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lavoro pubblicato sabato 17 aprile 2010
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lo Skazzamuriello

di DieselNoir88. Letto 903 volte. Dallo scaffale Sogni

Im Schönefeld Flughafen geschrieben.É un sonno agitato quello che sto vivendo questa notte. Le mani morbide di Morfero ancora non vengono...

Im Schönefeld Flughafen geschrieben.

É un sonno agitato quello che sto vivendo questa notte. Le mani morbide di Morfero ancora non vengono a posarsi sulle mie palpebre e la volta affrescata di questa Altbau mi fissa mostrando alla mia vista un vortice confuso di fiori. Sto dormendo in questo letto che non é il mio, in una casa che non é la mia. Quando al mattino mi sveglio non riesco dalla finestra a scorgere i boschi della mia terra, ma solo un cielo plumbeo e minaccioso che sovrasta i tetti di Berlino, cuore pulsante della storia tedesca, la cittá dell´orso, capitale di tre Reich. Mentre cerco di dormire, il susseguirsi di pensieri privi di senso, dovuti all´insonnia che mi tormenta, si chiede se il mio vivere fa parte della realtá.

É una notte fredda. La neve di questi mesi di inverno si é tramutata in ghiaccio incrostato caparbiamente all´asfalto ed ai marciapiedi, mentre il vento proveniente dalla grande Siberia sferza alberi e visi umani senza alcuna pietá. E in questa notte, questa surreale notte di gennaio, anche questa casa é piú gelida del solito, come se il potere dell´inverno non conoscesse i limiti delle mura isolanti le case dai fenomeni dell´atmosfera.

É cosí fredda questa stanza, cosí appiccicose queste lenzuola... Ma tutto ad un tratto il sonno finalmente discende sulle mie membra. Dapprima profondo e denso di torpore, poi man mano popolato di sogni tetri. Ho visto il destino della modernitá, una furiosa battaglia senza alcun vincitore e senza vinti. Ho respirato aria malata e satura dell´odore del sangue dei soldati che giacevano tra le rovine di quelle che una volta erano le piú belle cittá del mondo. Le mappe verranno ridisegnate da giovani aspiranti cartografi; riesco a vedere archeologi del futuro che ricostruiscono virtualmente l´immagine di com´era un tempo il Gendarmenmarkt, Marienplatz o la Basilica di San Pietro.

Ma la visione si ferma di colpo. Ora i miei occhi si sono aperti e, in uno stato poco delineato, vago tra l´incertezza del sogno e la luciditá. Vedo buio, solo buio attorno a me. L´inerzia del mio corpo mi impressiona e vorrei tanto poter muovere la mia gamba ma lei resta ferma lí, sotto un lenzuolo che forse é bianco.

Oh, notte insonne! Quale male tormenta il mio spirito per portarlo ad avere dubbi sulla certezza delle cose? Cara oscuritá, questa che mi regali é solo angoscia.

Se la mia mente cerca una risposta non é molto che deve aspettare per ottenerla visto che Lui entra quasi immediatamente nella stanza. Dapprima sono solo fruscii, passi leggeri sulla moquette. Ora tutto é piú chiaro. Ma no! Che dico mai? Come posso definire qualcosa come chiaro o certo quando non riesco a realizzare se tutta questa situazione é parte della realtá o del regno della mia incoscienza?` Ma il corpo risponde prima della mente quando su quella stessa gamba che ho cercato di muovere avverto il contatto di una mano che sul ginocchio si posa. E prima di poter pensare qualcosa, un serpeggiare intenso si prolunga a tutti gli arti finché un colpo fortissimo mi schiaccia il petto, sento il mio torace sotto un´invisibile e impalpabile pressa.

Dum! Dum! Dum! Tre colpi. Ed il mio cuore é una scheggia che schizza ovunque. Respiri affannosi, istante di calma. Sento la voce di una donna nell´altra stanza che discorre con qualcuno in una lingua che non comprendo ed una musica d´organo in sottofondo.

Dum! Un altro colpo sul petto e il respiro si ferma non so per quanto. Sento inequivocabilmente due mani che mi artigliano la gola. É un incubo, oh Dio... Cosa sta succedendo? Ora le mie braccia si muovono, come per liberarmi da quella stretta sul collo. É davvero questo l´istinto di sopravvivenza? Un unico grande flusso di energia incanalato solo quando si avverte che la propria vita é in pericolo? Ma queste mani, queste pallide mani, non fanno altro che annaspare nell´aria. Non riescono a toccare nulla. Qualcosa cambia adesso.

Dumdumdumdum! Quattro colpi. E mi dibatto come un ossesso.

Dum-dum! Solo due. Due labbra incorporee si accostano alla mia bocca che cerca disperatamente ossigeno ed aspirano. Il mio corpo si solleva dal letto levitando nel vuoto e, quando il risucchio cessa, ricade nuovamente sul letto. Apro gli occhi... Ora la volta affrescata si é tramutata in uno specchio e posso distintamente vedere, anche se é buio, i miei occhi sbarrati, la mia bocca spalancata e la posa catatonica che il mio corpo ha assunto.

Orrore...

Dum... Dum... Un eco lontano. Sento i miei sospiri e l´aria che riesco di nuovo a respirare. E il sonno spegne nuovamente le mie emozioni.

Lo Skazzamuriello é il nome che ha preso nel folklore del Sud Italia uno spirito incubo citato giá da Petronio, Plinio e Sant´Agostino e che viene ricollegato ai Penati e agli Iari, numi protettori della casa nella religiositá latina.



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