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lavoro pubblicato domenica 11 luglio 2010
ultima lettura domenica 13 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sunrise! (cap 1)

di fiordiloto. Letto 577 volte. Dallo scaffale Fantasia

LA SACERDOTESSA E IL SUO ASSISTENTE! Non era decisamente una delle mie serate migliori.Faceva un freddo cane, e il pesante giubbo...

LA SACERDOTESSA

E IL SUO ASSISTENTE!

Non era decisamente una delle mie serate migliori.
Faceva un freddo cane, e il pesante giubbotto che indossavo non bastava a ripararmi dalla tormenta di neve. Battevo letteralmente i denti, ma non era questo il mio problema. Il guaio peggiore stava in mezzo a me e al mio assistente, Silent, indeciso su chi dei due attaccare per primo. Un vampiro... La Somma Sacerdotessa del mio ordine ci aveva mandati ad eliminarlo, ed eravamo in fase di stallo, ma era una cosa a cui bisognava abituarsi. Le sacerdotesse di Artemide avevano deciso di combattere il male in prima linea ed io, dotata com'ero di poteri soprannaturali, volevo dare il mio contributo. Il mostro mi fissava, con quegli occhi di un rosso così ardente da essere quasi abbagliante. Le labbra tirate, a mostrare una tagliola di denti acuminati come rasoi.

"Non riuscirete a farla franca", ringhiò.

"Questo lo dici tu, vampiro", rispose Silent. "Siamo venuti ad eliminarti su ordine del Monastero della Luna"

"Le figlie di Artemide non potranno mai battermi", rispose il mostro, isterico. "Io non mi lascio catturare così facilmente"

"Allora scegli", lo zittii io. "Sai che uno solo di noi è vulnerabile ai tuoi attacchi. La domanda che devi porti, demone, è...chi?"

"Non ho bisogno che tu me lo dica!", sbottò. "So chi sei, Sorella Sun. Il tuo scudo magico ti avvolge come una seconda pelle, rendendoti praticamente immune a qualunque attacco"

"Corretto", confermai. "Saprai anche che ho la facoltà di separare lo scudo da me, per avvolgerlo intorno alla persona che desidero proteggere. Non puoi attaccarci entrambi, e lo sai. Se ti scagliassi contro colui che è protetto dallo scudo falliresti, dando all'altro l'occasione di finirti. L'alternativa è arrenderti"

"Questo è semplice, Sorella. Io non posso arrendermi in nessun caso. Colui che mi manda mi ucciderà se torno senza la pelle del tuo assistente. Perciò la decisione è presto presa"

"Allora scegli", intervenne Silent. "Attacca uno di noi, e fai in fretta!"

Gli occhi del demone saettarono da me a lui. Ebbe un attimo di esitazione, poi scattò. Quasi invisibile, tanto era veloce.

Le sue dita artigliarono l'aria, vicinissime al viso di Silent. Ma lo scudo baluginò e rispose al colpo, cacciando il demone all'indietro con un'esplosione di luce. Mentre subiva il contraccolpo, alzai l'arco e la freccia che tenevo incoccata e scoccai. Un sussurrò breve, poi un tonfo attutito. Il corpo pallido del mostro era caduto sulla neve, privo di vita.

Mi avvicinai con circospezione, per assicurarmi che non ci fosse davvero più nessuno in quella carcassa. La tastai con la punta dell'arco, e udii i passi di Silent alle mie spalle.

"E' morto, Sunny"

"Per fortuna", sussurrai. "Non darà più fastidio agli abitanti del villaggio"

Accennò un sorriso. "Un vampiro è sempre un bel problema"

"Già", concordai, osservando la bocca ancora digrignata del demone. I suoi denti acuminati luccicanti anche nella morte.

"Sei stata una sciocca", mi rimproverò il mio amico. "Non avresti dovuto proiettare lo scudo su di me, ma tenerlo per proteggere te stessa. Se avesse attaccato te saresti rimasta priva della tua difesa..."

"Non sarebbe successo", lo interruppi, stanca ma soddisfatta. "Vedi, io non tenevo lo scudo intorno a te, né a me, se è per questo. Non stavo proteggendo nessuno, in quel momento. Lo tenevo in alto fra di noi. Non appena il demone avesse attaccato, ero pronta a proiettarlo sul suo bersaglio in un nanosecondo!"

La fortuna degli scudi magici è che sono invisibili. Altrimenti il mio trucchetto non avrebbe mai funzionato. Nessuno può sapere chi io stia proteggendo, né dove si trovi lo scudo, a meno che non sia io a deciderlo.

"Ottimo lavoro, collega", esclamò allora Silent. "La Sacerdotessa Suprema sarà fiera di noi!"

"Lo spero", dissi, alzando lo sguardo sulla foresta innevata che ci circondava. "Andiamo via da qui. Sono stanca, e abbiamo ancora del lavoro da fare"

"Hai ragione"; concordò. "Anche se non avverto mostri nelle vicinanze"

"Sei un demone"; osservai. "I tuoi sensi super sviluppati ti permettono di percepire i tuoi simili, ciononostante... meglio non abbassare la guardia"

Fece un cenno affermativo e ci avviammo. Il tempio era lontano, e io avevo una voglia matta di tornare a casa. Mentre ci avviavamo per la montagna solitaria, sentii il mio scudo avvolgermi come una coperta familiare.

***

Avvolta nella penombra familiare della mia stanza, affondai le mani in una tinozza d'acqua. Il calore bollente fece bene alle mie dita intirizzite. Ne approfittai per sciacquarmi ben bene e per osservare il mio riflesso. Sul bordo dell'acqua comparve un volto pallido, su cui dominavano occhi allungati e verdi. Sarei potuta passare per una del popolo delle montagne, se i miei capelli non fossero stati neri come ali di corvo. Li spostai su una spalla e tirai un profondo sospiro. Nello stesso istante, una mano tiepida e familiare mi si posò sulla schiena.

"Somma Sacerdotessa!", esclamai.

Sorrideva dolcemente, come suo solito. Era piccola e minuta, ma la sua presenza suscitava comunque un grande rispetto. Parlava sempre a tutti con voce pacata e grandi sorrisi, anche nelle situazioni peggiori. Era questo che la rendeva tanto grande ai miei occhi.

"Sospiri, Sun? Qualcosa non va?"

"Assolutamente no", assicurai, mentre mi ricomponevo. "Ha già avuto il mio rapporto"

"Sì, l'ho letto", assicurò lei. "Tu e il tuo assistente siete stati efficaci e tempestivi"

"Grazie"

"Non è la missione di stasera che mi ha spinta a venire a cercarti", ammise, in tono più serio. "Ci sono delle cose di cui vorrei discutere con te, se non sei troppo stanca"

"No", dissi. "L'ascolto"

Sorrise, e si sedette sul bordo della mia branda, facendomi segno di accomodarmi accanto a lei.

"Come va col tuo assistente?", domandò

"Silent è in gamba. Mi è stato di grande aiuto oggi"

"Nonostante sia diverso da noi, tu non lo ritieni tale, dico bene?"

"Silent non si comporta come gli altri demoni", asserii. "C'è bontà, in lui, e lealtà. Anche se le altre sorelle non si fidano di lui, io so che non ci tradirebbe mai"

"E' proprio di questo che volevo parlarti, mia cara. Sono un po' preoccupata"

"Per cosa?"

"Per il modo in cui lo guardi"

La guardai senza capire.

"Vedi..."; mi spiegò. "E' naturale che fra due partner che lavorano fianco a fianco finisca per instaurarsi una certa affinità e sintonia. Ma quel ragazzo...tu provi affetto per lui, non è vero?"

La Somma Sacerdotessa non pronunciava mai il nome di Silent. In sua presenza si rivolgeva a lui dandogli del "Tu", mentre quando parlava di lui diceva: "Il tuo assistente", o semplicemente "lui". Capivo la sua diffidenza verso i demoni, ma la ritrosia che tutti avevano per Silent mi dava sui nervi.

"Silent non è solo un caro amico", mormorai. "E' uno spirito affine e io mi fido di lui. Da quel giorno...quattro anni fa... lui è diventato la mia sola famiglia"

"Lo so", disse lei, comprensiva. "Ma ci sono cose a cui devi fare attenzione, mia cara". Il suo tono divenne nuovamente dolce e un po' ansioso, come quello di una madre. "Sai bene che il tuo potere ti appartiene solo finchè la tua virtù rimane intatta, come quella di tutte noi Sorelle. Se l'affetto che provi per quella creatura sbocciasse in qualcosa di diverso e tu ti lasciassi andare..."

"Perderei ogni possibilità di difendermi", conclusi. "Non si preoccupi, Somma Sacerdotessa. Lei è la Sorella Suprema, e sa perfettamente perché mi sono arruolata fra le combattenti del Monastero della Luna. L'amore non fa parte dei miei pensieri, al momento"

"Lo immaginavo", sospirò lei, sempre materna. "Non dimentichi mai il tuo obiettivo. C'entra con Davon, vero?"

Mi rabbuiai. Pensare al mio fratellino mi riportava sempre alla notte di quattro anni prima. Quell'orribile notte di luna piena in cui era scomparso.

"Ieri notte l'ho sognato", confessai. "Eavamo ancora alla scuola elementare e lui sorrideva correndomi incontro. Scoppiava di salute. Avrei tanto voluto..."

Non riuscii a terminare la frase. Mi limitai a stringere con forza due lembi della mia casacca ed enisi un lungo sospiro.

"Non deprimerti, Sun", sorrise la Sorella Suprema. "Non è da te! Vedrai...riuscirai a ritrovarlo"

Sì, mi dissi. Il mio fratellino era stato rapito quattro anni prima, la stessa notte in cui erano morti i nostri genitori. E da quattro anni, io non avevo mai smesso di sperarlo.

Ti ritroverò, Davon. Costi quel che costi!



Commenti

pubblicato il 11/07/2010 22.42.28
Kitsune, ha scritto: Continua, continua..Questa ha tutte le carte in regola per essere una bella soria fantasy..^^
pubblicato il 12/07/2010 0.03.29
akire, ha scritto: E' fantasy fantasy, alla Licia Troisi.. vediamo che succede poi. E grazie come sempre dei bei complimenti XD

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