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lavoro pubblicato martedì 13 aprile 2010
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Wincerboll e il Maresciallo in congedo tagliata 13/07/2011 ripristinata 13/04/12

di vennyrouge. Letto 653 volte. Dallo scaffale Fantasia

Lunedì Ore 22, Sala corse Un uomo sta entrando nella sala, dopo avere parcheggiata una splendida Ferrari rossa decappottabile di fronte all'entrata...............

Wincerboll e il Maresciallo in pensione.

Lunedì Ore 22, Sala corse

Un uomo entra nella sala scommesse, dopo avere parcheggiata una splendida Ferrari rossa decappottabile di fronte all’ingresso. Il vigilante lo insegue fin dentro ai locali per fargli spostare il mezzo. L'uomo è inquieto. Risponde roteando il braccio sinistro e agitando nervosamente la mano destra, dove custodisce un pezzo di carta. E' alto e prestante. Rosso di capelli. Non ha che un cenno di pettinatura. Indossa un completo beige con camicia bianca aperta sul collo. Acconsente infine, alla richiesta del vigilante.Tornando indietro a spostare il mezzo e con una brusca manovra posteggiando tra altre due vetture e per poco non strusciarle.

Ma guarda che tipo, mi domando se abbia la patente. Io sono un maresciallo dell'arma in pensione. Ho l'occhio per i tipi strani.

Il monitor appeso al soffitto evidenzia i pronostici per la prossima corsa. Roma 10/4, Malaga 6/4

Il tipo è già di ritorno. La guardia sulla porta pare ora contento. Ha redarguito l'uomo.

Il ''rosso'' si avvicina al centro della sala con le spalle rivolte allo schermo.

Mi viene addosso, mi bofonchia anche qualcosa che non capisco.

-Credo siano le sue scuse ma forse intendeva assegnarmi la colpa.

Mi domanda con dei cenno, dove è possibile giocare.

-Che tipo!-

Riesco a leggere il biglietto mal custodito.

Alzo quindi il braccio e la mano indicandogli lo sportello.

Sul biglietto intanto ho letto dei nomi il primo è Roma.

- Roma è un brocco perderà i suoi soldi –dico quasi ad alta voce-

Torno ai miei pensieri e a seguire le corse.

Lunedì Ore 23, Sala corse

Sul tabellone appaiono i risultati.1° Roma

Accidenti ho perso, peccato. Ho un moto di stizza sapendo per certo che il ‘rosso’ ha vinto .

Martedì ore 22 Sala corse.

Rivedo il ‘rosso’ entrare nella sala, seguito dall'occhio attento del custode che ancora lo ricorda.

Anche lui mi vede e mi da un cenno come di saluto, mentre si dirige velocemente alle puntate.

Lo vedo poi uscire dalla sala, trafelato, due ore dopo.

Sono convinto che abbia vinto anche questa volta.

Lo rivedo ancora tutte le sere che vado a giocare ai cavalli. Entra sempre dopo di me. In effetti io vado in sala tutte le sere. Già alle 21,00, sono là, subito dopo avere mangiato alla trattoria all’angolo, mentre lui arriva all'incirca alle 22.

-Che tipo strano, ma non sembra antipatico. Certo, se si facesse meno tinte ne guadagnerebbe. Alle volte i suoi capelli sono rossi, alle volte biondi. Passa dal colore dei volpini a quello degli yorkshire, ma che cosa stai dicendo, mi dico. Paragonare un cristiano ad un cane.

Quasi due settimane dopo. Alle 22,00 circa.

In sala entra un’avvenente bionda, seguita da molti sguardi. Il vigilante non è al lavoro questa sera, se la perderà. Ha i tacchi alti e indossa un aderente jeans. Borsa nera di marca a metà del braccio sinistro. Ha il fisico della Marilyn Monroe, direi. Si presenta con una foto nella mano destra. Domanda qualcosa a qualcuno e poi a qualcun altro. Viene infine anche da me.

-Buona Sera, mi chiamo Daniela. Sono una detective, volevo domandarle cortesemente se conosce quest'uomo.

Guardo la foto, la quale ritrae un uomo di circa settant’anni. Non mi dice assolutamente nulla. Poi guardo meglio l’immagine nei particolari. Vi è ritratto un anziano che sorride. Porta un bastone nella mano sinistra. Mentre nella destra tiene un guinzaglio per cani. Ai suoi piedi un piccolo yorshaide, biondo, rossiccio, ha il muso rivolto verso di lui. Il quadrupete ricambia il sorriso del padrone, guardandolo da sotto con occhi furbi. - Una tenera scena. Sullo sfondo della riproduzione vedo il muso di una Ferrari rossa con la cappotta alzata. Trasalgo, ma non lo do a vedere..

-Mi spiace non saprei che dirle, mai visto.

Daniela: sa c'è una grossa ricompensa. Il Signore che vede nella foto è scomparso da circa trenta giorni insieme al suo cane. Era un Signore molto ricco. Amava giocare ai cavalli e al poker. I nipoti stanno cercandolo. C'é una grossa ricompensa. Se le venisse in mente qualcosa, questo è il mio biglietto.

Il Maresciallo: Certo.Va bene, non mancherò di chiamarla nel caso.

Quella Sera il 'rosso' non si vide.

Lunedì sera ore 22

Il ''rosso'' entra in sala. Decido di aspettare qualche minuto poi mi avvicino, voglio parlarci.

E' al bancone del bar, intento a consumare una bevanda. Sembra del latte.

Salve! Come va? domando

Con un cenno della testa mi fa capire che tutto è ok. Ci guardiamo negli occhi per qualche lungo istante.Poi io, prendo nuovamente la parola.

- Sa, è da un po' che la osservo quando viene a giocare ai cavalli; mi sembra che le vada bene.

Un cenno della testa e uno della mano sono l'assenso alle mie parole.Aspettando ancora qualche istante e dato che la conversazione è ferma, proseguo:

-Sa, Venerdì è venuta in sala una signora bionda.Una detective. Aveva con se una foto di un signore anziano e di un cane. Sullo sfondo ho riconosciuto la sagoma di una Ferrari di colore rosso. La sua vettura direi...

Il ''rosso'' che stava sorseggiando nuovamente dal bicchiere, si bloccò, quasi sputando quanto bevuto. Posò il resto sul bancone e per un momento pensai che finisse di rovesciarlo per terra, avendo battuto per errore con il fondo sullo stipite del banco. Quindi mi guardò fisso nelle pupille ed io non spostai il mio sguardo da vecchio ispettore. Sapevo di avere esagerato e che ora dovevo tenere il punto, dimostrandomi sicuro del fatto se volevo giungere alla verità.

Il ''rosso '' abbassò gli occhi. Vidi il suo naso muoversi quasi desiderasse fiutare l'aria che avevamo intorno. Forse un’emozione. - Ma che vado a pensare! Quindi Il ‘’rosso'' mi porse un piccolo taccuino che aveva nel taschino all’interno della giacca. Aprii l'agenda e trovai diverse pagine scritte a mano. Misi gli occhiali e comincia a leggere :

-Caro Wincerboll, sei stato un’ottima compagnia per me che sono oramai un uomo molto anziano. Nella mia vita ho fatto tante cose giuste e tante sbagliate. Per quelle sbagliate forse ho anche pagato a sufficienza. Infatti non ho mai potuto avere una famiglia. Una famiglia nel vero senso della parola intendo. -Cerca di capirmi. Il gioco e le macchine sono sempre state la mia passione e tu lo sai. Ma a parte ciò non ho mai fatto del male a nessuno. Io e te siamo andati in giro per il mondo, Venezia, Monte Carlo, Las Vegas e quanti altri posti. Lo abbiamo fatto da amici e ci siamo divertiti, vero? Hai potuto imparare come si fa per giocare e vincere? Bene. Spero che tu lo rammenti, perché mi auguro proprio che alla mia morte tu prenda questo corpo e che per un po' di tempo tu possa trascorrere la vita in questo modo. Come ho fatto io. Anche perché, che mai potresti fare senza di me ? Chi si prenderebbe cura di te? I miei parenti? Non credo proprio. Quelli sono avvoltoi e contano solo sui miei soldi. Vivi di notte e nasconditi di giorno. Se ti dovessi trovare in difficoltà, consegna questa agenda a chi hai davanti. Può darsi che possa aiutarti.

Alzai gli occhi esterrefatti e guardai ancora il suo naso. Adesso mi appariva scuro,umido. Non erano efelidi quelle sul volto, ma granuli rosa ad indicare i bulbi peliferi. Le sue orecchie si intravedevano, lunghe e mosce sotto i capelli. Sulle spalle della giacca notavo una grande caduta di ...peli ì. Lunghi come capelli, ma pur sempre peli! Abbassai, sconcertato gli occhi nuovamente sull'agenda. I caratteri scritti a penna andavano scomparendo e le pagine tornavano ad essere bianche. Fu quella la prova che un qualcosa d’particolare si stesse svolgendo e che questo riguardasse anche me. Riconsegnai l'agenda, quasi scottasse nella mano. L'uomo o cane che fosse, la prese e si avviò, mogio verso l'uscita.

Tempo dopo, ore 22 Sala corse.

Sono intento a scrutare i pronostici in sala, vedo la bionda Daniela venirmi incontro.

> Salve Signore, si ricorda di me ?

- Certamente

> Le è venuto in mente qualcosa, riguardo al signore ritratto nella foto?

- No! No signora mia, proprio mai visto.

> La guardia giurata all'entrata però ricorda la Ferrari rossa guidata da un tipo strano. Rosso di capelli, diceva…

- Mia cara, dia retta a me. Lei è troppo bella per esercitare questo mestiere. Il metronotte avrebbe detto di avere visto anche un asino volare, se lei gliel'avesse domandato. - Che ne saprà lui di chi viene qua, che è sempre in giro oppure al telefono. Domandi a me. Io vengo ogni sera, glielo confermeranno tutti. Sono un maresciallo solo ed in pensione. Ho l’occhio per i tipi strani. - Io lo avrei, certamente notato.




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