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lavoro pubblicato venerdì 19 marzo 2010
ultima lettura lunedì 29 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

diamo giusto valore.....

di Nonno Enzo. Letto 485 volte. Dallo scaffale Attualita

tante speranze forse anche un pò ingenue, ma sperare non costa molto. quello a cui aspiro è una nuova classe politica in grado di dare ascolto alla gente con la capacità di affrontare e risolvere i problemi generali e no quelli ad personam.

La democrazia non può essere un optional

Di Ascenzo Fallocco

La parola "democrazia" mi ha accompagnato in tutto il mio percorso politico (settantadue anni) anche quando era messa in discussione dagli "stati di necessità" con la supremazia del "centralismo democratico".

Oggi, che siamo ridotti a" soggetto di testimonianza"(, fatta salva la improbabile possibilità di un cataclisma elettorale ai danni del centro destra e possibile ridimensionamento di altre formazioni di centro sinistra e a favore di Sinistra ecologia libertà) ,ma senza alcuna volontà di arrenderci, per cui vogliamo tenere aperta una ipotesi coraggiosa per ridare al popolo degli smarriti che aspirano ancora ad "una società di liberi e di eguali " un nuovo punto di riferimento", credo sia importante dare alla parola "democrazia" una sostanziale nuova ragione di credibilità

Non credo sia giusto, alla luce della situazione politica che stiamo vivendo , accettare come sufficiente la definizione che ne da il vocabolario che fa riferimento alla" sovranità del popolo e ai rappresentanti liberamente eletti". Ritengo indispensabile che , essa, la "democrazia" diventi parte formalmente integrante degli statuti e delle regole nella vita interna dei partiti e dei movimenti.

Il male che sta distruggendo la politica e con essa le regole della convivenza civile e sociale è la conseguenza della eccessiva personalizzazione dei partiti e dei movimenti che alimentano la pratica della delega dietro la quale si nasconde la categoria perniciosa della ricerca di soluzioni personalizzate, amicali e clientelari,è il male denunciato a suo tempo dal compagno Enrico Berlinguer quando disse << ... i partiti sono diventati macchine di potere e di clientele.....>> . Penso che, oggi, non si possa parlare di democrazia nei partiti se non si pone, come imprescindibile, il tema del rigore , della coerenza e della trasparenza.

Abbiamo nella riserva indiana dell'astensionismo centinaia di migliaia di elettori di sinistra con tantissime esperienze straordinarie, di impegno e partecipazione, in epoche dove militare nella sinistra significava essere sottoposto a forti discriminazioni e anche a grandi pericoli , esperienze straordinarie che potrebbero tornare in campo, in modo attivo, perché coinvolte e convinte da un credibile nuovo (o rinnovato) soggetto politico con regole democratiche vere capaci di far rivivere possibili stagioni di nuovi entusiasmi ,di emozioni che abbiano, perche no, la contaminazione di un po' di ingenuità e di utopia.

Un destino nefasto ci ha privato della enorme potenzialità (e necessità) di rinnovamento, del pensiero politico della sinistra rappresentato dalla analisi di Enrico Berlinguer .Il suo grido di allarme ,allorché il 20 febbraio del 1976 nell'aula di Montecitorio ebbe a dire <<..... siamo di fronte ad un decadimento, ad una perdita di autorità politica e morale dei gruppi di dirigenza; e siamo di fronte al rischio che in qualche misura sia offuscato quel cardine della democrazia costituito dal sistema dei partiti......>> riecheggia oggi nella mente dei compagni smarriti , ridotti all'aventino dalla incapacità dei gruppi di dirigenza della sinistra.

Non dico una stupidaggine se ricordo che neanche i " Costituenti" riuscirono a codificare in modo esplicito sulla democrazia nei partiti, lo stesso Togliatti non lo ritenne opportuno, preferiva il "centralismo democratico , ma questo non può significare che non siano possibili,oggi,alla luce del disastro politico nel quale siamo immersi, pratiche democratiche di più ampio respiro capaci di coinvolgere e innanzi tutto ricoinvolgere quel patrimonio di umanità progressista , oggi, in attesa di nuove opportunità.



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