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lavoro pubblicato sabato 12 giugno 2010
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampiro...al contrario! (cap 7)

di fiordiloto. Letto 994 volte. Dallo scaffale Fiabe

I MIEI GUSTI...SONO IMBARAZZANTI! "Ruby, tu pensi che io sia un vampiro interessato unicamente a correre dietro alle ragazze, giusto?"Abel ...

I MIEI GUSTI...

SONO IMBARAZZANTI!

"Ruby, tu pensi che io sia un vampiro interessato unicamente a correre dietro alle ragazze, giusto?"

Abel guardò sua sorella minore con aria molto seria. Ruby poso la tazza di te sul tavolo del bar dov'erano seduti e gli restituì lo sguardo.

"Perché? Non lo sei?"

Suo fratello sorrise. "In parte. Ma solo per metà. L'altra metà dipende dal mio tipo di sangue preferito"

"Il tuo tipo di sangue?"

Ruby si allungò verso di lui, incuriosita.

"Sì, vedi... Ogni vampiro ha un tipo di sangue che lo attira di più. Mamma adora il sangue dei bugiardi, papà quello degli orgogliosi. Quanto a me... la mia passione è lo stress"

"Lo stress?"
"Le persone stressate. Guarda questa foto"

Abel tirò fuori dalla tasca del giubbotto la fotografia di una ragazza. L'espressione del viso era cupa e nervosa. Provava a sorridere, ma il risultato era più simile ad una smorfia.

"Questa ragazza", spiegò. "Aveva problemi con il lavoro e in famiglia. Era stressatissima. Ma poi ho cominciato a succhiare il suo sangue e il suo stress è sparito. Se la vedessi ora dubito che riusciresti a riconoscerla"

"Quindi...", suppose Ruby. "Succhiare il sangue è una cosa buona"

"Non esattamente. Noi non lo facciamo per bontà, ma solo per soddisfare la nostra sete. Il fatto di risucchiare via dalla vittima l'emozione che più ci attira è...come definirlo...un effetto secondario"

"Capisco"

Ruby incrociò le braccia e meditò sulle parole del fratello. Se stavano così le cose, significava che Nate era, in un certo senso, il suo tipo. Ma cos'era di lui che scatenava la sua sete? Avrebbe dovuto scoprirlo al più presto, altrimenti si sarebbe trovata in grossi guai.

"Ora, dobbiamo concentrarci per capire quale tipo di emozione ti attira di più, sorellina. Propongo di andare in giro ed osservare la gente. Se il tuo sangue inizia ad aumentare, avremo fatto bingo"

"Ma io...". Ruby esitava. "Io non voglio che il mio sangue aumenti! E' imbarazzante!"

"Vuoi liberarti di questo problema o no?"
Lo voleva. Certo che lo voleva. O la sua tranquilla vita pseudo-umana sarebbe andata a farsi benedire.

"D'accordo. Dove proponi di iniziare?"

"Usciamo, poi si vedrà"

***

Poco distante dal bar c'era un passaggio a livello senza barriere. L'allarme suonava, per annunciare il passaggio di un treno. Una figura delicata stava lì, immersa in un'aura di tristezza, come se non aspettasse altro che il treno per gettarsi in mezzo alle rotaie. Ruby la fissò allarmata. Un secondo dopo era già da lei. Le prese la mano e la tirò via con forza.

"Che cosa sta facendo?!", domandò. "Anche se ha tutti i problemi di questo mondo non è il caso di suicidarsi!"

"Come?", domandò la donna, stranita. "Io... Non avevo realmente intenzione di...sembrava davvero? Io...Io non... Io..."

Scoppiò in un pianto a dirotto. Ruby la fissò confusa, quando... avvenne.

Oh... no! Il mio sangue!

"Ruby!"

La voce di Abel era un sussurro appena percettibile.

"Fratellone. È cominciato", sussurrò lei.

Suo fratello sorrise. Quindi si avvicinò alla donna con una falsa aria rassicurante.

"Senta, perché non si fa offrire una cioccolata e nel frattempo non ci racconta cosa è capitato?"

La donna acconsentì. Si fidava di quel ragazzo. Anche se forse dipendeva solo dal suo bisogno di comprensione.

"Mi vergogno tanto", cominciò, una volta seduta nel bar dove Ruby ed Abel stavano poco prima. "Ma oggi ho di nuovo perso il lavoro. Sembrava andare tutto così bene, ma poi..."

"Continui, la prego...", la invitò Abel, nel più dolce dei sussurri.

"Io... ecco... Si tratta del mio capo. Crede che solo perché sono una donna sola e attraente sia disposta ad accettare le sue avances. L'ho rifiutato per l'ennesima volta, e come risultato mi ha messo contro non solo le colleghe, ma tutto il personale del supermercato dove lavoro. Già prima la situazione era insostenibile, ma oggi mi ha pure licenziata! Con che faccia mi presenterò a mio figlio? Mi ero trasferita qui con lui, nella speranza di cominciare una nuova vita insieme. E adesso...che cosa gli dirò?"

Scoppiò di nuovo in lacrime.

"Certo che uomini di questo genere sono nemici delle donne", sentenziò Abel. "Ma ora si calmi. Sono sicuro che troverà un modo per risolvere la situazione. Nel frattempo, perché non finisce la sua cioccolata e poi andiamo a fare due passi?"
La donna esitò. Ma bastò uno sguardo di Abel per dissipare tutti i suoi timori.

"Fratellone", sussurrò Ruby. "Non è giusto manipolarla così!"

"Rilassati. Quando sarà tutto finito non si ricorderà nulla. Ora andiamo in un posto tranquillo e poi dovrai solo morderla"

***

Quella sera sua madre era in ritardo, così Nate decise di andarla a cercare al supermercato. Arrivò di corsa, e lì lo informarono che la mamma non era più persona gradita in quel negozio.

"Licenziata?!", sbottò Nate. "Ma come licenziata? Non è possibile!"

Si scaraventò di fuori, alla ricerca disperata della mamma.

Perché deve finire sempre così? Perché non riesco mai a proteggerla?

Doveva trovarla! Doveva trovarla il prima possibile!

***

"Fratellone, sei sicuro che dobbiamo stare proprio qui? Questo parco e così scuro!"

"Sta' tranquilla! Il posto è perfetto. Nessuno ti vedrà qui"

Abel, Ruby e la giovane donna stavano camminando nel viale alberato di un piccolo parco. A parte loro tre non c'era nessuno. La luce di un lampione rendeva l'atmosfera cupa e, a detta di Abel, perfetta. Ruby era al limite. La vicinanza della donna spingeva il suo sangue alle stelle. Ogni fibra del suo corpo pulsava.
"Io...non reggerò ancora per molto", mormorò.

"Allora mordila!", la esortò il fratello.

"Ma io..."

"Smettila di pensare! Lascia che l'istinto agisca! Sei un vampiro, anche se un po' strana. Ti verrà naturale"

Ruby obbedì. Rallentò il passo fino ad affiancare la donna, e poi la Bestia dentro di lei prese il sopravvento. Si voltò per bloccarle la strada, quindi le gettò le braccia al collo.

"Hey!", esclamò la donna. "Che succede?"

Il morso fu rapido e netto. Affilato come una lama. Mentre la donna perdeva i sensi, il corpo di Ruby tornava a temperatura normale.

***

Non è possibile!

Questo pensava Nate. Era appena arrivato nel parco, quando una scena allucinante lo aveva bloccato. Quella donna sui trentacinque anni era la sua mamma. L'aveva trovata, finalmente! Ma...che ci faceva Ruby li con lei? E perché la stava abbracciando?

Fece per avvicinarsi, quando si accorse di un'altra presenza. Un ragazzo alto e misterioso.... Il fratello di Ruby.

"Ben fatto sorellina. Al resto penso io", annunciò Abel.

Sollevò una mano e una scarica di energia gialla si proiettò sulla mente della malcapitata vittima, cancellando i suoi ricordi più recenti.

"Hey!", urlò Nate. "Che fate alla mia mamma?"
Corse verso di loro, ma Abel si accorse di lui e sollevò una mano, come per fermarlo. Un secondo dopo era sparito, e con lui anche Ruby.

"Mamma!", esclamò.

La mamma di Nate era ancora sdraiata a terra, incosciente. Quando lui la raggiunse si riprese, sfoderando un sorriso a trentadue denti.

"Tesoro!", esclamò tutta felice. "Sei venuto a prendere la mamma?"

Nate era sempre più allibito. "Stai bene?", le chiese.

"Io? Certo! Mai stata meglio in vita mia!"

Sembrava vero. Gli occhi le brillavano di energia, e l'alone nero di tristezza che la circondava sembrava scomparso.

"Su, torniamo a casa, figliolo! Prima ti preparo la cena e poi guarderò i giornali! Sono sicura che troverò un lavoro fantastico molto presto!"

Mentre si avviava verso casa, Nate notò due piccoli fori alla base del suo collo.

***

Dopo il morso Ruby era svenuta. Suo fratello l'aveva presa appena in tempo per nasconderla. Ora, così inerme fra le sue braccia, gli sembrava una bambina piccola.

"Povera sorellina", mormorò, sistemandole i capelli. "Ho capito qual è il tipo di sangue che ti attira di più. Ti aspettano molti guai, perché fra tutte le emozioni degli uomini, hai scelto proprio la loro infelicità"

Abel si caricò la sorella sulle spalle e, agile come un gatto, si diresse verso casa.



Commenti

pubblicato il 12/06/2010 9.44.21
akire, ha scritto: Finalmente! Era da tanto che aspettavo questo capitolo! Ora perĂ² non farci aspettare troppo per il prossimo..
pubblicato il 12/06/2010 11.12.33
mirketo, ha scritto: Anche io lo aspettavo con molta ansia...continua la tua incredibile storia perfavore...

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