L'ispettore aveva ascoltato in silenzio tutta la storia e non sapeva che dire ma il commissario lo guardava e così un po' imbarazzato chiese la prima cosa che gli veniva in mente. “Come ha fatto a compiere i due omicidi? Com'è .....
L'ispettore aveva ascoltato in silenzio tutta la storia e non sapeva che dire ma il commissario lo guardava e così un po' imbarazzato chiese la prima cosa che gli veniva in mente.
“Come ha fatto a compiere i due omicidi? Com'è venuto in contatto con le vittime?”
“Con Marcello e' stato semplice. Dopo aver scoperto dove lavorava ho studiato un po' l'ambiente ed ho notato un via vai di imbianchini, che erano lì per fare alcuni lavori di ristrutturazione in un edificio di fianco a quello in cui Bongiovanni lavorava. Se qualcuno mi avesse visto in giro per l'edificio vestito in quel modo avrei potuto dire che avevo solo sbagliato palazzo, la gente mi avrebbe preso per imbecille, mi avrebbe riso dietro ma pazienza... l'importante era entrare. Farlo fuori poi è stato semplice. Sono entrato nel su ufficio, l'ho immobilizzato, l'ho narcotizzato e poi gli ho aperto lo scroto per controllare se quello stronzo avesse o meno le palle. Dopo averlo ucciso, mi sono chiuso a chiave nell'ufficio ho aspettato che se ne andassero via tutti e sono uscito tranquillamente, tanto telecamere non ce n'erano.”
“E per Malavolta?”
"Con lui è stato più difficile decidere dove e quando ucciderlo. Malavolta era uno che non stava mai fermo. Era molto meno abitudinario di Bongiovanni. Usciva spesso la sera con gli amici, cinema, bar, partite al circolo del poker, la piscina. Lasciava la moglie a casa e si andava a divertire. Probabilmente la signora si era anche fatta un amante ma per lui non era un problema, anzi lo aiutava a sentirsi meno in colpa. Eh sì Malavolta la tradiva a sua volta e con una gran bella ragazza. Si vedevano spesso un una villetta in Brianza credo di proprietà di lei visto che non ho mai visto Malavolta portarci la moglie. Un posto davvero carino, tranquillo, lontano da occhi indiscreti. Dopo averla vista ho deciso che sarebbe stato il luogo ideale per colpirlo"
“E la donna? Chi è? E' viva? Dov'è?”
“Si calmi ispettore, la donna è viva. Lei non mi ha fatto nulla, non doveva pagare e quindi sta bene. La può trovare legata al letto della villetta, magari un po' stordita dall'anestesia. Forse con un gran mal di testa che aumenterà quando vedrà com'è ridotto il suo garage e sopratutto le braccia che qualche tempo prima la stringevano con passione appese al muro come salami messi a stagionare. La donna si chiama Chiara Sirella, 30 anni cardiologa o almeno questo recita la targa sul portone della sua villetta. L'indirizzo però dovete scoprirlo da soli. Io da questo punto in poi non vi racconterò più nulla. Tanto a che vi servirebbe sapere di come gridava quel cane quando lo minacciavo con l'accetta, di come mi implorava di non ucciderlo perchè lui a mia sorella non aveva fatto nulla. L'aveva solo tenuta ferma e che Del Prete si sarebbe limitato a guardare impotente la scena, che insomma era stato solo Bongiovanni. Ho evitato di dirgli che queste cose le sapevo già, che tutto quello che mi stava dicendo era rimasto impresso nella mia mente come in quella di mia sorella e nel suo diario e gli ho mozzato con due colpi secchi un braccio dopo l'altro. Ovviamente Del Prete lo avrei accecato. Ed ora se volete portarmi via. Fate pure.”
Il commissario chiamò due agenti per far portare via Lamberti e diede loro anche l'ordine di far rintracciare la villetta dell'omicidio e di contattare il comando del posto per far liberare la ragazza, sempre che qualcuno non l'abbia già chiamato dopo averne notato l'assenza. Poi si avvicinò a Tenaglia.
“E anche questa volta è finita. Io vado a casa. Se vuoi puoi andare a riposare. I rapporti sull'accaduto puoi anche redigerli domani pomeriggio. Buona notte ispettore”
“Arrivederci commissario e buona notte anche a lei”
Rimasto solo Tenaglia decise di andare a fumare una sigaretta nel giardinetto antistante il commissariato. Lì c'era una panchina sulla quale piaceva sedersi a pensare o solo a fumare, quando ci riusciva. Davanti al cancello d'ingresso incontrò la Belvisi in abiti civili.
“Ciao Serena, ancora qui?”
“Si sto aspettando che mi passino a prendere”
“A quest'ora?”
“Mica sono vecchia come te!!”
“Mmm può darsi tu abbia ragione, anche i miei riflessi non sono più quelli di una volta. A proposito bell'intervento stasera, ma dove ti alleni?”
“Qui in commissariato la palestra è gratis e abbiamo anche degli ottimi istruttori. Poi ne riparliamo. Adesso vado chi di dovere è finalmente arrivato! Ciao Antonio”
“Buonanotte Serena”
L'ispettore raggiunse la panchina e si fumò la sua meritata sigaretta cercando di non pensare a nulla e a nessuno. Anche questa volta non ci riuscì.