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lavoro pubblicato martedì 13 luglio 2010
ultima lettura giovedì 10 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sunrise! (cap 2)

di fiordiloto. Letto 832 volte. Dallo scaffale Fantasia

Mattino presto. Sun si allena da sola su una collina vicino al monastero. Una mattinata apparentemente tranquilla, che verrà poi sconvolta da un'improvviso ordine della Sorella Suprema. Cosa succederà?..

MISSIONE!

Era di primo mattino. Il vento freddo mi soffiava sulla faccia, mentre nella solitudine del silenzio che precede il risveglio me ne stavo a contemplare l'orizzonte. Non c'era ancora traccia dell'alba, ma il suo sentore si avvertiva nell'aria. Mi piaceva allenarmi a quell'ora. Appena sveglia la mia concentrazione era al massimo. Stavo cercando un modo per dividere il mio scudo, allontanarne da me una parte e proteggere me stessa insieme. Ma per quanti sforzi facessi, non avevo ottenuto il minimo risultato.

"Già sveglia?", domandò una voce allegra.
Mi voltai. Sapevo chi era.

"Buon giorno, Silent!"

Mi raggiunse con il suo solito sorriso, gli occhi color viola ghiacciato puntati nei miei. Il vento fece ondeggiare i suoi lunghi capelli blu elettrico, legati in una treccia. Conoscevo il suo viso come il mio. Era indiscutibilmente non umano, e indiscutibilmente bellissimo.

"'Giorno", rispose.

"Mi piace il mattino", dissi.
"Anche a me. Tutto è in potenza, carico di energia, come la quiete prima del principio"

"Parli come se l'avessi visto. L'inizio del mondo, intendo"

"Non sono così antico", mi blandì.

Dall'altra parte dell'accampamento, oltre la collina su cui ci trovavamo, cominciarono a sentirsi i primi rumori: metallo che cozzava contro altro metallo.

"Deve essere Shelder", disse Silent. "Si è già messo all'opera!"

"Il nostro fabbro è instancabile! Mi chiedo se non stia lavorando a qualche sua nuova diavoleria"

"Perché non andiamo a fargli visita?", propose. "Sarà divertente fare colazione con lui"

Accettai. Mi piaceva parlare con il nostro fabbro. Proveniva dal popolo della sabbia. Aveva sempre vissuto nel deserto, perciò aveva sempre qualche bella storia da raccontare. Il suo grembiule pesante era perennemente macchiato, la sua pelle scura come cioccolato era liscia come quella di un bambino e completamente priva di peli, fatta eccezione per due enormi baffi neri. Quando arrivammo alla sua fucina, ci accolse con un gran sorriso.

"Ragazzi! Sempre svegli di buon mattino?"

"Ciao, Shelder!", lo salutai. "Ti sei alzato da poco o hai passato la notte lavorando a qualche progetto?"

"Ci hai preso, ragazza!", esultò, fiero di sé. "Sono quasi riuscito a mettere a punto un nuovo tipo di metallo che brilla alla presenza dei demoni"

"Un metallo che brilla in presenza dei demoni?", domandò Silent, interessato. "Posso darti una mano?"

"Insomma, ragazzo!", esclamò lui, bonario. "Parli sempre in modo pacato e irreprensibile, aiuti nelle faccende domestiche e mi dai una grande mano qui alla fucina! Si può sapere che razza di demone sei?"

"Sei gentile, Shelder. Ma per quanto io faccia le altre Sorelle mi vedono sempre come una minaccia e mi trattano con diffidenza. Solo Sunny mi è amica"

"Si abitueranno a te", gli assicurai. "Devi solo dar loro un po' di tempo"

"Sun ha ragione!", concordò Shelder. "Ciò che è diverso fa paura, ma tu hai avuto una gran fortuna a incontrare qualcuno che sa vedere con gli occhi del cuore, dico bene?"

Sparì dietro una pesante tenda rossa, per tornare un minuto dopo con un grande vassoio fra le mani. "Piuttosto, avete fatto colazione? Vi vanno tè e biscotti? Li ha fatti Sorella Leony, sono squisiti!"

Ne presi uno. Erano morbidi e affondati nel miele.

Deliziosi.

Facemmo colazione in quell'atmosfera serena, discutendo la possibilità di combinare il metallo con le proprietà luminose della roccia delle colline sulle quali si ergeva il nostro tempio. Le Colline della Luna.

"Sorella Sun! Sorella Sun!"

Qualcuno arrivava in fretta dal corridoio, chiamando il mio nome.

Spalancò la tenda ed entrò. Era sorella Iris.

"Sorella Sun!", esclamò quando mi vide. "Tu e il tuo assistente siete desiderati dalla Sacerdotessa Suprema"

E ti pareva! Possibile che non potessimo mai avere un attimo di pace?

"Ha detto che è urgente!"

"Di alla Sacerdotessa che saremo da lei fra un minuto, Iris"

"D'accordo!"

La pace del mattino era piacevole. Ma il tempo vola in un lampo quando si sta bene e in compagnia. Sembrava trascorso solo un minto, e per noi era già tempo di metterci all'opera.

Sarei mai riuscita a far colazione in santa pace?

***

L'ufficio della Sorella Suprema era piccolo ed essenziale. Una scrivania, un calamaio con abbinata penna d'oca, un caminetto e una libreria. Lo avevo sempre trovato accogliente, ma un po' troppo serio per i miei gusti.

La Somma Sacerdotessa ci osservava da dietro il tavolo con le mani giunte dinnanzi al viso e l'espressione solo leggermente ansiosa.

"Che succede, Sorella Suprema?", domandai oltrepassando la soglia.

"Benvenuti, ragazzi", ci accolse. "Vi ho fatti chiamare perché è arrivata una richiesta urgente dal borgomastro del villaggio. A quanto pare, sua figlia è stata rapita"

"Rapita!?", esclamò Silent, incredulo. "E da chi?"

"E' un vampiro. Un morto che cammina!"

"Non si preoccupi, Sorella!", assicurò. "Sapremo cavarcela. I vampiri sono pane quotidiano per noi!"
Guardando l'espressione della donna che mi stava di fronte, capii che non sarebbe stata così semplice.

"Non è un vampiro ordinario, dico bene'", domandai, non del tutto sicura di voler conoscere la risposta.

Come temevo, lei fece un cenno affermativo.

"Si tratta di un Conte, uno ai posti più alti fra le gerarchie vampiriche"

"Un livello B", mormorai.

"Esatto. Non è escluso che qualcuno al di sopra di lui non protegga il castello. Fate attenzione, ve ne prego"

"Ma perché proprio la figlia del Borgomastro? Perché non ha assalito una donna in età da marito, come fanno sempre?", domandò allora Silent.

"Non so risponderti, purtroppo", ammise la sacerdotessa. "Andate, avete tempo solo finchè non cala il sole, dopodiché il vampiro acquisirà la sua forma notturna e voi sarete alla sua mercè"

Maledizione! Non mi capitava spesso di avere a che fare con mostri di livello B. I più appartenevano alle schiere più basse. Pedine totalmente sacrificabili, come quello che ci aveva attaccati il giorno prima. Aveva detto che se fosse tornato senza la pelle di Silent chi lo aveva mandato lo avrebbe ucciso di sicuro. A chi si riferiva? Feci questi pensieri nell'arco di un secondo, ma aspettai che fossimo da soli in corridoio per esporre a Silent i miei timori.

"Dobbiamo stare attenti. Qualcuno potrebbe voler ingaggiare i vampiri per ucciderti, Silent. Non è escluso che anche il rapimento della figlia del Borgomastro potrebbe essere un espediente per attirarci in trappola. Non dobbiamo dimenticarci che ci troviamo nel bersaglio di un nemico potente e misterioso, che non ama giocare pulito"

"Attirarci? Ci troviamo?", mi fece eco. "No, Sunny, tu non sei il bersaglio di nessuno. E' solo mia la colpa, sono io quello che cercano. Sono un demone, ma ho tradito la mia specie molti anni fa. Per questo ce l'hanno con me. Inoltre, gli umani mi detestano perché sono diverso. Provano paura e risentimento nei miei confronti. Ci sono molte persone che vorrebbero liberarsi di me, e non sappiamo se chi ha ingaggiato i vampiri sia un demone oppure umano. Tu però puoi chiamartene fuori in qualunque momento. Se è me che vogliono, preferisco andare ad affrontarli da solo"

"Non dire sciocchezze!", lo zittii. "Sei il mio partner, giusto? Non li voglio neanche sentire questi discorsi. Andiamo adesso. Abbiamo poco tempo"

Eravamo pronti all'azione. Se quel Conte vampiro aveva usato una bambina come esca per noi, non sapeva con chi aveva a che fare. Se era Silent il suo bersaglio, avrei fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggerlo. Parola di Artemide!



Commenti

pubblicato il 14/07/2010 9.26.33
akire, ha scritto: Si chiude con il suono della fanfara. Cosa accadrà poi?
pubblicato il 14/07/2010 10.36.28
Kitsune, ha scritto: Cosa accadrà poi? siamo ora in due a chiedertelo!

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