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lavoro pubblicato martedì 27 aprile 2010
ultima lettura giovedì 23 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

INVINCIBILI STREGHE

di akire. Letto 749 volte. Dallo scaffale Fantasia

Dopo questa lunga assenza sono di nuovo qui, a incantarvi con le mie parole. Ho scritto questa storia molto tempo fa sulla mia piccola ossessione di sempre, le streghe. Questo è ufficialmente il mio primo capitolo, e allora buona lettura!

La porta della stanza di sua nonna non le era mai sembrata così grande. Mai, da quando era bambina, aveva esitato nell'entrare per correre tra le sue braccia, e respirare il suo profumo di lavanda e gelsomino.

Ma ora la nonna stava morendo, e i fiori sarebbero appassiti per sempre.

Aveva evitato quella porta da quando il dottore era venuto la prima volta a casa, e allora tutte le volte; rimaneva in disparte e non vista lo ascoltava attentamente parlare con la madre, le sue osservazioni cliniche prima e le sue vuote parole di cordoglio poi.

Eppure, lo sapeva, una parte della sua mente rifiutava di accettare la verità. Con raziocinio e stolida convinzione si ripeteva che nulla di quel che vedeva e sentiva stava accadendo davvero. E vi si aggrappava con le unghie ora che allungava una mano sul pomello per entrare.

Aveva evitato quella porta anche quel giorno, obbedendo a una voce dentro di sé che le imponeva di non entrare, una voce stranamente affine al raziocino e stolida convinzione. Ma ora non poteva più rimandare, doveva entrare almeno per vedere come stava la nonna e il non farlo, ancora una volta, le sembrava un'imperdona-bile mancanza di rispetto.

Entrò. La luce dalla finestra era smorzata dalle tende, e illuminava fiocamente i contorni dei mobili, delle pareti, dando a tutto un'aria surreale. Non ci aveva fatto caso né mai l'avrebbe fatto. Ora tutta la sua attenzione era concentrata su quella figura distesa sul letto.

Soltanto allora riuscì a vedere. Riuscì a percepire la vita abbandonare quel corpo, il cuore stanco arrancare verso il suo ultimo battito.

Mia nonna sta per morire. La mia stupenda, deliziosa nonnina sta per morire per colpa di una cosa che chiamano polmonite.

Il raziocinio e la stolida convinzione che ora le apparivano così stupidi si sciolsero come neve al sole. Vedeva la cruda realtà sotto i suoi occhi e le sembrò che il suo cuore si stringesse in una morsa di ghiaccio.

Si avvicinò al letto lasciando scorrere una lacrima lungo una guancia. Un'altra, e un'altra ancora. Ormai piangeva apertamente, senza neppure un singhiozzo. Fece scorrere una mano lungo il copriletto, poi si fermò in prossimità del viso.

Proprio allora la nonna si svegliò. Aprì lentamente gli occhi e sbatté le palpebre, più volte, per mettere a fuoco. Si girò verso la nipote e le sorrise, ma senza alcuna mestizia. "Ce l'hai fatta ad affrontare questa vecchia, eh?".

Sara si avvicinò ancora di più. "Nonna..".

"Sai" esordì quell'altra ignorandola e, con un certo sforzo, tirandosi su a sedere "sento che sto per morire, è inutile negarlo. Eppure non ho paura, non ho rimpianti, non ho rimorsi che mi rendono ancora più difficile lasciarvi. Mi sento pronta, e non sai quanto non vorrei vederti piangere. Ma prima di andarmene" continuò tirando un doloroso respiro "c'è un'ultima cosa che devo dirti".

La nipote si sedette accanto al letto. "Nonna, ora devi pensare solo a riposarti, tutto il resto non ha importanza".

"No no, non interrompermi, è molto importante per me dirtelo. Ne ho il dovere e tu hai il diritto di sapere. Le poche energie che mi sono rimaste le dedico tutte a te, perciò ascoltami fino alla fine, ti prego.

Quello che sto per dirti riguarda tutte le donne della nostra famiglia, e direttamente anche te. Mi dispiace dirti che il nostro più grande segreto cambierà per sempre la tua vita, e tu dovrai adeguarti come tutte noi abbiamo fatto; ma ricorda sempre, il destino, quello te lo devi scrivere tu, e per come volgerà la tua vita dovrai rifartela solo con te stessa.

Ma questo già lo sai.

Ora, veniamo a te. Vediamo, hai sedici anni e non hai molti amici. Anzi, a voler essere crudelmente onesti non hai neanche un amico, un vero amico. Osservi i ragazzi della tua età, e le persone in generale, e anche se provi a mescolarti a loro sai, o almeno intuisci in sottofondo che tu sei diversa tra loro. Sei speciale e credimi, queste persone ‘normali' lo intuiranno sotto la pelle e ti staranno alla larga, come in effetti già accade. Ma non è colpa tua, e nemmeno loro, mia cara. Semplicemente non sono in grado di capire".

Sara si alzò e indietreggiò, ora anche spaventata da tutti quelle parole. Il cielo già nuvoloso si incupì ancora di più facendosi minaccioso, grosse nuvole cariche di pioggia soffiavano da est. Ancora una volta lei non guardò fuori dalla finestra. "Nonna, cosa stai cercando di dirmi?".

La vecchia signora fece un gesto con la mano, a invitare la nipote a sedersi e ascoltare. "Mi sto dilungando troppo, e nelle mie condizioni non me lo posso permettere. Devo riuscire a spiegarmi..ecco, Sara, io e tua madre abbiamo dei talenti, dei doni particolari da usare con saggezza. Ovviamente anche tu ne hai, e ciò va a spiegare tutti gli strani episodi che ti sono capitati e che hai finito per dimenticare. Si insomma, tutte noi siamo quel che si dice..delle streghe".

In lontananza rimbombò un tuono.



Commenti

pubblicato il 27/04/2010 8.20.19
fiordiloto, ha scritto: Carissima! E' un piacere leggerti di nuovo, anche da così lontano! Continua questa storia al più presto e facci sognare! Un saluto grande! =) Francesca =)
pubblicato il 15/05/2010 17.41.25
spitz, ha scritto: mmm...mi hai fatto venire voglia di vedere come va avanti (che dovrebbe essere il fine di un racconto no?
pubblicato il 04/06/2010 22.59.02
mirketo, ha scritto: Già il primo capitolo fà incuriosire...

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