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lavoro pubblicato martedì 11 maggio 2010
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il romanzogno

di Mauriziospag. Letto 345 volte. Dallo scaffale Fantasia

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IL ROMANZOGNO

non c’è inizio e fine in un sogno

quindi,

volgo sulla vita e cogno

la mia sorte nel romanzogno…

Senza punti

E il punteggiar di appoggio

Percorrevo un viottolo intenso largo un metro disatteso

Sulla triste e ferma sinistra

La parte destra di un treno affacciato alla vita

I finestrini aperti e vedette di mani avvinghiate su di me

Sul mio prossimo peccato

Sudicio di amore ed intrigante

Nel corpo di una vellutata amazzone

Paura

Tenebre

Inganni

Miraggi di uomini in fila ed in lotta

“ Lei mi guarda”

Entra come sempre nei miei pensieri

“ È la mia donna”

La mia guardia dell’anima che picchetta per me

Ma io avanzo curioso

Su quel viottolo intenso largo un metro a rilento

Le ombre senza mani slittano la mia destinazione

Impediscono il passo e impegnano le mie vergogne

Sul transito di un desiderio ormai incontrollabile

È il mio turno

Sono a un metro dalla porta adultera

La mano sta per abbordare la maniglia

Le difficoltà

Dietro incontrate mi fissano ma poi si annullano

Paura

Ossessione

Soltanto il sesso o il nulla

È la città degli uomini di potere

“ Volgo sulla vita e cogno

la mia sorte nel romanzogno”

Entro e condanno la fedeltà

Prima apprezzando la sua sensibilità

Poi contenendo il racconto nella natura madre da lei lasciata

Lei mi guarda

Mi accarezza in una brezza di accordi

Non disprezza il mio sperma affogato in un infido sessuale

Anzi

Ringrazia i miei occhi azzurri

Mappe di mari perturbati e pervenuti

Oggi è cessato il plauso mio amore

Esco e la folla furiosa è sparita

È naufragata dentro una tempesta di lacrime

Scatenata dal Dio supremo

Verso la sua delusione penetrata in me

Verso l’intrusione nella mia infelicità

Verso la sola paura

“ Era la mia donna”

La mia guardia

del “ guarda che ti amo”

Ma ora mi accompagno nel vento

Privo dello stimato orizzonte

E macchio la solitudine morale

A stento

Da “Il cuore degli Angeli”

di Maurizio Spagna

www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com

L’ideatore creativo,

paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

“Questo è quel che ricordo di un sogno emozionante realmente sognato in una notte d’inverno

e in modo immaginario e poetico ho voluto descriverlo,

lasciando la libera interpretazione dei concetti al lettore irrazionale.

Come vedete non esiste la punteggiatura perché i sogni sono dentro il nostro spazio

incredibile e infinito, non c’è inizio e fine ma solo scie di versi luminosi.

L’aspirazione è di continuare a scrivere affascinato dalla fantasia

che si completa in me,

interrogando l’immagine irrequieta dell’essere in osservanza.”



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