", mormorò Silent. "Mi dispiace, Sun"

"Non fa nulla. Anche io c'ero cascata, all'inizio. Prendi la piccola, io lo aiuto a rialzarsi"

Adam si accartocciò contro la parete, ma quando gli porsi la mano la prese, esitante.

"Dove... Dove mi trovo?", domandò.

"Stai tranquillo", dissi. "Ti poteremo fuori di qui"

L'incantesimo del conte aveva perso effetto su di lui.

"Silent!", chiamai.

"Eccoci!"

Apparve subito al mio fianco con la bimba fra le braccia.

"Aiutalo, dai la bambina a me"

Un'altra risata. Questa volta fredda e spettrale. Così indiscutibilmente ultraterrena che mi fece gelare il sangue nelle vene.

"Ma come, ve ne andate di già?"

Quella era la voce che mi aspettavo. La voce di un vero vampiro. Oscura, malsana e carica di...potere. Era come se l'oscurità si facesse più densa, intorno a quella voce.

"Silent...", disse ancora la voce. "Erano secoli che desideravo incontrarti. Così finalmente potrò vendicarmi di te, Silent il Traditore"

La voce si fece più vicina e potei distinguere la figura del Conte stagliarsi nella poca luce. Alto, bello e spigoloso. Il profilo del suo volto era lungo, il fisico alto e flessuoso.

"Ti sei fatto addomesticare da una semplice umana, Silent?", domandò, gli occhi rossi sfavillanti di furore. "Quanto in basso sei caduto, tu che un tempo dominavi le Orde dell'Ade?"

"Non ti azzardare a toccarla, Conte", sibilò Silent in tutta risposta, mettendosi fra me e il vampiro.

Questi sorrise, sardonico, e in un soffio le piccole sorgenti di luce create da Silent svanirono. Nel buio riecheggiò un'altra risata.

Maledizione!



Commenti

pubblicato il 14/07/2010 18.20.52
Kitsune, ha scritto: Avvincente!continua...
pubblicato il 14/07/2010 18.59.03
Raggiodisole, ha scritto: uau.. si parla di vampiri.. allora devo leggermi tutti i capitoli precedenti ...............vadooooooooo!!
pubblicato il 14/07/2010 19.33.02
akire, ha scritto: Ah ah, eccoli i retroscena..vai avanti.
pubblicato il 16/07/2010 14.01.39
atena1, ha scritto: complimenti bel racconto

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