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lavoro pubblicato mercoledì 5 maggio 2010
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

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INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 724 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sara sussultò per l'improvvisa interruzione ma la madre non si scompose, sapendo già chi era alla porta. Poco dopo entrò Margar...

Sara sussultò per l'improvvisa interruzione ma la madre non si scompose, sapendo già chi era alla porta. Poco dopo entrò Margaret, una loro vicina di casa venuta alla veglia a offrire il suo appoggio morale. Di considerevole altezza e un filino mastodontica, rispondeva al mondo di fuori come una brillante e impeccabile agente immobiliare, che ora appariva loro nel suo sobrio completo nero giacca-e-pantaloni, e con le guance arrossate.

E di certo non è trucco, pensò Sara all'improvviso. Io non ti ho vista ma so chi ha dato una mano consistente a svuotare il carrello degli alcolici. Ah Meg, sei abile in quello che fai ma a lungo andare questo tuo vizietto ti darà seri problemi.

E questo lei come lo sapeva? In preda al panico tentò di ricomporsi davanti alle due che, all'apparenza, non si erano accorte di niente. Discutevano di qualcosa d'importante, e Margaret sembrava alquanto eccitata.

Dopo un po' Joanne s'alzò e si chinò su di lei. "Riprenderemo più tardi" le sussurrò, e la lasciò con un bacio sulla guancia.

Rimasta sola, Sara sospirò e si appoggiò alla sedia riflettendo. Era una strega, d'accordo, e questo comportava anche sortite mentali come quella che aveva appe na avuto? E poi, da quando in qua pensava cose così..schiette, quasi crudeli delle persone?

Da sempre.

S'alzò anche lei e aprì la porta finestra che dava sul giardino. Ripensò alle parole di sua madre e si, doveva ammetterlo: non riusciva a vedere un filo logico in tutta la faccenda. E dubitava che un giorno sarebbe riuscita a dire grazie a Joanne per averle nascosta una parte tanto importante di se stessa.

A proposito di streghe e magia, dovrei iniziare a fare pratica dei miei poteri, pensò, stavolta consciamente. Si guardò la mano. Nei film le streghe muovevano le mani o gli occhi, e accadeva sempre qualcosa. Davanti al balcone sua madre aveva sistemato in vaso una pianta di lavanda, uno dei suoi tanti piccoli orgogli di giardiniera. Mosse una mano in quella direzione, dall'alto verso il basso, sentendosi un po' sciocca. Ma dopo un po' quello si librò in aria e rimase sospeso nel vuoto come se fosse tenuto da fili invisibili, ma i fili erano solo nella mente di Sara.

Osservò quel piccolo prodigio come ipnotizzata. Lei, proprio lei, la ragazza che del mondo di fuori si sforzava di occupare solo una nicchia, quella sempre a disagio, sempre fuori posto ora si scopriva capace di fare cose impensabili. Si sentiva sicura..potente anche in quel piccolo gesto stupido. I suoi occhi brillavano.

A un tratto dentro casa una bottiglia scivolò a terra e si ruppe, producendo un rumore secco. Sara si voltò perdendo la presa e il vaso di lavanda fece un'analoga fine. Contemplò un po' mesta il vaso rotto, e il suo contenuto sparso intorno. Il momento era finito. Peccato.

Rientrò in cucina per prendere scopa e paletta. Tese un orecchio verso il soggiorno dove più persone si davano da fare per pulire. Ah, ora non doveva curarsene lei. Ripulì il suo, di pasticcio, e finito di raccattare i cocci e sistemata la pianta si alzò. Nessuno mi ha vista. Meglio così, pensò dirigendosi verso i bidoni.

"Tua madre ci teneva molto a quel vaso".

Per l'ennesima volta quel giorno il cuore di Sara fece una capriola intanto che la sua proprietaria girandosi si chiedeva perchè nessuno le avesse detto che quella era la giornata dei Colpi a Sorpresa. O degli Infartini. Come quello in agguato quando vide dietro di sé la sagoma della nonna.

"Ciao, nipote" disse con tranquillità.

"Nonna ma..". Si passò la lingua sulle labbra aride. "Come hai fatto?".

Per un attimo la sua mente tornò indietro al momento della sua morte, le sue ultime parole. E capì. "Sei un fantasma, vero?".

La nonna si limitò a un accenno del capo. "Hai parlato con tua madre?".

"Dovevo farlo. Dovevo sentire la sua versione anche se..".

"Non ci vedi un filo logico, lo so. Ora ascoltami" iniziò risoluta "essere consapevole della propria magia è una faccenda molto delicata. D'ora in poi devi stare molto attenta".

"Cosa intendi dire?".

"Nessun estraneo della famiglia dovrà scoprire che siamo delle streghe, nessuno! Neanche i tuoi amici..".

"Nonna, io non ho amici!".

"Scusami, ma sono preoccupata. Io ti conosco, e so che puoi gestire questa situazione ma sono cose devi sapere lo stesso. E lo sai, mi fido di te".

"Si, nonna. Senti, mi chiedevo..ora che tu sei qui, che ne dici di stare un po' con me? Magari per poco..mi spieghi un po' di cose su di noi, mi aiuti a controllare i miei poteri..che ne dici?" chiese esitante.

La nonna sorrise e Sara vide per la prima volta un'ombra di mestizia. "Tua madre ti dirà, ti mostrerà tutto quel che c'è da sapere. Io non posso farlo, purtroppo".

"Nonna aspetta..".

"Ma non preoccuparti. Ci rivedremo presto, bambina" disse iniziando a svanire.

"Nonna non andartene! Resta con me.." disse allungando il braccio per fermarla. Si ritrovò a tastare aria. "..solo per poco".

La nonna era andata via.



Commenti

pubblicato il 05/05/2010 15.18.32
fiordiloto, ha scritto: Povera Sara... Certo che non deve essere facile per lei! La nonna morta da poco e un segreto così importante che le piomba addosso. Non vedo l'ora di sapere il seguito! A prestissimo!!!!!!!!!

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