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lavoro pubblicato martedì 22 giugno 2010
ultima lettura martedì 10 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

COGITO (non necessariamente sono)

di Lq. Letto 604 volte. Dallo scaffale Pensieri

Ora è la quiete. Tutto il silenzio in queste mura, in queste ossa, in questo me. Lo sento, vividamente, sulla mia pelle. Lo temo ed inspiegab...

Ora è la quiete.

Tutto il silenzio in queste mura, in queste ossa, in questo me. Lo sento, vividamente, sulla mia pelle. Lo temo ed inspiegabilmente lo amo. Un irrazionale passione a cui non ho la forza di dire no.

Forse non lo voglio. Bramo così intensamente il suo tocco che non vi so rinunciare. Il saperlo qui, è una conquista. La consapevolezza di aver raggiunto l'oblio mi riempie di gloria. Tutta una vita pare allora finalizzata a quel singolo istante, in cui ci si fa nulla e si torna ad essere, finalmente.

Ed io sono. Oggi sono. Nel mio voler non essere sono.

Ho imparato ad isolarmi dalle bocche velenose e dalle menti inquinate. Da quel vorticoso mare di giudizi che mi sono stati donati e scagliati. Le ferite che mi hanno procurato non si curano nemmeno con il silenzio.

In quei finti sorrisi si riscopre la verità. La verità dei folli. Meglio banchettare tra i folli che tra i sani. I sani hanno catene pesanti ed organi gonfi; i folli hanno il mondo.

Sigillatemi la bocca in modo che non possa pronunciare nulla che urti la fragile sensibilità altrui. Donatemi la comprensione che non ho. Sono troppo egoista se ambisco ad avere una mia opinione. Le belle parole, che il mio sangue dispensa, devono bastare a costruire un tempo che verrà. Ambisco ad un mio tempo ed un mio spazio. Soffoco nel silenzio delle vostre risposte. Non riesco più ha portare la maschera, si è fatta troppo pesante e mi sta trascinando giù, dove non ho mai osato guardare.

Essere inopportuno ed inadatto che ti annidi nello specchio esci e distruggi tutto. Quanti giorni devono passare prima che l'ipocrisia si spenga. Ho contato fino a dieci, ma non basta. Il mio veleno è antidoto del veleno del mondo. Sarò il primo a cadere ma non avrò ceduto, per questo avrò vinto. Non avrò gloria, non avrò futuro. Avrò me: sarà sufficiente.

Non vi invidio nulla. Il denaro, il sesso, la fama. Mi nutro di sogni e d'insulti.

Scappare sarebbe la soluzione a tutto. Rinascendo avrei una nuova consapevolezza di me. Sarebbe una nuova maschera in difesa di ciò che non conosco.

Se il silenzio fosse reale, dovrei interrompere ogni battito. Mi illudo del silenzio, come mi illudo di poter scegliere. Vivere a metà tra il mio mondo e il nostro non è sufficiente ed i compromessi non fanno per me. Quando il nuovo mondo si è aperto ho fatto troppe rinunce ed ora mi sento malato.

La pace delle nubi cariche di pioggia, che seguono correnti alte e irraggiungibili, pronte a riversarsi sulla terra. La distruzione in una piacevole giornata d'estate crea piacere agli occhi di chi commisera chi ha l'obbligo di divertirsi e rilassarsi.

Son diverso dal mio sangue. Non posso negarlo, è semplicemente inevitabile. Per questo è inutile scusarsi per tentare di cambiare. La creazione di un nuovo e diverso me creerebbe contraddizioni in un ambiente che ne è già saturo. Mi limiterò ad essere come son sempre stato, differente da ciò che gli altri vogliono.

Il sangue scorre ed io con esso. Il tempo se ne va ed io non lo inseguo. Il mio spazio è il nulla ed io ci sto discretamente bene. Non venite a disturbarmi, a meno che non siate silenzio.



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