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lavoro pubblicato sabato 26 giugno 2010
ultima lettura martedì 10 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 1026 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quello strano e ilare attacco di isteria fu la prima e ultima volta in cui le due streghe, per quei tempi lontani, si concessero di andarsi andare d...

Quello strano e ilare attacco di isteria fu la prima e ultima volta in cui le due streghe, per quei tempi lontani, si concessero di andarsi andare dimenticandosi completamente di se stesse e dei loro casini magici e non. Fu salutare, questo lo riconobbero: era servito come valvola di sfogo alleviando stress e tensioni. Ma non ridevano quella sera stessa mentre, stravaccate sul letto di Erica, pensavano a una linea strategica per l'imminente battaglia. Come due abili guerriere conoscevano il nemico e consideravano debolezze e virtù di queste per attaccare, sfondare battere in ritirata.

"Hai notato quella che non spiccica parola, Ester? Dopo Babette credo sia lei la più forte, e manda avanti le altre usandola come jolly".

"Ricevuto. Quella la prendo io".

Andarono avanti così per un bel po' finchè non furono interrotte da un rumore alla finestra, un sassolino che rimbalzava sul vetro. Erica si affacciò e sorrise deliziata. Il suo Robert l'aspettava di sotto come un romantico e un po' scontato Romeo, con in mano dei fiori.

Sara s'alzò avendo già intuito l'antifona. "Ci vediamo domani, Erica" salutò uscendo. Domani, quando tornerete sul pianeta Terra. Incrociò il Cacciatore che trasognato la salutò a malapena.

Tornando a casa riflettè sull'amore in generale, e su l'effetto che faceva a quei due campioni che aveva avuto la delicatezza (e furbizia) di lasciar soli. Cosa ne poteva sapere lei, in fondo? Di amore conosceva solo quello innato e un po' contorto fra membri stretti di una stessa famiglia, e che rende ancora più dolorose le loro dipartite. Su quello non aveva dubbi ma per il resto.. si chiedeva fra due persone, non importa quali, finora sconosciute e anonime scattava quella specie di sentimento che le faceva diventare inseparabili. Per un po'. Mai provato sulla sua pelle finora.

La osservò camminare languidamente con la mente persa chissà dove. Era anche più bella vista così, ignara della sua demoniaca presenza appollaiata sul ramo di quel grosso albero. Dal loro ultimo incontro l'aveva seguita dovunque andasse attento a non farsi mai scoprire, comportandosi come uno di quei.. come li chiamavano? Maniaci? Non ricordava i parametri umani e faceva a modo suo.

La ragazza rientrò in casa e Yasha sapeva che avrebbe salutato la madre, se era in casa, per poi salire di sopra e prepararsi per andare a dormire. Ma prima, un'occhiata alle sue rose. Aveva piantato in vaso delle rose rosse, rosso scuro e grandi come tazze da the, e ogni sera sul balcone della sua stanza le controllava rimanendo per un po' lì senza far nulla. Erano quelli i momenti che entrambi preferivano, per la pace intrinseca simile alla calma nell'occhio del ciclone. Si assestò meglio sulla sua posizione e per poco non cadde giù di schianto non appena vide Sara apparire seduta accanto a lui. Gli sorrideva.

"Immagino che tu sappia perché sono qui" attaccò la giovane strega. Il volto di quell'essere era piegato in un incredulo stupore che davvero non gli si addiceva, e che lo faceva somigliare a un clown. Non lo dava a vedere ma gongolava come non mai.

Il bestio si ricompose, o almeno ci provò, nel suo aplomb demoniaco. "Cosa ci fai qui?" sibilò.

"Esco per andare a scuola un giorno e mi accorgo di qualcosa come un formicolio dietro la nuca, sai, una cosetta fastidiosa a cui non ho dato troppa importanza. Poi si presenta ancora. E ancora, e ancora finchè non scopro che quello eri tu, bestia maledetta, che mi spiavi e seguivi dappertutto". Il sorriso teneva ancora sulla bocca e lì si fermava. "Così oggi ho deciso di andare a trovare questo demone guardone".

"Sei diventata brava" rispose lui. "Anche troppo".

Lei lo fissava ora con sguardo vagamente scettico. Il sorriso era scomparso. "Dammi una spiegazione plausibile prima che ti mostri quanto sono diventata brava a prenderti a calci".

A quelle parole Yasha scoppiò a ridere, di cuore. Era bella la sua risata, cosa strana per un demone. Così musicale. Ma non si lasciò incantare, incrociò le braccia al petto e attese che finisse lo show.

Dopo un po' il demone si voltò verso di lei. "Scusa" disse. Fece passare qualche altro minuto per ricomporsi, si passò una mano sul viso e si accorse delle lacrime scivolategli dagli occhi. Per poco non riscoppiò a ridere ma si trattenne. "E hai ragione ma lo sai? Una ‘spiegazione plausibile' non c'è, Sara. Se per tutto questo tempo ti ho tallonata non lasciando mai che tu mi sfuggissi l'ho fatto per neanch'io so cosa". Suonava fiacca ma era la semplice verità, un dono apprezzabile se uscito dalla bocca di un mostro.

Rimasero per un po' in silenzio. "Quello che fai.." disse poi Sara. "Mi fa pensare a una specie di psicopatico, quello da ordinanza restrittiva oppure, e questo è proprio assurdo..".

"Cosa?".

"..a un innamorato. Morboso, per giunta. E questo è proprio assurdo no?".

"Forse non tanto quanto pensi" rispose lui per poi pentirsene all'istante. Come gli era venuto in mente? Non poteva mordersi la lingua? Gli umani fanno questi errori, gli umani, non io. Non io!

Sara lo guardava con tanto d'occhi. "Senti, ora devo andare" disse.

"Aspetta un attimo..".

"No, io.. devo dare un'occhiata alle mie rose, sai.. Ma certo che lo sai. Beh, allora ciao".

Sparì in fretta e furia lasciandolo lì tutto solo.



Commenti

pubblicato il 26/06/2010 18.11.15
fiordiloto, ha scritto: E noi lo aspettavamo con ansia!!!!!!!! Grande Akire! =) Sempre piena di fantasia =)
pubblicato il 29/06/2010 14.12.59
mirketo, ha scritto: Scusa per il ritardo...Per un breve periodo mi sono staccato dal computer.Comunque concordo con Akire,hai un immaginazione incredibile.Quando credo che le sorprese siano finite mi stupisci con nuove.Bravaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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