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lavoro pubblicato giovedì 20 maggio 2010
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 679 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Ragazzi, questa è la vostra nuova compagna di classe, si chiama Sara. Sara, ti siederai vicino a Erica e lei insieme a tutti noi ti aiu...

"Ragazzi, questa è la vostra nuova compagna di classe, si chiama Sara. Sara, ti siederai vicino a Erica e lei insieme a tutti noi ti aiuterà ad ambientarti".

In piedi accanto all'insegnante Sara contemplava quelle facce sconosciute con espressione che, sperava, non facesse trapelare il panico sottile come una lama di rasoio. Come ci era arrivata qui? Ah si, il trasferimento. Addio alla grande città, benvenuti all'inferno.

Focalizzò per un momento il volto di una ragazza seduta in prima fila. Solo un momento, ma fu sufficiente. Quel ragazzo non ti piace, Sandy, e tu non piaci a lui. Perchè prendersi in giro?

Doveva trovare una soluzione a quei pensieri inopportuni. Avrebbe chiesto a Erica, del resto di queste cose ci capiva più di lei.

Già, Erica. Quel mattino s'era presentata alle otto in punto come promesso, e lungo la strada avevano parlato un po'. Da quel che aveva capito in passato, a Blacknight, viveva una potente congrega fino al giorno in cui gli altri abitanti del villaggio non decisero di giustiziarle. Adesso i discendenti di quella gente non credevano a queste cose, magia e incantesimi erano per loro cose da bambini.

"Ma quello che non sanno" aveva aggiunto Erica lungo la strada "è che le streghe che pensavano di aver bruciato sul rogo in realtà sono sempre rimaste qui. Hanno mandato avanti la loro congrega fino a oggi. E non si dedicano alla magia come la conosciamo noi".

In altre parole le streghe nei dintorni praticavano magia nera, ad esclusione di una e ora anche due, loro due. Questo non era molto incoraggiante ma servì a darle una spiegazione ai due occhi che la fissavano sin da quando aveva messo piede là dentro.

"Roxanne" sussurrò Erica quando si sedette, a mò di spiegazione. "Fa parte della congrega, ed è una di quelle che contano. Tanto potente quanto crudele".

Sara seguì il suo sguardo e la individuò, seduta davanti a loro. Riusciva a vederne solo la schiena e il profilo ma le bastò per capire che era bellissima, e consapevole di esserlo. E che non si faceva scrupoli nel far del male, di qualsiasi tipo, alle persone. Anche la sua aura sembrava confermarlo: Sara nel visualizzarla si accorse che era nera, che la circondava come un manto regale strappato a una notte senza luna.

Roxanne si voltò dalla sua parte, e le sorrise.

E' iniziato il mio primo giorno, pensò Sara. Non vorrei proprio che fosse anche l'ultimo.

Più tardi

Erano passate ore da quei pensieri funesti e Sara tentava di distrarsi ascoltando Erica e guardandosi un po' attorno. Erano dentro la mensa a fare la fila per il pranzo, e stregoneria a parte aveva per ora concluso che, purtroppo, le scuole sono tutte uguali. Quindi non mi sono persa niente, rimuginò tra sé.

Si lasciò prendere da quella nuova riflessione, non tanto però da non accorgersi del ragazzo passato davanti a lei.

"Ehi scusa, c'ero prima io..".

Il ragazzo si girò verso di lei e Sara rimase di sale. Era LUI! Era quel tizio della metropoli, quell'odioso idiota sparafrescacce con cui si era scontrata in mezzo alla strada, non c'erano dubbi. Soltanto una domanda da fare, o meglio, da urlare. "COSA CI FAI TU QUI??!!!".

"IO?!! PIUTTOSTO COSA CI FAI TU QUI!!".

Con la coda dell'occhio Sara si accorse che si erano girati tutti dalla loro parte, e che Erica era ammutolita. Non le importò. "Non è possibile! Non ci credo! Me ne vado sperando di non rivederlo più ed eccolo di nuovo tra i piedi. Cos'è, mi hai forse seguita fin qui?".

"Seguirti? Dì, ma chi ti credi di essere, tu? E hai forse l'esclusiva su questa città? Non credo proprio, idiota di una ragazzina".

"Brutto str..".

Ripresasi di colpo Erica le impedì di pronunciare la parola fatale, afferrandola per le spalle e trascinandola a un tavolo dove la costrinse a sedere, ignorando le sue urla di protesta. Intanto il tizio misterioso prese un vassoio e si servì il pranzo lanciandole un'ultima occhiata furiosa.

"Sara, calmati. Avanti, respira piano" la incoraggiò Erica.

Era il secondo incontro-scontro tra i due e Sara si era di nuovo tinta di rosso bordeaux. Seguì il suggerimento e dopo un po' tornò a respirare in modo normale. "Quel ragazzo, quell'essere.." attaccò.

"Ma chi era? Vi conoscevate già?".

Stava per raccontare tutto quando una voce profonda e inaspettata le interruppe. "Che cosa è successo qui?".

Si voltarono entrambe in direzione della voce e videro Robert in piedi davanti a loro. Proprio lui, quello che dava la caccia ai demoni per tutta la contea e che ogni tanto ritornava al paese natale. Quel ragazzo alto e di pelo castano, che di certo non passava inosservato tra le ragazze. Lui però non ci aveva mai fatto caso, tanto era preso dal cacciare e uccidere i demoni, la missione della sua vita.

Ciò non impediva al cuore di Erica di battere più veloce, quando lo vedeva. Così come quel giorno. "Oh, ciao Robert!" esclamò alzandosi in piedi. "Beh, lei è Sara e prima si è scontrata con quel..".

Quel demone. I demoni portano solo guai, non te l'avevo già detto? "Un demone!"

"Cosa?". Robert si chinò su di lei. "Cosa hai detto?".

Sara alzò gli occhi su di lui. "Era un demone, un mostro maledetto!".

Negli occhi del cacciatori brillò una scintilla di luce omicida. La caccia era riaperta. "Devo andare" disse correndo via.

Sara scosse la testa come per uscire dalla trance. "Chi era quello?" domandò.

Erica si risedette con lo sguardo perso nel vuoto. Adesso era andato via, e quando l'avrebbe rivisto? "Una bellissima utopia" sussurrò a fior di labbra.



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