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lavoro pubblicato sabato 15 maggio 2010
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 724 volte. Dallo scaffale Fantasia

Madre e figlia erano finalmente giunte a destinazione dopo un lungo, scomodo e noioso viaggio in auto. Scaricarono le loro cose e le sistemarono nel...

Madre e figlia erano finalmente giunte a destinazione dopo un lungo, scomodo e noioso viaggio in auto. Scaricarono le loro cose e le sistemarono nella sala grande -"Dovrebbe essere il soggiorno" disse Joanne- dando nel frattempo un'occhiata all'insieme.

"E'.." iniziò Sara.

"Si" confermò Joanne. "La nostra nuova casa".

Le foto che avevano visto prima di partire non mentivano, era una casa grande e forse anche troppo per due persone sole. Ma vista così..con i muri spogli, le persiane chiuse che lasciavano infiltrare solo pochi raggi di sole e quei lenzuoli bianchi che coprivano i pochi mobili rimasti.. Non lo avrebbero mai confessato ma il primo pensiero che balenò nelle menti delle due fu di tornare indietro, caricare tutto e ripartire di corsa.

Ma ormai era cosa fatta. Joanne si diresse verso una delle finestre grandi e la spalancò. I raggi del sole illuminarono quella stanza spoglia facendola brillare di nuova bellezza, anche con lo strato di polvere formatosi agli angoli e sul pavimento. Sara si guardò intorno con occhi nuovi, poi andò alla finestra più vicina. La spalancò. Con energia rinnovata le due aprirono tutte le finestre del pianterreno poi quelle del piano di sopra. Corsero da una stanza all'altra spalancandole tutte per fare entrare la luce, non tralasciandone neanche una.

Riscesero. Joanne tolse un panno bianco dal divano e insieme a Sara si lasciò cadere sopra. "Ora è un'altra cosa, no?".

"Ora somiglia a un posto dove vorrei abitare" concordò Sara, e si allungò verso la borsa frigo per prendere due lattine di the ghiacciato. "C'è solo una cosa che mi preoccupa".

"Cosa?" chiese Joanne stappando la sua.

"Questa è una piccola città" rispose Sara. "Abitata da poche persone che si conoscono tra loro. Non è come prima che abitavamo in una metropoli. Se vorremo praticare la magia dovremo fare molta, molta attenzione".

La madre bevve un sorso. "Fossi in te non mi preoccuperei molto. Non ho scelto a caso questa cittadina, sai. Ho seguito il mio istinto che mi parla di altre streghe qui nei paraggi".

Sara posò la sua lattina sul pavimento. "Davvero vivono altre come noi qui? Di che entità?".

"Questo ancora non lo so".

Rimasero per un po' in silenzio. In quella posizione, sbracate sul divano e con lo sguardo perso nel vuoto sembravano una qualsiasi famiglia davanti alla televisione. Ma la parola ‘qualsiasi' non le avrebbe mai potute descrivere, e Sara iniziava a farsene una ragione. Dopo un po' riprese la parola. "Vivono qui vicino, secondo te?".

"Oh si" rispose la madre. "Così vicino da bussare alla porta!".

In quell'istante qualcuno bussò alla porta. Le due schizzarono in piedi come due militari il giorno della parata ufficiale e rimasero ferme lì senza saper che fare.

"Calmiamoci" disse poi Joanne con il suo solito senso pratico. "Probabilmente sono solo i vicini di casa che vengono a darci il benvenuto. Ora andiamo ad aprire e mostriamo loro..Sara? Dove sei?".

Sara in poche rapide mosse era fuggita al piano di sopra. Mia madre si che è una potente strega, pensò inviperita per le scale. Ha il potere di far avverare le cose soltanto aprendo bocca. Ma se può fare a meno di ostentarlo saremo tutti più tranquilli. Si chiuse dentro la sua futura camera e attese.

Joanne aveva intuito la brillante mossa della figlia, e scotendo la testa andò ad aprire. Le apparve davanti una ragazza giovane, probabilmente una coetanea di Sara.

Forse sono stata un po' troppo precipitosa, pensò Erica in un momento di dubbio. Ma no, che dico. "Salve" esordì con il suo sorriso smagliante. "Sono la sua nuova vicina di casa".

"Salve a te.."

"..e sono venuta a darle il benvenuto nel quartiere" concluse porgendole una torta preparata dal giorno prima.

Erano una di fronte all'altra, e si studiavano a vicenda. Sapevano l'una chi aveva davanti, e ora si presentavano in un rito molto meno ufficiale. Tu sei come..

Si, e vivo qui da sempre.

E la tua congrega?

Sono rimasta solo io. E quella ragazza..sua figlia vero?

Si, si chiama Sara. Ci possiamo fidare di te?

Legga la mia aura.

Joanne seguì il consiglio. Si concentrò su quella figura ed entrò nel suo cuore, decisa a capire di che indole fosse. Ciò che vide la soddisfò, era una strega giovane ma esperta e dedita alla magia bianca. Capì che seguiva i principi insegnati dalla madre scomparsa, gli stessi che si tramandavano da generazioni.

Durante quel piccolo esame Erica rimase impassibile. Non aveva nulla da nascondere, e neanche doppi fini. Beh, forse uno l'aveva, ma non andava a danneggiare nessuno. Rimase ferma dov'era finchè Joanne non staccò gli occhi da lei.

"Ho superato la prova?".

Joanne sorrise. "Entra pure" disse facendosi da parte per farla passare. "Come vedi, siamo appena arrivate e non abbiamo avuto il tempo di sistemare nulla".

Erica si guardò intorno. Non ricordava di essere mai entrata là dentro, finora. Non dava troppa confidenza ai suoi umani vicini di casa. "E lei è.." indicò il piano di sopra.

"Si, aspetta". Si schiarì la voce. "Saaara! Scendi, voglio farti conoscere la nostra vicina!".

Dalla finestra Sara aveva visto quella ragazza e, con una smorfia di disappunto, sua madre che l'aveva fatta entrare. E ora Joanne le ordinava velatamente di scendere e fare conoscenza. Aveva sperato, insieme alla grande città, di lasciarsi alle spalle quegli inutili riti sociali ma nulla da fare. Uscì e scese le scale mugugnando, per nulla nello spirito di socializzare.

La vide venir loro incontro strisciando i piedi e nella sua mente ritornarono le immagini che già aveva visto. E' ancora grezza, non è da molto che conosce la sua natura. Sembra così fragile..ma sono sicura che ce la farà.

Si fece avanti. "Ciao, mi chiamo Erica".

La vide accanto a sua madre e il famoso istinto di cui Joanne tanto decantava le disse che era una strega, una strega buona. Provò ad associarle un colore, e si scoprì a pensare al verde acqua. "Io sono Sara, piacere" borbottò.

"Erica abita proprio accanto a noi" disse Joanne. "Ed è anche..".

Una strega? Questo l'avevo già capito mamma.

Una tua possibile amica? Beh, se le sono simpatica..

"..una tua compagna di scuola, probabilmente. Perciò cara, perchè domani non passi a prendere Sara e non andate a scuola insieme? Così la aiuti ad ambientarsi".

"Uh, se proprio ci tieni va bene" concesse Sara.

"E' una buona idea" annuì Erica con approvazione. "Passerò domani alle otto".



Commenti

pubblicato il 17/05/2010 17.50.00
anais, ha scritto: io penso che รจ molto bello..e tu sei bravissima..
pubblicato il 18/05/2010 20.08.15
akire, ha scritto: Ti ringrazio anais!

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