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lavoro pubblicato martedì 27 aprile 2010
ultima lettura giovedì 23 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

biografia di un autore d'insuccesso

di uomopigiama. Letto 894 volte. Dallo scaffale Pulp

Ricostruzione grottesca di Casa Vianello. Dolore e senso della dispersione consensuale. L'autorialità nell'era della disillusione.

episodio 320

Vianello fa cerchi con la mente. dispone il cartoccio del latte sul tavolo mentre aspira una pall mall blu. boccate avide.

Sandra: Raimondo, come mai non hai fatto ancora colazione?? sono le 10 e mezza!

Raimondo (seccato): Sbirulina, osservami quando ti mando dove non batte il sole

risate del pubblico.

Sandra piange. primo piano sull'anziana, lacrime di cera ai bordi degli occhi.

Vianello scosta una tenda della finestra. totalino sull'esterno, quartiere popolare milanese, tranvieri in sciopero, tafferugli, focolai di sommosse.

Raimondo: e poi, Sandra, credimi, quel cazzo di posacenere a forma di gondola, mi ha sempre fatto cacare la minchia.

applausi scroscianti del pubblico.

Fine.

Mi lascio cadere in un sonno stantio, ammorbato da fantasie erotiche ai margini della patologia onanistica. mi sveglio in una luce crepuscolare, invernale. Raccolgo le forze per cercare il calzino perduto (ne trovo sempre uno subito, e il secondo con difficoltà). Appena lo vedo sopra una mensola lascio che mi entri nel piede. Ed entra facile, a righe. L'altro è a tinta unita. Ma tanto è buio. chi vuoi che se ne accorga.

Il gatto Vortice mi guarda senza proferir parola.

Ciao Gatto, gli dico. ti ho lasciato un po' di pane in forno. sarò di ritorno domani. non finire il burro. mi serve per ungere il fucile con cui spararmi.

Scendo in strada. i lampioni mi guardano pignoli dall'alto. Sembra che anche loro sappiano leggermi dentro, le mie paure, le mie sensazioni di insicurezza.

Alessia varca l'angolo con il suo stupido scooter.

Ciao scemo! soprassali, dice scherzando odiosamente con i verbi.

Intendi dire che devo salire?

Non risponde. ha la faccia di un'indiana di coccio.

Ho un fardello dentro, che mi straborda dagli occhi sotto forma di lacrime. potrei dare la colpa al vento che mi struscia la faccia mentre viaggiamo a 45 verso porta genova. Ma no, quella è roba da Jack Frusciante,

l'amore puro, e i sentimenti veri. Qua è tutto una nebbia, una sosta forzata tra la realtà e una fantasia con le gambe più corte di una bugia.

eppure adesso, proprio adesso, che vorrei solo piangere e nemmeno ne so il motivo,beh proprio ora vedo forse la realtà in tutta la sua trasparenza. a che serve?

a niente. ma sempre meglio che una rissa in Via Sarpi.

Vianello mi torna a gola come la vodka al melone.. errori di pubertà, voglio dire una bottiglia di vodka al melone a tredici anni può spezzare una carriera nel mondo dell' abbruttimento alcolico sovietico.

Ma so che un giorno, quando sarò maturo potrò tornare a vomitare anche col melone.

ogni volta che cerco il filo della mia vita, l'asse portante delle mie azioni sul pianeta terra, finisco a bere drinks da 25 gradi in su e a parlare con vecchie baldracche in qualche bar dai loschi risvolti morali. non so cosa sia di preciso un bar losco. presumo un bar frequentato da gente losca, o dove la gente losca si trova a proprio agio, a causa di un' ambiente losco.

Ok.. ma cosa fa di un ambiente inizialmente neutro, un ambiente losco? o si deve pensare che la loschezza sia una primità, una qualità che esiste di per sè e non si costruisce? come i colori primari?

accedo una Diana Blu morbida. i pensieri si impennano come una BMX. so che che scenderanno come le mie qualità amatorie inversamente proporzionali al gin. Ma soprattutto,

perchè non riesco a vivere una realtà vera, depurata dagli schemi della teoria? del continuo flusso di coscienza interrogante, auto-interrogante?

come cazzo si spenge il cervello?

No perchè, capirete, c'è una baldracca over 40 che mi guarda da dietro occhiali spessi. Roba da secchioni, per Dio! uh!

ma non divaghiamo- La signora si butta indietro i capelli come fossero le Niagra Falls. ossigenate.

Alessia mi siede accanto. guarda le noccioline in un recipiente che si trova vicino al mio gomito appoggiato al bancone.

Io non mangerei quelle noccioline, dico.

Lei si limita a mangiarle, ostentando una certa personalità.

Comunque, credo un bar losco sia semplicemente un insieme di fattori. piccole cose: ad esempio come il bar è stato verniciato, magari con un colore un po' giallo, o il bancone appiccicoso se ci metti una mano quando la togli fa il rumore del nastro adesivo quando lo togli da qualcosa. dei soprammobili di gusto pessimo come belluria, ad esempio un teschio di gomma che pende dal soffitto con scritto sopra la fronte "vietato fumare".

Anche l'illuminazione è importante. La fotografia è fondamentale per creare l'atmosfera. Un faretto rossastro, un neon squallido, delle lampadine da albero di natale che balenano a intervalli regolari per tutto l'anno

Io non so voi, ma a me viene l'angoscia quando mi trovo davanti dei festoni natalizi, o abeti addobbati e siamo a Marzo. Mi viene in mente che quelle persone del bar, che lasciano gli addobbi del Natale perennemente non abbiano rispetto per le feste, per la famiglia, eccetera. mI VIENE male. il 6 Gennaio finiscono le feste, baby. spengi quelle cazzo di lucine cinesi di mmerda.

Ma la musica è buona. Blues per red.neck della Lousiana. Il padrone del bar ha una barba lunga, folta e scompigliata. credo che lì dentro, in quella foresta di puzzo e doppio malto si nasconda una carogna di assistente sociale

Chissà dove sarà Mauro, si chiedono i colleghi assistenti sociali. E' scomparso da quando doveva seguire il gestore di quel bar malfamato in zona Fmagosta. Avrà perso la testa.. avrà inscenato la propria morte..

e adesso se la starà godendo su un'isola deserta insieme a Bob Marley e Jim Morrison.

E invece no. Mauro è dentro la barba del gestore. e' morto lì dentro. Il gestore ha capito che lo sto studiando. Mi guarda come sanno fare i drogati e gli attori di Beatifull. con un occhio mi fissa e l'altro lo butta verso la porta per vedere se entrano gli sbirri.

In verità gli attori di beautyful usano questa tecnica durante le scene di bacio. mentre si baciano, con un occhio guardano il partner, e latro lo buttano in camera per eccitare vedove, casalinghe e sfigate di altra posizione sociale.

Beh nessuno è perfetto. Io ad esempio non so scrivere la parola bEATYFull correttamente. non sono mai stato capace.

Alessia mi sveglia dal torpore analitico.

PERChè esci con me e parli da solo?

io non parlo da solo, parlo tra me e me.

I tuoi emisferi hanno subito danni irreparabili. dICE.

Andiamo via di qui, prima che una retata della madama ci metta nella cacca.

Ok, dice lei.

Ah Ale, quante birre hai bevuto stasera?

per ora 6 medie e due piccole.

Usciamo in un nuvola di fumo come dei ninja incazzati. in realtà è solo tabacco che brucia nei polmoni, spiragli bianchi di morte che strisciano fuori dai nostri stessi orifizi facciali eccitati dal freddo dell'aperitivo.



Commenti

pubblicato il 27/04/2010 1.43.46
uomopigiama, ha scritto: e' trash ed immatura sta cazzata, peccato,l'idea era bella. ma ci saranno nuove, più gustose puntate per voi, internauti inquieti della notte.

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