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lavoro pubblicato domenica 23 maggio 2010
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampiro...al contrario! (cap 4)

di fiordiloto. Letto 833 volte. Dallo scaffale Fiabe

AVERE SETE... E' IMBARAZZANTE! Ruby sperava davvero che il suo aumento di sangue non dipendesse dall'arrivo del nuovo compagno. Ma le sue speranze no...

AVERE SETE... E' IMBARAZZANTE!

Ruby sperava davvero che il suo aumento di sangue non dipendesse dall'arrivo del nuovo compagno.
Ma le sue speranze non vennero mai deluse come in quel caso.

Non appena lui le si avvicinò, si sentì avvampare, come se un fiume in piena le scorresse nelle vene. Sentiva un'aura di enorme tristezza intorno a lui, sempre celata sotto quei modi gentili, così passò tutta la mattina tentando di stargli alla larga, per quanto possibile. Ma anche quello era un compito assai arduo, perché Nate, il nuovo arrivato, era un tipo assai attento e la scrutava di continuo, ansioso di sapere perché mai lo evitasse in quel modo così poco educato.

Arrivata alla fine della giornata, Ruby era esausta. Le sue guance di solito pallide erano tutte rosse per via dell'aumento di sangue. Sperava solo di poter correre a casa prima di avere un'altra epistassi.

Quello no! Tutto ma non quello!

Quando suonò la campanella, salutò Kim di corsa ed uscì. Per fortuna ebbe l'accortezza di prendere il cellulare per inviare un messaggio. Un SOS alla sola persona della sua famiglia in grado di aiutarla. Kevin non era ancora un vampiro adulto, perciò poteva uscire di casa al crepuscolo o nei giorni nuvolosi senza farsi male. Ruby gli scrisse poche parole:

Mi affido a te,

Ruby.

Probabilmente il fratellino non avrebbe tardato ad arrivare. Se fosse successo il peggio, non sarebbe stata sola. Con quel pensiero, si avviò di corsa verso il parco che la divideva dalla strada di casa.

Nel frattempo Nate era alle prese con una cartina disegnata dalla professoressa. Gli avevano detto che passare attraverso il parco era una scorciatoia per tornare a casa, ma lui si era inesorabilmente perso...E mentre cercava di orientarsi, Ruby camminava ormai senza sapere dove andava, il corpo in preda ad una strana febbre. C'era qualcuno...qualcosa...dentro il suo cervello, che agiva per lei. Un istinto da cacciatore la dominava spingendola verso la preda. La trovò che sonnecchiava su una panchina: un uomo di mezz'età dall'aria molto insoddisfatta.

"Perché andare a lavoro?", si diceva. "Ogni giorno sempre le stesse cose da fare, le stesse pratiche da sbrigare! Meglio star qui a dormire ancora un po'"

E ciò detto si appisolò.
Ruby si avvicinò a lui con passo felpato, ansiosa di piantare le zanne nel suo collo scoperto. Ma ovviamente non vide la pietra in mezzo alla strada e ci inciampò sopra. Mentre si lamentava per il dolore, l'uomo si risvegliò.

"Eh? Ma che è successo?". Poi si accorse di Ruby. "Hey, tu! Stai bene?"

Le si avvicinò per aiutarla e lei colse al volo l'occasione. Gli si aggrappò al collo, e lo morse, riversando in lui tutto il suo calore, mentre una gradevole frescura si impadroniva di lei.

Proprio in quel momento, Nate si accorse della scena.

Incuriosito si avvicinò, chiedendosi cosa ci facesse una ragazzina del liceo così avvinghiata ad un uomo di mezz'età. Poi ebbe un sussulto.

L'aveva riconosciuta! Era la sua strana compagna!

Ignara di lui, Ruby lasciò andare il corpo del povero signore, che cadde a terra svenuto. Qualche secondo dopo, Kevin apparve al fianco della sorella, e sollevando una mano la poggiò sulla fronte del malcapitato.

"Ora cancellerò i suoi ricordi", disse. "E' un peccato che tu non riesca a farlo da sola, sorellina. Ma non preoccuparti! Finchè non compirò undici anni e non sarò un vampiro adulto penserò io a te!"

"Grazie, fratellino"; rispose lei timidamente.

"Dai", la incoraggiò lui prendendole la mano. "Torniamo a casa insieme"

E sparirono dietro una curva.

Nate era senza parole. Non capiva cosa fosse successo, e si chiedeva se l'uomo accasciato per terra stesse bene. Sembrava proprio che, prima, la sua compagna lo stesse baciando.
Fece per avvicinarsi, incuriosito, quando l'uomo scattò in piedi all'improvviso, facendolo sussultare. Sembrava pieno di energie ed entusiasmo, ora. Guardò l'orologio e fece tanto d'occhi.

"Cavoli, è tardi! Devo correre a lavoro e darmi da fare!", urlò.

Quindi afferrò la sua ventiquattr'ore e sparì alla velocità della luce.

Il povero Nate non ci capiva più nulla, e per una buona mezz'ora rimase lì con un palmo di naso. Sempre più curioso e basito, decise che avrebbe tenuto meglio d'occhio la sua strana compagna di classe.



Commenti

pubblicato il 23/05/2010 11.59.53
akire, ha scritto: Ih ih ih..povero Nate, se non capisce nulla ora figuriamoci POI! Mi piace, mi piace. Vai avanti..

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