ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 8 giugno 2010
ultima lettura venerdì 11 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 997 volte. Dallo scaffale Fantasia

Alla fine la famosa festa arrivò e passò. L'ampia sala d'ingresso era gremita di parenti, amici e conoscenti che, ora Sara lo sapeva, ...

Alla fine la famosa festa arrivò e passò. L'ampia sala d'ingresso era gremita di parenti, amici e conoscenti che, ora Sara lo sapeva, facevano parte del loro mondo nascosto all'altra gente. E ancora una volta la giovane strega si stupì di quanta gente conoscesse. Da parte di Erica non era venuto nessuno, o quasi: vincendo ogni titubanza Robert alla fine si era presentato portando un omaggio alla padrona di casa come le sue usanze volevano. E come entrambe avevano notato non staccava gli occhi da Erica.

Si era mangiato e -soprattutto- bevuto, si era ballato, la sua amica seguendo il ritmo a cui non sapeva resistere l'aveva con suo estremo imbarazzo trascinata sulla pista prima di concedersi un paio di lenti con il suo innamorato. Sara tirò un sospiro di sollievo e inosservata uscì nell'aria gelida e sottile di dicembre. Com'era bella la notte, il cielo sgombro di nuvole nonostante le recenti burrasche. E anche la luna, naturalmente. Le avevano spiegato quanto fosse importante per loro quel misterioso satellite, con le sue fasi capaci di condizionare la loro vita. Ora la suo osservava in tutta la sua pienezza e le sembrava grande come non mai, quasi avesse deciso in onore del sabba di avvicinarsi alla Terra. Ma cos'era quella strana sensazione che le strisciava dentro?

Non vorrei sbagliarmi ma credo c'entri Erica, suggerì la vocina. Ti aveva promesso un regalo speciale, ricordi? Se vuoi entrare in allarme fai pure.

Neanche l'avesse evocata proprio in quel momento la sua migliore amica la raggiunse là fuori. "Cosa fai qui? Dai vieni dentro!" esclamò prendendola per mano. Era sovreccitata, lo si vedeva dalle guance rosse e gli occhi brillanti, e Sara non avrebbe saputo dire se era per la musica, l'alcol o Robert, o uno strano miscuglio delle tre cose. Sospirò e seguì Erica in casa, stare sola a rimuginare quella sera non le avrebbe fatto bene.

Da lontano le vide rientrare una dietro l'altra. Nascosto nell'ombra, nella sua dimora, poteva vedere tutto accovacciato sul ramo di una quercia secolare al di fuori della loro proprietà. Erica era stata chiara, doveva non essere mai esistito per lei e -caso unico ma vero- era d'accordo con la strega. Ma una parte di sè non voleva; era la stessa che lo spingeva a restare e ad apparirle sotto un'altra luce. Yasha ne era impressionato, credeva che quel suo lato così umano fosse morto ormai da tempo e invece no, ecco comparire quella ragazza ed ecco ora lui, combattuto tra il dovere impostogli e il suo umano desiderio. Era irritante. Con la vita mortale si era lasciato alle spalle quelle decisioni cruciali assecondando la sua nuova natura. E paradossalmente le direttive dell'altra strega lo tentavano a fare l'esatto opposto in maniera un po' capricciosa. Per ora però non voleva fare passi falsi: l'idea dell'imboscata del giorno prima, se ne rendeva conto, non era proprio il caso. Rimase fermo nel suo punto d'osservazione finchè il sabba non si concluse.

• • •

Finalmente se ne erano andati. I numerosi invitati data l'ora avevano tolto il disturbo lasciando numerosi consigli, ricette e incantesimi e una casa da ripulire. Sara stava raccogliendo i bicchieri dai tavoli quando Joanne la raggiunse. "Lascia perdere" disse togliendole di mano una caraffa vuota. "Di questi mi occupo io. Tu ed Erica avete altro a cui pensare".

Alzando la testa vide la sua amica che l'aspettava sorridente ai piedi delle scale. Allarme, allarme. La raggiunse a passi lenti e insieme salirono le scale per arrivare alla stanza di Sara. Senza esitazioni Erica andò alla porta-finestra e la spalancò per affacciarsi al balcone. Fece cenno a Sara di seguirla. Allarme rosso, allarme rosso.

"Non è incantevole?" disse Erica quando la raggiunse. Una domanda retorica come un'altra. Sara annuì col capo tenendo d'occhio l'amica con la coda dell'occhio. Era raggiante per quel che stava per accadere, qualunque cosa fosse.

"Ti ricordi quello che ti ho detto sulla luna piena?" domandò Erica d'improvviso.

"Eh? Ah si, quella cosa che in certi periodi diventiamo più forti..".

Erica scoppiò a ridere scotendo la testa. "No, non proprio. Nelle notti come questa possiamo fare di tutto. Possiamo stravolgere, possiamo cambiare le cose.." si voltò di scatto verso di lei con occhi brillanti "..possiamo anche volare".

"Volare? Ma che dici? E' impossibile!".

"Oh Sara, ma non capisci? Guardami". Detto questo saltò giù dal balcone.

"NO!". Si precipitò alla ringhiera e si affacciò di sotto intanto che la sua mente partita in quarta immaginava la sua migliore amica sfracellata al suolo con un ghigno idiota sulla faccia. Non avrebbe dovuto bere tanto, lei avrebbe dovuto impedirglierlo..

"Sono qui". Sara alzò la testa e rimase di sale. Erica non si era sfracellata al suolo, tutt'altro. Era sospesa nel vuoto della notte a pochi metri dal suo balcone come in un trucco da circo. Solo che non c'erano fili a sorreggerla, lo poteva vedere anche da lì. Allora è vero, pensò. Possiamo diventare così potenti.

"Oh si" ridacchiò Erica. "E devi sapere che reggo l'alcol benissimo. Avanti, vieni".

Sara si ritrasse in preda a nuovi timori. "Io non..non credo di riuscirci".

"Sara". La sua amica si era accovacciata sulla ringhiera con espressione seria. "Noi entriamo nel clou della nostra magia quando c'è la luna piena ma sai la cosa più importante qual'è? In queste occasioni noi siamo semplicemente felici. Non pensiamo a niente, viaggiamo sull'onda dell'euforia e non conosco nessuno più di te che si meriti ciò".

"D-davvero?".

"Davvero. Ora tocca a te, lasciati andare Sara..lasciati andare alla felicità..".

E finalmente accadde. Dentro di sè Sara si sentì come se una porta cadesse, un macigno scivolasse via. I contorni delle cose iniziarono a brillare intanto che uno strano miscuglio di pace e spensieratezza si impossessava dolcemente di lei. Senza quasi accorgersene afferrò la mano di Erica e in un attimo si ritrovarono una accanto all'altra a volare nella notte d'argento. Le sembrava di galleggiare..andare alla deriva e allo stesso tempo padroneggiare il mondo intero. Il lavoro di Joanne, le streghe cattive, la nonna che non c'era più, tutte quelle cose le sembravano ora distanti mille miglia nel tempo e nello spazio e con la mente sgombra nuotò nell'aria in mille capriole e giravolte. Allargò le braccia come fossero ali e abbracciò l'aria della notte con le sue nuvole, la madre, la terra, l'universo e tutto il creato. Non sarebbe tornata mai più, mai più fino al mattino. Era nella sua vita l'attimo che più si avvicinava alla perfezione e non l'avrebbe dimenticato mai più.



Commenti

pubblicato il 08/06/2010 19.38.23
mirketo, ha scritto: ma ciao akire aspettavo con ansia questo capitolo e la scena sul balcone...fantastico!!!!!!!!!!
pubblicato il 08/06/2010 19.54.20
akire, ha scritto: Ti ringrazio. guarda, anche se ho da fare vedrò di pubblicare un capito lo al giorno.

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: