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lavoro pubblicato venerdì 9 luglio 2010
ultima lettura mercoledì 20 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il richiamo

di Nefti. Letto 609 volte. Dallo scaffale Viaggi

Mi hai chiamata. Il tuo richiamo è venuto da lontano, un sospiro che ha oltrepassato i secoli e, quando ho compreso chi eri, un brivido intenso, caldo, come la bionda sabbia, ribollente, del deserto, ha attraversato il mio corpo. La tua voce, in...

Mi hai chiamata.

Il tuo richiamo è venuto da lontano, un sospiro che ha oltrepassato i secoli e, quando ho compreso chi eri, un brivido intenso, caldo, come la bionda sabbia, ribollente, del deserto, ha attraversato il mio corpo.

La tua voce, in un fruscio di fronde di palma smosse dal vento, è giunta chiara e suadente, foriera di straordinarie delizie e dolci promesse sino a me.

Mi hai lusingata con languide carezze fino a cingermi in un abbraccio vigoroso che solo la risolutezza divina avrebbe potuto sciogliere.

Sono accorsa al richiamo per carpire la tua più intima essenza, a danzare al tuo cospetto accompagnata dai sistri regali.

Per ritrovarti ho seguito la millenaria scia di Orione le cui stelle, remote, ancestrali e lucenti hanno guidato il mio ritorno sul percorso che, da sempre, tu avevi tracciato per me.

Mi sono chinata al tuo cospetto, flessuosa come stelo di papiro. Stordita dalla palpitante energia che dai primordi gorgoglia, vitale, nel tuo corpo florido e sinuoso.

Ho carezzato con i miei occhi, il tuo volto rugoso al calare del sole e ho goduto la freschezza dei tuoi baci sulle palpebre ancora assonnate, in un'alba dorata.

Sono giunta recandoti la mia anima in dono, ma tu mi hai accolta con un sorriso paziente e birichino: sapevi che era già tua.

Abbiamo fuso i nostri corpi in oasi rigogliose come Antonio e Cleopatra, amalgamato le nostre menti come Iside e Osiride, confuso i nostri aliti come Ramesse e Nefertari...

Ho lasciato le mie impronte sul tuo petto virile: Karnak, Luxor, Philae e trattenuto il fiato quando hai trasformato il sogno in realtà ad Abu Simbel.

Mi hai chiamato, o Nilo, ed io ho versato nel tuo corso imperituro lacrime di felicità.

Bevendo alla tua fonte mi hai resa immortale e il tuo richiamo, come un prezioso geroglifico, rimarrà ad eterna memoria scolpito nel mio cuore

Un sorso di vita che, prepotente come la forza del tempo, ci avvince e annulla le nostre volontà, si trasforma in un palpito antico e presente, in un ricordo remoto e attuale.

Il tuo richiamo venuto da lontano, lentamente, come un'eco si spegne, danzando nel cuore.

Non è un addio ma un saluto d'amore, una promessa d'innamorati perché ne sono certa, non potrà finire qui, non ora, che ti ho ritrovato.

Prima o poi le nostre strade, per giorni o magari solo per ore, torneranno a scorrere parallele ed io riuscirò ancora a perdermi nel colore ambrato della tua serica pelle o lungo i sentieri polverosi sui quali, immutabili sentinelle, vegliano le Piramidi e la Sfinge.

Ho risposto al tuo richiamo, Egitto di Ra, di Ammon e di Horus ed ora che sono lontana dal tuo corpo accogliente e materno ne riassaporo con nostalgia il ricordo, delizioso come l'ambrosia racchiusa nei datteri, perle della tua rossa terra e l'aroma inconfondibile e penetrante delle tue spezie di originaria memoria.



Commenti

pubblicato il 09/07/2010 11.30.36
PaoloV, ha scritto: Ma non doveva essere posta nello scaffale viaggi! Questa è una poesia,un'elegia bellissima che attraversa con le sue parole d'ombra e di fuoco i millenni che ci separano dallo sguardo della Sfinge e la sabbia del deserto,un mare di niente e di mistero. Complimenti

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