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lavoro pubblicato venerdì 7 marzo 2003
ultima lettura venerdì 29 maggio 2020

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Esmeralda e il Coccodrillo II

di J G Page. Letto 1866 volte. Dallo scaffale Umoristici

ESMERALDA CHIEDE CONSIGLIO AL SAGGIO Dove si narra di come Esmeralda fosse presa da mille e mille ambasce, per cui si risolse a chiedere fruttuosi consigli.

ESMERALDA CHIEDE CONSIGLIO AL SAGGIO

Dove si narra di come Esmeralda fosse presa da mille e mille ambasce, per cui si risolse a chiedere fruttuosi consigli.

 

Alla Rana Esmeralda si poneva ora il problema di presentarsi ed essere accettata dal clan dei Coccodrilli.

Un problema davvero insolito e ardito.

 A questo proposito non vogliamo ne scoraggiarci ne esagerare inutilmente, ma indubbiamente alcune differenze tra le Rane e i Coccodrilli sussistono, anche se in fondo tutti e due sono verdi. Non bisogna certo dare troppa importanza alle apparenze, ma per esempio la differenza di lunghezza tra una Rana e un Coccodrillo non è un elemento trascurabile in tutte le circostanze. Vero è che le cose sono molto diverse se si considera o meno la coda.  Certo, diceva tra se  Esmeralda, che se poi una ingrassa sembra anche più corta, dovrei mangiare meno polpette di fango fritto con contorno di  zanzare, ne ho prese troppe. gli ultimi tempi specialmente. E poi, continuava a dirsi Esmeralda, la questione è che noi Rane facciamo una vita molto sedentaria, sempre sedute su una foglia, giusto qualche salto ogni tanto, le gazzelle e le giraffe sono snelle perchè corrono e vanno e girano, noi altre Rane abbiamo questa  calma naturale, siamo portate alle lunghe conversazioni.

Ma il tempo passava, Esmeralda passeggiava zitta e ritta sulla riva lungo la pozza, il capo chino, le zampine anteriori dietro le spalle, nel classico andare della Rana Pensatrice. Esmeralda era molto restia a confidarsi con chiunque, ma alla fine si risolse,  e decise che sarebbe andata a consultare il Saggio Ranocchio del Tronco.

Il Saggio Ranocchio aveva  stabile dimora a metà di un tronco d’albero nel cavo  di una tana abbandonata dagli scoiattoli. Il Saggio Ranocchio aveva fama di astuto perchè prendeva alla sprovvista le zanzare più esperte quelle che volano al disopra del livello delle rane nella pozza, le sorprendeva  guizzando la linguetta fuori del cavo, appena le sentiva a tiro dal loro ronzio, senza vederle e senza farsi vedere. Il Saggio Ranocchio si era fatto fama di sapiente per il suo detto: ruggisce il leone, balza la tigre, soffia il vento impetuoso, ma è stata una rana a scoprire l’elettricità. Nessuno sapeva  da dove  veniva il Saggio Ranocchio e perchè, ma questo non ha importanza.

Esmeralda si era dunque presentata ai piedi del Tronco e aveva rispettosamente esposto al Saggio Ranocchio i suoi problemi. Tuttociò non fu invano, perchè Esmeralda ne ebbe in cambio ragionamenti di  illuminante saggezza e di grande pratica applicazione, che furono i seguenti.

Le Rane, disse il Saggio Ranocchio, sono elastiche e gonfiabili, flessibilità questo è il segreto del successo. Ora quello che devi fare, Esmeralda, non è altro che stirarti, stirarti e ancora stirarti, per allungarti. Poi devi tapparti la bocca, le orecchie e il naso,  quindi soffiati e ancora soffiati,  per gonfiarti. Quindi quando sei ben gonfia non devi far altro che ancora stirarti. E così  ripetendo più volte gonfiaggio e stiraggio, puoi diventare larga e lunga quanto vuoi. Modulando opportunamente gonfiaggio e stiraggio, puoi diventare un ippopotamo o un Coccodrillo, a scelta. Devi solo starci attenta, concluse il Saggio Ranocchio.

Una signora ippopotama proprio no, pensò Esmeralda. Dio mio, diventare come uno di quei grassi pazzi maialotti. E trasmise il suo pensiero al Saggio Ranocchio, spiegando di nuovo che la sua propria aspirazione era diventare un Coccodrillo. Una scelta che il Saggio Ranocchio approvò senz’altro.

E’ una scelta degna di una ranocchia  ambiziosa . I Coccodrilli hanno un’aria regale, nevvero. Certo noi Rane siamo  elastiche e i Coccodrilli sono rigidi, purtuttavia  è una scelta apprezzabile, cara Esmeralda. I Coccodrilli, proseguì il Saggio Ranocchio sono tra gli animali terrestri di una certa consistenza quelli che probabilmente esistono da maggior tempo, infatti come si vede dal loro comportamento sono gli animali che godono di maggior esperienza, accumulata per milioni e milioni di anni. Tutti dovrebbero osservare i Coccodrilli prima di intraprendere una qualsiasi azione. I Coccodrilli non danno consigli, i Coccodrilli badano solo ai loro affari. I Coccodrilli non lavorano, non hanno una casa e mangiano quello che capita a tiro. I Coccodrilli non hanno un capo perchè sono arrivati a una forma di democrazia avanzata. Così parlò il Saggio Ranocchio e niente di più.

La Rana Esmeralda sapeva ora tutto quello che c’era da sapere.

-Vi ho portato una foglia arrotolata, piena di moscerini Vostra Grazia, prendete.- Esmeralda fece un balzo e depositò il dono nel cavo del Tronco.

-Preferivo una grassa zanzara ubriaca.- Gracidò la voce dall’interno del cavo  

Tornata alla pozza, Esmeralda non faceva che specchiarsi nell’acqua e pensava da dove dovesse cominciare. Prese a tirarsi la codina. Effettivamente si allunga, mi pare che funzioni. Poi si tappò ben bene e soffiò, soffiò come una disperata, mentre le sue sorelle nascoste dietro i cespugli shignazzavano e si rotolavano nel fango morendo dal ridere. Cento e cento volte Esmeralda si gonfiò e si stirò afferrando con le zampine anteriori un rametto sospeso sopra la sua testa. Continuò così per ore e ore fino al tramonto.

Le luci del tramonto sul lago allungano le ombre e i pensieri, l’ombra di Esmeralda si allungò a dismisura sull’erba della riva, quando ella ebbe il sole alle spalle. Esmeralda vide la sua  propria ombra muoversi sull’erba, pensò che fosse il riflesso esatto di se stessa, la misurò mentalmente e seppe di essere lunga almeno quanto un Coccodrillo, un sogno. Sopraffatta e stupefatta dalla felicità rimase così ferma in silenzio con lo sguardo volto al centro del lago, in attesa di uno sbuffo d’acqua , il segnale di emersione del suo Coccodrillo dal fondo. 

Finalmente tra mille bolle di schiuma il Coccodrillo emerse, si guardò famelico in giro, gettò uno sguardo distratto alla pozza delle piccole Rane, ma, sorpresa incredibile, vide sulla riva questa ombra di rana smisurata e pensò al pasto di una Rana Gigante. Il Coccodrillo, preda anch’esso della felicità, si allungò nuotando veloce e silenzioso verso Esmeralda.

Esmeralda vide il Coccodrillo dirigersi finalmente verso di lei, Dio mio mi ha notata, pensò, mi cerca, sono davvero diventata  lunga. E rimase immobile, occhi socchiusi, fingendo indifferenza. Non passò che un infinito attimo, Esmeralda vide davanti a se le fauci spalancate del Coccodrillo, a sua volta schiuse le labbrucce per dire buonasera, ma tutto all’improvviso disparve inghiottito nel buio.    

Il silenzio si allungò su tutta la pozza delle Rane, solo si udivano le lacrime del Coccodrillo cadere come gocce sulla superficie del lago. Perché, come vuole la tradizione, in simili circostanze un Coccodrillo piange. No, non piange per il rimorso, che deduzione assurda, piange di rabbia perchè il pasto è stato scarso e i suoi compagni lo deridono con gli occhi sornioni. Gli pareva di ascoltare i loro pensieri beffardi. Che fai Ermione, mangi le ranocchie, sei ridotto male, la prossima volta toccherà alle lumache?

 Ma che cosa è successo veramente al tramonto?  Il Coccodrillo ha inghiottito Esmeralda o la sua ombra?

   



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