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lavoro pubblicato giovedì 3 giugno 2010
ultima lettura domenica 10 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 767 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quella mattina tutta la città si era svegliata sotto un cielo di un color bianco sporco, con quel tanto di grigio che faceva pensare a una sc...

Quella mattina tutta la città si era svegliata sotto un cielo di un color bianco sporco, con quel tanto di grigio che faceva pensare a una scodella di panna ormai scaduta e immangiabile. Oppure alla neve leggera e silenziosa che aveva ricoperto tutto, la stessa che Sara contemplava in silenzio seduta sotto al portico.

In lontananza una figurina intabarrata avanzava decisa nella sua direzione. Erica, e camminava a passo spedito per non congelarsi. "Ci siamo" esordì non appena la raggiunse. Si sedette e con le mani inguantate pescò nella sua borsa un termos ricolmo di the caldo.

Sara guardava davanti a sé. "Ci siamo a cosa?" chiese distrattamente.

Erica si girò verso la sua amica con faccia perplessa. "Beh sai, se non te ne sei accorta siamo in inverno e con quello viene il solstizio..Yule, hai presente, il cosidetto Sabba maggiore..".

L'altra si riscosse come dopo un lungo sonno. "Solstizio? Sabba maggiore? Scusa ma che giorno è oggi?".

Erica sospirò. Da qualche tempo la sua migliore amica faceva spesso visita a Incantalandia, nel Mondo dei Sogni, per poi ritornare e chiedere un resoconto sulle ultime novità. "E' il 20 gennaio, Sara".

"Il 20? Ma allora il Sabba è domani! Bisogna organizzare tutto, preparare l'abete e le decorazioni, poi il rito..".

"Sara calmati. Ci abbiamo pensato noi" disse Erica afferrandola per un braccio. "Abbiamo organizzato tutto in casa, tra parentesi la tua, e preparato tutto il necessario. Te ne avevo parlato, ricordi?".

Sara non si ricordava. Le sembrava di aver vissuto in un limbo, o direttamente sulla luna con il senno di poi. Ora però doveva tornare al mondo reale. Si risedette. "Mi dispiace" disse dopo un po'. "In questi ultimi tempi non sono stata molto presente, non con la mente almeno".

"Questo perchè la tua mente era occupata con ben altro" rispose l'amica sagace come sempre. "Hai perfino trascurato la magia".

Era vero: col tempo il suo entusiasmo per le lezioni di pratica era andato scemando, e ora naturalmente ne risentiva. Sara decise di raccontare tutto e così fece, non tralasciando alcun particolare. In quella fredda giornata d'inverno una Erica sbigottita venne a sapere dell'ultimo incontro-scontro tra Yasha il demone e Sara, e non solo: lui era scomparso ma lei non aveva smesso di pensarci, da qui il suo stranulamento. Ma in che termini ci pensava, questo era il dato preoccupante. Ed era molto preoccupante il desiderio, celato sotto la superficie, di rivederlo e di imparare a conoscerlo non per il mostro che era ma per..qualcos'altro.

"Sara ascoltami" disse Erica alla fine "io non posso importi nulla perchè non ne ho il potere, e neanche voglio averlo". Fin qui si era tenuta normale poi, chissà perchè, la sua voce salì di un paio di ottave. "Ma non posso neanche vederti tentata di buttarti tra le fiamme! Ma lo sai veramente con chi hai a che fare? Un demone, e anche dei peggiori. Io ti prego Sara, ti prego lascialo perdere. Fai come ha detto e dimenticati che esiste, fallo sparire dalla faccia della terra".

"Perché?" sbottò Sara con una rabbia improvvisa. "Lui non s'è più fatto vedere e ti ricordo che io mi limito a soffermarmi su fantasticherie irrealizzabili. Mi spieghi cosa c'è di pericoloso in questo?".

Erica strinse i pugni in un parossismo di frustrazione. "Non capisci" mormorò. "Anche il solo pensare..". Non finì la frase sapendo che era una battaglia persa. Passò ad altro. "Senti, anche se domani è festa oggi c'è comunque scuola, purtroppo".

Sara guardò l'orologio. "Si, conviene andare".

Si incamminarono e lungo la strada non toccarono più l'argomento.

• • •

"Allora domani in mattinata passo da te, poi sistemiamo tutto".

"Va bene. Senti, ti va di passare da me? Mamma ha cucinato" propose Sara.

Non posso, amica mia. Devo tirarti fuori dai guai. "Stavolta passo. Mi preparo per la festa di domani a modo mio".

"Come vuoi. A domani allora".

"A domani ciao". Si scambiarono un cenno di saluto nel freddo spinoso della sera, del tipo che fa tanto Natale.

Erica si incamminò verso casa e aprì la porta con in mente il suo piano che andava delineandosi. Si tolse la giacca e si diresse verso la Stanza dei Trofei, come l'aveva battezzata da piccola. Era la stessa stanza che aveva mostrato a Sara, quella che custodiva il Libro e gli altri tesori di famiglia. La sua famiglia aveva l'abitudine di ritrovarsi lì per discutere, prendere decisioni o fare strategie, ed Erica seppur sola aveva mantenuto quest'abitudine. Entrò e dopo il solito momento di silenzio si diede da fare. Aprì il Libro delle Ombre e lo posò sul leggio alla pagina desiderata, prese dalla credenza cinque candele bianche e un accendino. Si chinò e sollevò l'elegante tappeto che nascondeva un pentacolo, un campo di magia a cui nel corso del tempo non vi aveva più fatto ricorso. Ora però le cose erano cambiate. Sistemò le cinque candele alle punte della stella e le accese, poi prese il Libro. Era la prima volta in assoluto che si cimentava in quell'impresa, in un'evocazione, ma si sentiva abbastanza sicura di sè. Se non altro, aveva uno scopo nobile. Camminò solenne fino a trovarsi davanti al pentagono e si schiarì la voce per pronunciare le parole del rituale:

Da qualunque spazio

Da qualunque tempo

Anima errante tu verrai a me.

Davanti a me apparirai

Perchè io ti sto chiamando

E ignorarmi mai potrai.

O essere di qualunque entità

Ascolta queste mie parole

E raggiungimi in questo luogo sacro.

Chiuse il Libro e attese. Entro poco l'aria della stanza iniziò a vibrare, ad appesantirsi di energia magica. Dei sottili filamenti di luce si levarono dai lati del pentagono e fluttuarono verso l'alto. Si spostavano verso il centro esatto della stella per fondersi in un'enorme melassa fatta come di nebbia, spessa e strisciante. La strega aguzzò lo sguardo e vide un'ombra al suo interno che si dibatteva per uscire da lì. Sorrise. Il rituale aveva funzionata. A un suo ordine mentale la nebbia scomparve del tutto liberando l'essere evocato, e apparve così ai suoi occhi il furente e accattivante demone Yasha.



Commenti

pubblicato il 03/06/2010 23.34.56
akire, ha scritto: Per amor di precisione mi devo correggere. Quando ho scritto "il 20 gennaio" mi sono sbagliata, in realtà volevo intendere dicembre, cioè il giorno prima del solstizio d'inverno.
pubblicato il 04/06/2010 22.32.17
mirketo, ha scritto: vabbe può succedere con quello che ho fatto io con Dario e Lorella xD

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