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lavoro pubblicato martedì 13 aprile 2010
ultima lettura lunedì 21 settembre 2020

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INCONTRO CON UN GABINETTO GIAPPONESE

di Eleclipse. Letto 989 volte. Dallo scaffale Viaggi

Eccomi. Finalmente sono approdata alla camera del mio albergo. E’ un albergo in stile occidentale ma nonostante questo ha qualcosa che ti fa capire che non sei in occidente. Sarà il rigore dell’albergo, sarà la semplice perf.....

Eccomi. Finalmente sono approdata alla camera del mio albergo.
E’ un albergo in stile occidentale ma nonostante questo ha qualcosa che ti fa capire che non sei in occidente. Sarà il rigore dell’albergo, sarà la semplice perfezione dell’arredamento, non saprei ma ha il sapore dell’oriente.
Improvvisamente mi accorgo di avere un impellente bisogno di andare al bagno. Liquido con un frettoloso “Arigato gozaimasu” il fattorino che mi ha portato le valige e, dopo aver chiuso la porta, guardo la stanza con fare animalesco alla ricerca della porta del bagno. Una volta avvistata mi ci dirigo a piccoli ma veloci passi (farli più lunghi vorrebbe dire lasciare un’indecorosa pozza sulla splendida moquette della stanza).
Una volta aperta vengo inondata dall’abbacinante biancore del bagno che sembra splendere di luce propria tanto è lucido. Mi spiace quasi doverlo sporcare ma la mia minuscola vescica mi ricorda a gran voce che la sua autonomia è davvero arrivata alla fine. Alzo con meraviglia la tavoletta e lì inizia il mio viaggio verso un mondo inesplorato.

Innanzi tutto mentre mi libero dei liquidi in eccesso mi accorgo che non mi sono seduta su uno scomodo water ma su un prodigio di natura aliena. La tavoletta su cui mi poggio è riscaldata e non fredda. Mi vengono in mente le mattine d’inverno in cui non ti vorresti mai alzare da sotto il meraviglioso piumone, che ormai ti si è talmente tanto avvolto attorno da farti sembrare quasi un baco da seta nel bozzolo, più che una persona umana. Eppure le tue impellenze fisiologiche ti costringono a strisciare fuori dal bozzolo.
Arrivi in bagno, che è una ghiacciaia, e mentre ti chini per sederti già tremi al pensiero dell’incontro con quel gelido pezzo di ceramica che ti trasmetterà freddo fin dentro le ossa. Ma qui invece è puro godimento. Tutto caldo al punto giusto. Ti concilia e ti rilassa diventando quasi più comodo di una poltrona. Accanto a me poi ci sono dei pulsanti e, curiosa come un gatto, comincio a spingerli. Si sente un “bsssssz” e sobbalzo al sentire sotto di me un piccolo getto di acqua fredda che mi sciacqua le parti intime e subito dopo, con un altro emblematico “bssssz” ecco arrivare un getto d’aria calda per asciugare dopo il lavaggio. Rimango sbigottita, e io che da povera blasfema ero rimasta a bidet e asciugamano.
Penso sia finita lì ma vengo smentita da un terzo “bsssssz” e dentro di me mi domando “ e ora?” un altro suono eloquente mi dice che il portento della tecnica aliena sta spruzzando qualcosa e, quello che giunge alle mie narici, altro non è che un delizioso profumo di bouquet di fiori primaverili. Ora mi immagino con la faccia da ebete seduta sul gabinetto di un albergo giapponese mentre le mie intime parti vengono spruzzate di profumo e mi domando “ ma perché?”. Mi ricordo che mia nonna mi diceva sempre da piccola di cambiarmi tutti i giorni mutande e calzini perché non si sa mai cosa possa succedere e se finisci in ospedale è bene andarci puliti (come se in ospedale non avessero niente di meglio da fare se stare a decifrare se ti sei cambiato o meno le mutande) ma qui si va oltre e mi chiedo se per caso i giapponesi non abbiano strane usanze di presentazione simil cani di cui non sono a conoscenza. Mi alzo ancora interdetta e vado a premere il pulsante dello sciacquone. Ed ecco che avviene il fatto più sconcertante. Vengo travolta dalle note dell’inno alla gioia di Beethoven. Non un normale rumore di acqua che scende giù per lo scarico ma le note di un’opera classica a coprire il rumore volgare dello sciacquone. Vengo quasi presa da infarto tanto è improvvisa e inaspettata la cosa e un’immagine si forma nella mia mente. Un obeso guerriero gallico di nome Obelix che, mentre si picchietta la testa con un ditone, dice al suo fido Idefix “SPQR” … “SPQG”…
“Sono Pazzi Questi Giapponesi”.


Commenti

pubblicato il 04/06/2010 17.15.03
mifi77, ha scritto: Mi sono divertito molto. Mi chiedo quante stelle avesse l'hotel e mi chiedo anche se non siamo troppo presuntuosi riguardo alla nostra civiltà. C'è sempre da imparare!
pubblicato il 04/06/2010 17.22.56
Eleclipse, ha scritto: Si impara sempre qualcosa di nuovo... Solo che alle volte ci sono..delel esagerazioni, o meglio alcune cose che a noi sembrano esagerazioni, che fanno sorridere!!! Il divertimento in se non sta nel gabinetto ma nell'incontro con due popoli diversi e due culture diverse...che vivono il gabinetto in maniera differente! in realtà è un raconto di pura fantasia non sono mai stata in giappone. ho molti amici lì e studio la sua storia da quando ero una bambina ma non ci ho mai messo nemmeno una scarpa!
pubblicato il 04/06/2010 17.27.04
Eleclipse, ha scritto: ma l'esistenza di queste "cose" è documentabilmente vera non ho inventato nulla eheheh
pubblicato il 04/06/2010 20.15.23
akire, ha scritto: Ih ih ih..non riesco a immaginarmi un gabinetto profumato e canteri-no! Basta voglio andare in Giappone

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