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lavoro pubblicato mercoledì 7 luglio 2010
ultima lettura lunedì 29 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Clementine

di sharpiolina. Letto 802 volte. Dallo scaffale Generico

"C'è qualcosa che rimpiangi di aver fatto?" "Si, tante cose." "E qualcosa che rimpiangi di non aver fatto?" "...

"C'è qualcosa che rimpiangi di aver fatto?"
"Si, tante cose."
"E qualcosa che rimpiangi di non aver fatto?"
"Si."
"Cosa non hai fatto?"
"Come?"
"Si. Cosa non hai fatto?"
"Perchè mi chiedi cosa non ho fatto e non quello che ho fatto?"
"Perchè quando ti ho chiesto cosa non hai fatto la tua risposta è stata diversa."
"Perchè non ho detto 'parecchie'?"
"No, perchè era una risposta carica di tristezza."
Clementine guarda Alex. Sta aspettando una risposta, impaziente.
"Beh, alcune cose."
"Quali cose?"
"Non ti sembra di essere invadente?"
"No. Vorrei solo che ti aprissi con qualcuno, per una volta soltanto."
"Ma..."
"Si, lo so. Non ti fidi delle persone. Ma dimentichi che sono un ragazzino. Clementine, ci sono più possibilità che sia tu a farmi del male che io a farne a te. Non sono io quello armato, nè quello adulto."
Clementine sorride.
"Allora, rispondi?"
"Rimpiango di non aver detto una cosa che avrei dovuto dire."
"E non puoi dirla ora?"
"La persona a cui l'avrei voluto dire non è qui."
"Valla a cercare."
"Non posso."
"Perchè? Io non scappo, promesso."
Sorride.
"Non sei tu il problema. Vedi Alex, quella persona è morta."
"Ah. Scusa, non lo sapevo."
"Non ti preoccupare."
"E l'altra cosa qual'è?"
"Come?"
"Si, l'altra cosa che non hai fatto?"
"E perchè pensi ci sia dell'altro?"
"Perchè hai ancora lo sguardo perso. Clementine, anche mia sorella aveva il tuo stesso sguardo. Un mese dopo è morta. Io rimpiango di non essere andato da lei e di aver fatto quello che sto facendo con te. Vorrei solo non commettere lo stesso errore."
"Alex, hai detto che io sono l'adulta?"
"Eh? Si. Ma che significa?"
"Io sarò anche adulta, ma qua quello saggio sei tu. Io non voglio avere in ostaggio un saggio."
"Non mi mandare via. Non lasciarmi libero."
Clementine guarda sorpresa Alex.
"Non vuoi andare a casa?"
"Voglio stare con te."
"Perchè?"
"Perchè, oltre mia sorella, io non ho nessuno."
Alex abbassa lo sguardo.
Clementine ride.
"Tu vuoi fidarti di una donna armata? Tu vuoi rimanere con una donna che ti ha preso in ostaggio?"
"Si, perchè preferisco stare con una donna che potrebbe uccidermi che rimanere solo. Tu rimpiangi di non avermi lasciato in quel vicolo, vero?"
"Non è questo."
"E allora dimmi cos'è."
"Rimpiango di non aver mai trattenuto le persone che amavo. Rimpiango di non aver mai detto loro di amarle, di non avergli mai dimostrato quanto fossero importanti per me. Rimpiango di essermi creata la mia solitudine."
"E loro sono andate via?"
"Si, mi hanno odiata."
"E ti hanno mai chiesto perchè non facevi tutto questo?"
"No, sono andate via quando hanno capito che non sarei cambiata. Hanno fatto bene."
"Vuoi dire che tu hai fatto bene a non fidarti di loro?"
"Che vuoi dire?"
"Clementine, fidarsi delle persone fa male. Alcune volte, però, bisogna farlo. A volte ne abbiamo bisogno."
"Non servirebbe, le persone andranno sempre via da me."
"Io non andrò via."
Alex la guarda e sorride.
"Clementine, fidati di me."
"Ragazzino, ma ti senti bene?"
"Si, mai stato meglio."
"Ok, fidiamoci."
Alex sorride.
"Allora dammi la pistola."
Clementine sorride.
"Tieni ragazzino, mettila a terra, dietro quel bidone."
Alex prende la pistola. La guarda e la stringe fra le mani.
"Clementine, mi dispiace."
"Di cosa?"
"Di averti usata."
Un colpo di pistola impedisce a Clementine di rispondere.
Il sangue di Alex schizza sui suoi vestiti.
Clementine ride.
"Scusa se ti ho usato io."
Silenzio.


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