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lavoro pubblicato giovedì 17 giugno 2010
ultima lettura domenica 24 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L’unico posto caldo

di matteo. Letto 496 volte. Dallo scaffale Pensieri

Stamattina il mondo è freddo. Freddo come la mia anima, potrei dire. Probabilmente lo direi se fossi uno scrittore da due soldi. Ma siccome non sono per nulla uno scrittore, non corro questo rischio.   Quando mi sono alzato le nuvole...

Stamattina il mondo è freddo.

Freddo come la mia anima, potrei dire.

Probabilmente lo direi se fossi uno scrittore da due soldi.

Ma siccome non sono per nulla uno scrittore, non corro questo rischio.

Quando mi sono alzato le nuvole scendevano fino a valle e oscuravano le montagne. E pioveva.

Ero certo fosse novembre, se il calendario non avesse insistentemente affermato che siamo in maggio. Non so se fidarmi.

Più tardi in ufficio avrei controllato su Google. Google non mente mai.

Naturalmente l’intento si perde nei 66 chilometri di viaggio che mi separano dal lavoro. Una cifra in meno del numero della bestia e poi potrei tranquillamente andare all’inferno.

O forse ci sto già andando.

Tutte le religioni si immaginano l’inferno come un luogo caldo.

Ma per me non è così. L’inferno è un luogo grigio, grigio e freddo.

L’inferno è andare tutti i giorni in un posto senza sapere perchè. Sapendo solo che devi farlo.

L’inferno è sentirsi soli quando si è circondati da persone.

L’inferno è la mancanza di relazioni.

L’inferno è vedere, parlare, sfiorarsi tutti i giorni senza mai essere realmente toccati da nessuno. Essere insieme ma separati.

Calpestare lo stesso suolo, soffrire gli stessi drammi, respirare la stessa aria.

E tuttavia rimanere soli.

Questo è l’inferno. Non entrare dentro nessuno. Nessuno che ti entra dentro.

L’inferno è freddo. È la mancanza, è l’assenza. L’inferno non ti dà nulla. Non può darti calore. L’inferno toglie, toglie e basta.

Succhia l’entusiasmo, succhia la vita, succhia il calore, succhia le emozioni.

L’inferno è un letto a due piazze occupato da una persona sola.

***

Esco per andare a mangiare in questa grigia mattina di novembre. Che in realtà dovrebbe essere maggio, ma tanto non ci crede nessuno.

È freddo.

È solo fuori o anche dentro?

L’inferno ha vinto o la battaglia è ancora in corso?

Entro nella mia auto. Mi avvolge con il suo asfissiante tepore.

Quell’odore di chiuso, di polvere e terra, di briciole, di fazzoletti soffiati, di chilometri di asfalto calpestati, di scarpe sudate, di musica rock a palla, di pianti e carezze.

Un intero mondo ruota attorno a quella sensazione di soffocante protezione.

Sembra la mamma. Mi sento bene nella mia piccola Modus.

Di tutto il Trentino, l’unico posto caldo.




Commenti

pubblicato il 17/06/2010 10.49.06
spitz, ha scritto: un apprezzamento e un caro saluto da...compagno di viaggio e...di Modus...
pubblicato il 17/06/2010 10.56.37
matteo, ha scritto: Grazie davvero. Modus Forever!

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