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lavoro pubblicato lunedì 3 maggio 2010
ultima lettura sabato 20 luglio 2019

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L'EREZIONE DI UN MITO

di iltuttofacente. Letto 843 volte. Dallo scaffale Generico

Era un po' di tempo che Tiziano Ravello, in arte Molotov, non azzeccava più un disco. Dopo vent'anni passati a calcare le scene, con concerti in ogni angolo della penisola, e una serie di hit infilate una dietro l'altra, sembrava che la vena cre...

Era un po' di tempo che Tiziano Ravello, in arte Molotov, non azzeccava più un disco. Dopo vent'anni passati a calcare le scene, con concerti in ogni angolo della penisola, e una serie di hit infilate una dietro l'altra, sembrava che la vena creativa fosse arrivata al capolinea. Sulle prime Molotov non aveva dato troppo peso alla cosa, tanto il conto in banca era bello consistente, però quando aveva visto che nuovi gruppi, nuovi cantanti si facevano sotto per soffiargli il posto d'onore, allora si era arrabbiato, perché lui, e solo lui, era la vera star del panorama rock italiano.

Si era messo d'impegno e aveva tentato di tirar fuori una decina di canzoni orecchiabili in modo da recuperare il terreno perduto, ma scrivere musica e testi diventava sempre più difficile anche per uno dei migliori cantautori come Molotov. Aveva provato a copiare i motivetti più in voga, cambiando qualche nota, ma si era reso conto che era fatica sprecata, la gente, il pubblico, i suoi fan avrebbero capito che quella roba non era farina del suo sacco e lui sarebbe caduto ancora più in basso.

Ma che fare per rimanere se stessi? Cosa inventarsi per riportare le lancette indietro nel tempo a quando era giovane con i capelli lunghi e tutte quelle ragazze che gli lanciavano le mutandine sul palco?

Pur avendo solo quarantuno anni, i capelli cominciavano a venir meno e, durante i concerti, cercava di dare le spalle al pubblico il meno possibile, altrimenti si sarebbe vista la piazza in mezzo alla nuca. Per ovviare al problema aveva preso l'abitudine di tingerseli, però la cosa lo faceva sentire più vecchio di quello che, in effetti, era. Prima che le riviste di gossip cominciassero a divulgare le sue foto con la chierica in evidenza, si era rivolto pure a Cesare Ragazzi per farsi qualche innesto, ma era stata una battaglia persa in partenza perché rinfoltita una parte, il giorno dopo si accorgeva che dall'altra mancava qualcosa. E poi c'era pure quel lieve accenno di pancetta, frutto più che altro di qualche birra con gli amici, che nascondeva lasciando la camicia fuori dai pantaloni.

Ci doveva essere un modo per risollevare la propria immagine e per questo aveva riunito tutti i suoi più stretti collaboratori e l'ufficio immagine.

"Cosa facciamo? Io devo recuperare la mia posizione"

"Ci sono un sacco di musicisti che potrebbero scrivere per te..."

"No! Io sono un cantautore, le canzoni me le scrivo da solo, non ho bisogno di nessuno"

"Eh, però - intervenne il suo agente - non imbrocchi una hit da quanti anni?"

"Non me ne frega! Ma non capite? Io voglio recuperare la mia immagine. Se riesco a reinventarmi, i dischi poi si vendono da soli".

Tutto sommato, il concetto di Molotov, pur espresso senza il linguaggio appropriato della comunicazione, non era sbagliato, un fondo di verità c'era anche perché la molla che spinge la gente a compare i dischi non è tanto la qualità delle canzoni, bensì l'immagine di chi le canta e gli esempi in tal senso si sprecano.

"E' vero - intervenne il responsabile della comunicazione, il dottor Roberto Crociera della ROCRO - Vasco oggi canta solo cagate, non è più quello di una volta, quello degli anni '80, però la gente continua a comprare i suoi dischi perché il signor Rossi è un'icona, un mito. Insomma, ha un'immagine forte in cui la gente si identifica"

"Giusto, non ci avevo mai pensato - commentò il truccatore spegnendo la lucky strike nel posacenere - e poi, Tiziano, anche Vasco è pelato".

"Quindi cosa mi suggerite di fare?"

"Dobbiamo svecchiare la tua immagine, dartene una nuova"

"A Robbè, l'ho capito dammi qualche idea, porca troia!"

"Non so, così su due piedi non è facile. Dovremmo ripercorrere la tua storia personale e trovare qualcosa su cui poter far leva, un gancio, un hook".

Calò il silenzio e ognuno cominciò a meditare per tirar fuori il lampo di genio risolutore.

"E se ti schierassi politicamente?" buttò lì il presidente dell'etichetta discografica.

"No, dai già il mio nome ti dà un'idea di dove posso stare"

"Appunto, tu ora dici che stai a destra, che sei fascio. Pam, ti fai stampare una bella magliettina..."

"No, no, mi sembra una cazzata, non funzionerebbe e se anche funzionasse io voglio rimanere me stesso. I miei vecchi fan mi abbandonerebbero e poi le T-shirt mi mettono in risalto la pancia"

"Bisogna pensare a qualcosa di più sensazionale, forza!" Roberto Crociera, senza un'idea sua, cercava di infondere forza nella creatività degli altri.

"E se facessi outing? Prendi Ricky Martin, ha detto che è ricchione e tutti hanno ripreso a parlarne. Son bastate un paio di foto sulla spiaggia insieme al suo uomo e vedi che ora quello ti riempie di nuovo gli stadi"

"Ma vaffanculo, ricchione ci sarai tu! A me piace la fregna!"

"No, Tiziano stai calmo non infervorarti. Quello che il tuo agente ti vuol dire è che non devi diventare omosessuale per forza, devi solo fingere, fin-ge-re. Secondo me, e te lo dico da uomo della comunicazione, potrebbe funzionare. Per lo meno la stampa ne parlerebbe e la comunità gay gradirebbe"

"Vaffanculo pure te Robbè! Io ti pago perché tu mi dia dei consigli seri, se devi dire stronzate, lascia perdere e sparisci"

"Calmati, calmati non volevo offenderti. Era tanto per fare l'avvocato del diavolo, si dice così? Avanti, prossima idea!".

Fu la volta della segretaria e Molotov era impaziente di ascoltare il parere di una donna. "E se ti facessi paladino delle donne maltrattate? Potresti fondare un'associazione, una onlus"

"Samantha, ma io le donne le maltratto, le faccio piangere. Sono un rocker, io. Seguire il tuo ragionamento, sarebbe come tradire la mia identità, il mio marchio di fabbrica. Ma cazzo ragazzi, un po' di fantasia! E poi, Samantha non dimenticarti che ho tre figli da tre donne diverse, più tutti quelli che non so di avere. Figurati il casino che ne uscirebbe"

"E scrivere belle canzoni?"

"Ma non l'hai capito che non ci riesco più? Voglio essere sincero: non ne ho più voglia"

"Eh ma, mettiti nei nostri panni, non è facile suggerirti la cosa giusta così di punto in bianco, però ora che ci penso meglio.. Forse, un'idea mi è venuta"

"Spara Robbè!"

"E' un po' forte come idea, cioè nel senso, è crudele, però se vuoi guadagnare il terreno perduto, potrebbe funzionare"

"E cosa suggerisci di fare?"

"Beh, ecco io, pensavo che tu..."

"Allora?"

"Tiziano, tu hai quarantun anni, sei ancora giovane. Prima hai detto che non riesci più a scrivere niente di buono"

"Sì, quindi?"

"Quindi, prova a pensarla così. La gente si aspetta che tu esca con un disco, ma tu, non avendo nessuna canzone valida, non esci"

"Eh, appunto"

"Ma non capisci? Più aspetti e più perdi colpi, allora devi agire immediatamente, subito!"

"Facendo cosa, cazzo?"

"Suicidandoti!"

Era una strategia agghiacciante, eppure Tiziano Ravello, in arte Molotov, non reagì. Per una volta non mandò affanculo il dottor Crociera e gli occhi si illuminarono.

"Dovrei suicidarmi?"

"Sì, sai che impennata avrebbero le tue vendite?"

"E io cosa ci guadagno?"

"Rimani te stesso, diventi un mito. Te l'ho detto è un po' azzardato, però..."

"No, no, anzi mi sembra una buona idea, adesso mi dovete dire qual è il sistema più, come dire, efficace per farla finita".

"Overdose?"

"Troppo banale"

"Impiccagione?"

"No, assolutamente, deve essere qualcosa di nuovo, ma il metodo non deve in alcun modo sfigurare il corpo, altrimenti i fan ne conserverebbero un brutto ricordo"

"Una pallottola al cuore?"

"Non ci siamo, troppo romantico. La gente penserebbe subito che mi sono suicidato per amore... Ragazzi, e se la mia morte la camuffassimo da omicidio? Sai che roba, i giornali ci riempirebbero le pagine e io diventerei come Marilyn Monroe"

"Come esperto di processi comunicativi, devo dire che non è male, davvero non male! Chiaramente restano da definire i dettagli"

"Ah io pensavo di rubare l'idea ad Agatha Christie"

"Bene, per il "quando" hai già in mente qualcosa? Che la data ha la sua importanza".

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