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lavoro pubblicato martedì 20 aprile 2010
ultima lettura giovedì 15 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

dove và questo Paese.

di Nonno Enzo. Letto 863 volte. Dallo scaffale Attualita

continuo con le mie amarissime riflessioni. non perche sono pessimista per natura ma soltanto perche il mio pessimismo ,spero sia quello della ragione.

Dove va questo Paese ?

Di nonno Enzo 16.04.20

Secondo il parere di moltissimi opinionisti più o meno schierati, siamo gente di un Paese in declino.

Solo i fedelissimi di "sua entità" il "migliore di tutto e di tutti", possono affermare che non è vero e si consolano gridando in tutte le sedi mediatiche possibili che, se ci sono cose che non vanno bene, forse è possibile ma, è anche vero che tutti gli altri, nel mondo occidentale, sono ridotti peggio di noi,e questo rappresenta la massima consolazione per i giovani precari.

Ovviamente questi fautori del "meno peggio degli altri", possono contare su lauti stipendi da fedeli servitori del Paese come; parlamentari, direttori di banca, grandi manager, professionisti e baroni di caste intoccabili, politici riciclati e buoni a servire sotto tutte le bandiere e relativo codazzo di mezze calzette come portaborse, portavoce, coordinatori e figure varie disposte a raccogliere le briciole che cadono dalla mensa dei potenti.

Siamo il Paese dove l'unico settore del vivere sociale in espansione e quello del precariato, della mancanza di futuro per le nuove generazioni, del dramma dei cinquantenni espulsi dal lavoro,delle aggressioni alle conquiste del mondo femminile, dei suicidi per mancanza di lavoro, dei suicidi nelle carceri e via seguitando con tutte le problematiche che alimentano in modo evidentissimo una fase di declino.

Fermiamoci qui per quel che riguarda il declino socio economico e cerchiamo di capire un altro aspetto del declino del Paese. Intendo il declino morale, culturale, della solidarietà, della generosità del rispetto della condizione umana di chi si trova nella condizione di bisogno che rappresenta , tra l'altro l'espressione massima di mancanza di libertà, con tutte le implicazioni che ne conseguono in riferimento alla unità del Paese e ai danni per la vita democratica e trova la sua più manifesta negatività nell'aumento dell'astensionismo e nell'antipolitica.

Siamo il Paese che ha l'onore millenario di avere ospitare nel suo territorio la massima espressione della cristianità, che in questi giorni si trova al centro di aspre polemiche per essere stato scoperto e coinvolto in tutto il mondo nelle vicende di pedofilia.

I gravissimi fatti sono stati universalmente riconosciuti e formalmente condannati dal Vaticano , purtroppo non mancano neanche li voci stonate che si distinguono per la faciloneria con la quale cercano di attenuare l'enorme gravità dei fatti denunciati quando dichiarano che la pedofilia e consequenziale alla omosessualità. Comunque anche questa vicenda ci sta tutta nella direzione di un possibile declino della Paese Italia e di una parte grande della società.

Giova qui ricordare per comprendere meglio i pericoli ai quali andiamo incontro, che per il nostro Paese rimane comunque il fatto ideologicamente incontestabile per cui saremmo, in quanto centro della cristianità ,quella parte della umanità più disponibile a praticare stili di vita più contaminati dalla generosità, dalla solidarietà,insomma, dai principi fondamentali della cristianità.

Ma allora, come la mettiamo con quanto è accaduto ad Adrio, provincia di Brescia ,dove si è verificata la scandalosa vicenda dei bambini delle elementari messi a "pane e acqua" perche le loro famiglie non pagavano la retta per la mensa.

Ora senza entrare nel merito delle ragioni per cui le famiglie , in maggioranza di extracomunitari, erano morose e senza neanche escludere che ci possano essere famiglie che non pagano ,pur essendo in grado di farlo, ma questo diventa un problema di controllo da parte di coloro che dovrebbero farlo, magari il sindaco leghista di Adrio che amerebbe definirsi "sindaco da Oscar", non possiamo far passare sotto silenzio il fatto veramente preoccupante e pericoloso per cui se si presenta un signore animato da un alto senso della solidarietà civile,laica,e cristiana e si offre di saldare con un proprio impegno finanziario il debito delle famiglie, si scatenano gli istinti meno nobili, e più confacenti alla filosofia della Lega e dei leghisti, di Adrio.

Le famiglie in regola con i pagamenti insorgono perché si ritengono vittime di una ingiustizia. Il signore che ha badato a saldare il debito delle famiglie morose, dovrebbe accollarsi l'onere delle rette di tutti, anche di chi è in condizioni di pagarle e l'hanno sempre fatto.

Non credo sia necessario spendere tante parole per biasimare il comportamento delle famiglie in condizione di far fronte direttamente alle rette, potrei dire solo che, questa vicenda e la reazione egoista ,di chi non è stato beneficiato dall'ignoto mecenate, stanno a confermare con estrema evidenza quanto sia fragile , in una grande fetta del Paese, la pratica della fraternità, della solidarietà e anche della cristianità, cosa questa che non attenua il declino socio-morale-culturale, in particolare la dove le idee comportamentali nascono da una esasperazione degli egoismi particolari e personali,specialmente quando a guidare quelle comunità è un sindaco leghista , anche se da "Oscar". Ma di che?

Ci rimane la speranza di poter contare , ancora, su uomini e donne di un'altra grande fetta di questo Paese che al contrario dei genitori di Adrio esclusi dalla "beneficienza",è ancora disposta, su diversi fronti,a spendere qualcosa di personale per non far morire quelle categorie di comportamento civile e sociale che vanno sotto il nome di solidarietà, umanità di cui si sostanzia la democrazia.

Esemplare ci sembra il comportamento di quel signore che si è fatto carico del debito delle famiglie per la mensa per ristabilendo il principio dell'uguaglianza dei bambini in quella comunità.

Il suo gesto,di grande, laico, amore per ripristinare un minimo di giustizia, ci da il segnale per poter dire, che non tutto è perduto, si può ancora sperare, si deve sperare, anche perché,(e queste sono parole dell'ignoto benefattore)<< Quei bambini, tra 20 o 30 anni si ricorderanno di voi (di noi) e non saranno disponibili (o non potrebbero essere disponibili) a cambiarci il pannolone>>.

Gli esperti nella scienza della educazione e formazione, dovrebbero impadronirsi della testimonianza di quel benefattore riportata dal giornale l'Unità del 14.04.2010 dal titolo;<<Che miseria umana questo mio paese senza solidarietà>>.

Quella testimonianza , potrebbe rappresentare un piccolo saggio di altissimo valore civile, laico e anche cristiano e dovrebbe essere pubblicizzato nelle scuole di ogni ordine e grado , alla ricerca di risposte agli interrogativi di grande rilevanza profetica che propone.

A rendere più preoccupanti gli interrogativi che quella vicenda e quella testimonianza ci pongono è la volontà espressa dall'ignoto benefattore di rimanere nell'anonimato, per non correre il rischio di doversi confrontare, fisicamente, con la reazione di coloro che sono stati contagiati dalle idee razziste dei leghisti locali.



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