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lavoro pubblicato giovedì 1 aprile 2010
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

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Isignori Mirtillo :due simpatici vecchietti

di elisa55. Letto 626 volte. Dallo scaffale Fantasia

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I coniugi mirtillo, erano due simpaticissimi vecchietti ormai sposati da 50 anni.Lei era piu' grande di lui di due o tre anni, ma la differenza non contava , anche perche' ormai da anni era la signora Luisa che reggeva le cosiddette redini della famiglia, col tacito assenso del marito, che agli amici che bonariamente lo prendevano in giro rispondeva : " Credetemi ormai il mondo e' delle donne,meglio lasciar comandare loro e star tranquilli noi.".Luisa e Ugo Mirtillo avevano un solo cruccio, la mancanza di figli. Avevano cercato di adottare un bambino, ma erano stati dichiarati non idonei dall'ufficio competente a causa dell'eta', poiche', avendo sperato fino all'ultimo di poter avere una creatura del loro stesso sangue, si erano rivolti all'ufficio delle adozioni troppo tardi. Col passare degli anni si erano pero' rassegnati alla mancanza di un figlio loro, e si erano dedicati all'assistenza filantropica delle persone bisognose.Ormai troppo ansiani, preferivano dedicare le loro cure a se stessi e a qualche animale randagio, che a volte trovavano lungo la strada.In particolare il signor Ugo, si era specializzato nel dar da mangiare ai piccioni,che puntualmente mattina e sera approdavano sul balconcino della casetta dove viveva. Un minuscolo villino di periferia, di proprieta' per diritto ereditario della moglie.La signora Luisa era piu' portata verso i gatti, e spesso qualche gattone randagio la seguiva fino a casa per stabilirsi temporaneamente nel giardino, dove trovava da mangiare , da bere, e qualche volta qualche gattina anch'essa senza padrone, da corteggiare con rumorosi miagolii notturni. E se la signora Luisa non vedeva di buon occhio i piccioni del marito, che a suo parere sporcavano un po' troppo, il signor Ugo faceva altrettanto con i gattacci innammorati della moglie. Nascevano cosi' tra i due mormorii e ripicche che puntualmente terminavano con la nostra Luisa che ricordava al marito di essere la proprietaria del villino e anche capofamiglia,e che quindi in tale veste andava rispettata e lasciata in pace nelle sue piccole piacevoli attivita'. Queste parole mettevano generalmente fine alla discussione, anche perche' Ugo sapeva bene che Luisa, malgrado sporcassero, mai gli avrebbe impedito di dar da mangiare ai piccioni.Ma la signora Luisa aveva anche un'altra piccolo attivita' che la rendeva felice.Ella si considerava la madre adottiva, o meglio la madrina, di un folto gruppo di vespe che avevano fatto il nido in un punto seminascosto e praticamente invisibile del suo villino. Le aveva per cosi' dire adottate alcuni anni prima, quando ebbe pieta', salvandola, di una di esse, casualmente caduta a pancia in su sopra il tavolo della sua cucina. Da allora con l'arrivo della primavera, queste vespe, andavano e venivano dalla cucina di casa Mirtillo,o, se non vi trovavano Luisa, entravano nelle varie stanze per cercarla. In genere una volta trovatala, le giravano attorno ronzanti, le si posavano sul collo, sulle braccia,o anche tra i capelli,bene attente a non pungerla. La signora Mirtillo appena le vedeva, faceva loro strani segni di saluto, le chiamava, aveva dato ad ognuna di loro un nome, riusciva persino a riconoscerle,e se non le vedeva arrivare ,le chiamava con un sibilo quasi inudibile da orecchie umane, che non si sa come e dove essa aveva imparato.Certo le vespe la degnavano della loro amicizia perche' spesso, faceva trovar loro sul tavolo della cucina, deliziosi bocconcini di frutta marcia, o qualche noioso insetto da lei ucciso in giro per la casa, o a volte addirittura dei frammenti di guscio d'uovo debitanmnte riempiti di tuorlo.Faceva un certo effetto vederla dar da mangiare ad un nugolo di vespe che le sfarfalleggiavano intorno, e che a volte, senza mai farle del male, le coprivano parte delle braccia e della testa.Ella, forse a causa di un principio di arteriosclerosi, le chiamava dicendo loro: " Venite qui care, dalla vostra mammina, che vi ha preparato tante cose buone". Il marito a quella vista e a quelle parole, all'inizio si spavento', ma lei lo rassicuro' immediatamente, cosi' dopo un po' anche lui si abituo' a quell'insolito spettacolo quotidiano, che molto aveva dell'incredibile.Ma la cosa piu' strana era che tutti quegli esemplari, forse a causa dei tuorli d'uovo, avevano assunto dimensioni notevoli, dai cinque ai sette centimetri ciascuna. Anche in quella estate cosi' calda e afosa le vespe continuavano a cercare due o tra volte al giorno la signora Mirtillo. A volte col caldo, approfittando delle finestre aperte, si infilavano nella casa anche ad ore tarde, tra i gridolini di giubilo di Luisa e i brofonchii di Ugo.In una bella mattina di quella calda estate, la signora Mirtillo e marito dopo essere andati in banca per la pensione, fecero una capatina al mercatino rionale, per il consueto approvvigionamento di frutta e verdura. " Come va signori Mirtillo." "avete sentito che caldo?""Per lei signor Ugo, un bel chilo di frutta fresca, e visto che ci sono, metto anche una bella pesca matura per le vespe. Vengono ancora a mangiare da voi?". E il fruttivendolo ammiccando alla signora Luisa, aggiunse gratis una bella pesca semimarcia."Hai visto", diceva lei al marito."Tutti ci chiedono delle mie vespucce, e tu sempre li' a criticare, basta che pensi a quegli stupidi piccioni". Il signor Mirtillo non fece in tempo a rispondere brofonchiando , che due ragazzotti in moto, per poco non li investirono, per poi scomparirire."Maleducati". Grido' il signor Mirtillo, e poi rassicuro' i passanti accorsi che ne' lui, ne' la moglie, si erano fatti male.I due anziani coniugi tornarono a casa, un po' sudando, un po' borbottando. Ma a casa Luisa non riusciva a stare tranquilla e mentre pranzavano disse.

" Quei due della moto, avevano due facce"…

"Da delinguenti." Rispose il marito.

"No, si, anche questo, ma non so e' come se li avessi visti da qualche parte, fammi pensare, magari li conosciamo."

"Ma no sai, questi piccolo teppisti moderni hanno tutti la stessa faccia…"

"No, no, sono sicura…. Li ho visti ieri, o …Non ricordo bene, proprio qui intorno.". Luisa rimase un poco in silenzio, poi aggiunse:

" Si, ne sono sicura, li ho visti anche la scorsa settimana, prima al mercato, poi qui vicino. ….Quelli ci stanno seguendo. Quelli…"

"Basta, non ricamare come al solito su qualsiasi cosa accade. "

" Ti dico che e' cosi'". Aggiunse la signora Luisa." Meglio stare attenti e chiudere bene la porta e il portoncino.Non si sa mai.'

Finito di mangiare tornarono alle loro consuete occupazioni,per sedersi la sera come al solito, uno accanto all'altro, sul divano, di fronte alla televisione.

Erano li' , un po' sonnecchianti, un po' svegli, quando dei rumori alle loro spalle li fece sobbalzare.Si accese la luce del grande lampadario centrale, e si trovarono di fronte due individui, con il volto coperto da un casco integrale, e strane catene attorcigliate intorno alle mani.

'State ziti e non vi faremo niente."

"Ccchi siete, cosa volete, non toccata mia moglie". Proferi' coraggiosamente il signor Ugo.

'Senti il vecchietto che coraggioso che e'" Disse uno dei due, E ridendo diede uno schiaffo al signor Mirtillo.Questi malgrado il ceffone e l'eta', si alzo' in piedi:

"Stupido ragazzotto, come ti permetti, porta rispetto a chi e' piu' grande di te."

I due energumeni sghignazzarono e afferrato il signor Ugo per un braccio,lo scrollarono ben bene. Poi gli dissero:"Senti nonnetto, Tu non ci dai lezioni, semmai dacci tutto quello che hai in casa,altrimenti……."

Il vecchio signore invece di dimostrare paura, comincio' ad urlare, a cercare di liberarsi dalla stretta dei due, e quelli, urlarono a loro volta:"E' inutile che ti agiti, qui vicino non c'e' nessuno che ti possa sentire, ,dacci soldi e oro, e ce ne andiamo."Cominciarono a percuotere e a spintonare il signor Mirtillo, mentre la signora Luisa, alzatasi e rimasta in disparte fino a quel momento, proruppe in una serie di frasi affannate:

"Lasciatelo maledetti,ho tutto io venite qui ,ecco le chiavi dell'armadio sono con me."

Comincio' a far tintinnare il mazzo di chiavi e uno di quelli lasciato il marito si avvento' su di lei. Nel farlo, cadde. Fattosi male ad un piede con un gesto di fastidio si tolse il casco.

'Ma che fai sei matto? Perche' hai levato il casco."

Sta zitto, mi da fastidio con questo caldo. Accidenti mi sono fatto male, togliti anche tu se vuoi ,quel,casco, e prendi le chiavi."

"Ma questi poi ci ricon…"

"Lasciali stare I due vecchi scimuniti, quelli ormai non capiscono piu' niente. E poi se parlano…"E fece un gesto eloquente verso I due Mirtillo…

Ma la nostra Luisa, per niente intimorita, e senza pensare alle consequenze , comincio' ad urlare."\

"Disgraziati, vi riconosco, siete quelli di questa mattina al mercato. Vi ho visti questi giorni che ci osservavate. Maledetti,lo dico io alla polizia. In galera a vita vi mando." I due si guardarono, e poi comimciarono uno, a cercare, malgrado il piede dolorante, di raggiungere la signora Mirtillo, rifugiatasi tra la tv e il mobile.E l'altro a percuotere con calci e pugni il signor Mirtillo che, piegato su se stesso, cercava di proteggersi la testa da cui cominciava ad uscire un filo di sangue.La signora Mirtillo guardava con terrore il sangue che dalla testa del marito scendeva giu' fino alla fronte,e piu' che per se' stessa, temeva per Ugo.Non le importava di morire,aveva paura per il suo Ugo,consapevole che senza di lui si sarebbe sentita smembrata…Non guardava neanche l'altro uomo che ormai le si era fatto vicinissimo,continuava a guardare il sangue che dalla testa e dalla fronte del marito colava sempre piu' giu',e sentiva I gemiti di quello sotto le mani e i piedi dell' energumeno…..Era stanca,avrebbe voluto chiudere gli occhi per sempre, per non vedere cosa stava accadendo….Ma strana e fulminea in quei pochissimi istanti di pensieri e sensazioni, un'idea folle e impropabile le si affaccio' alla mente.Dischiuse le labbra e impercettibilmente, comincio' ad emettere lo strano, silenzioso sibilo con cui da sempre chiamava le sue "vespucce". Intanto l'uomo la raggiunse, e presale per il collo, comincio' a scrollarla con forza,iniziando a picchiarla sulla testa,sulle braccia sulle spalle.Lei ebbe la forza di continuare a sibilare con le labbra quello strano richiamo. Aveva gli occhi chiusi, e dolori in ogni parte del corpo, e con la mente chiese a Dio di liberarla da quella follia senza senso.Ma dapprima impercettibili, poi sempre piu' forti , si iniziarono a sentire dei ronzii.Sempre piu' forti, sempre piu' vicini….Ebbe la forza di aprire gli occhi ormai pesti,e le vide, le sue amicucce, che stavano lentamente e sempre piu' numerose, invadendo la stanza.Ormai ne coprivano ogni centimetro, ma ancora piu' incredibile era, che i due aggressori erano completamente coperti di vespe…E urlavano. Oh, si che urlavano…. di dolore, di paura, di terrore…E loro le sue vespucce continuavano a ricoprirne il corpo, a uscire ed entrare dalle loro bocche aperte in un grido di terrore , Le vespe uscivano ed entravano dalle narici dei due individui, punzecchiandone gli occhi, le pupille, le cornee, i visi, ogni centimetro coperto e scoperto di pelle, mentre quelli urlavano e si contorcevano spasmodicamente, ormai succubi del veleno, che le vespe implacabili inniettavano in ogni parte dei loro corpi. Ugo si trascino' fino a lei, e con un filo di voce,allibbito da quello spettacolo allucinante, le disse:" Falle smettere, forse tu puoi. Quei due ormai non possono piu' nuocere. Chiama la polizia… non aspettare… quelli possono anche morirne."Ma lei Luisa, aggrappata al vecchio mobile,che in qualche modo le aveva fatto da scudo, ai colpi , guardava quello spettacolo atroce con espressione tranquilla, come se stesse assistendo a qualcosa che non la riguardava. Disse al marito:" Lasciale, lascia far loro giustizia. Lascia che le mie ragazze mi vendichino." Inutilmente Ugo cerco' di richiamarne l'attenzione,lei guardava tutto con una espressione di sollievo sul viso.Si riprese solo al suono di una sirena che si avvicinava. Sentendone il suono sotto casa, fece uno strano gesto,come per allontanare dal viso dei fastidiosi moscerini. E improvviso come era iniziato quello spettacolo fini'. Le vespe sciamarono via dalla finestra, lasciando quei due disgraziati distesi sul pavimento completamente gonfi e in preda a forti convulsioni.

"Grazie signori agenti per essere intervenuti in aiuto di due poveri vecchi…Scusate , se non posso offrirvi un caffe', ma voi capite siamo sotto choc…"I due agenti guardarono quei due simpatici e un malconci vecchietti, che due medici appena arrivati, stavano curando e ricucendo qua e la'. I due signori Mirtillo rifiutavano decisamente di farsi condurre in ospedale, anche perche' pur malconci, non erano certo in condizioni disperate come i due aggressori." Sono punture di vespe, una cosa cosi' non l'ho mai vista,." Stava dicendo uno dei medici ad un agente. " Non credo che questi due possano cavarsela. Evidentemente sono individui particolarmente sensibili al veleno degli insetti, in questi casi, forti dosi, possono rivelarsi letali."La signora Mirtillo udito tutto si affretto' ad aggiungere con una vocetta sottile sottile:" Noi non abbiamo fatto nulla, noi siamo due poveri vecchi, mi raccomando a lei agente…A proposito com'e' che siete arrivati al momento giusto?"

"Qualcuno passando per la strada ha notato, attraverso le finestre aperte, che qui ,qualcosa non andava e ci ha chiamati…Non si preoccupi signora, noi non possiamo incolparla di niente.Sono stati degli insetti, e quelli si sa non capiscono." Cosi' uno degli agenti rassicurava quei due vecchietti simpaticamente indifesi.Finalmente , dopo un po', tutta quella confusione fini'. I due malandrini, come li chiamava il signor Mirtillo erano stati portati via, e i due Mirtillo, un po' ammaccati e ancora impauriti, restarono soli.Veramente, non lo restarono per molto, poiche' dopo che tutti se ne erano andati, una delle vespucce della signora Mirtillo fece un giretto per casa, cosi', per assicurarsi che nel villino dei signori Mirtillo, tutto fosse finalmente al suo posto….



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