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lavoro pubblicato martedì 16 marzo 2010
ultima lettura giovedì 7 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Nadia's compiuter

di elisa55. Letto 852 volte. Dallo scaffale Fantasia

Mentre giaceva semiaddormentata sul letto sentiva unito al ticchettio dell'orologio, uno strano rumore provenire dalla casa......

Mentre giaceva semiaddormentata sul letto, sentiva unito al ticchettio dell'orologio uno strano rumore provenire dalla casa. Apri' gli occhi e dopo aver visto che le lancette fosforescenti segnavano le quattro del mattino, decise di ignorare ticchettio e sibilo avvolgendosi completamente nella calda imbottita a fiori.Si riaddormento' mentre il silenzio della stanza veniva completamente assorbito ora dal ticchettio della sveglia,ora dallo strano rumore che simile al ronzio di una mosca imprigionata,si andava diffondendo nelle stanze della casa,alternato ad una penombra azzurrina,che a tratti si perdeva in strane evanescenze sfumate di viola.La stanza da cui proveniva tutto questo era situate alla fine del corridoio, e li', in quello che Nadia considerava il cuore pulsante della casa,si stava verificando uno strano fenomeno che coinvolgeva il suo amato computer. Era la macchina, stranamente accesa a quell'ora,ad emettere penombra, bagliori e ronzio, ma cosa piu' strana sullo schermo venivano digitati dati, parole e numeri che in realta' non sarebbero dovuti essere su un computer presumibilmente spento a quell'ora Dopo due ore di quello strano lavorio, in concomitanza col suono della sveglia,il computer si autospense, emettendo un suono che somigliava ad uno strano sospiro di rammarico. Nadia si alzo', era troppo presto per un giorno di festa, ma doveva finire un lavoro urgente per il grande capo,quindi meglio mettersi subito all'opera Una doccia, una tazza di caffe' e con ancora addosso l'accappatoio si sedette al computer.Sorseggiando il caffe', inizio' le solite operazioni di avvio della macchina E una volta che questa fu accesa, inseri' i dati per completare il lavoro lasciato a meta' solo la sera prima."Che robba " penso'."Di domenica lavorare, una cosi' bella giornata passarla qui seduta davanti ad un compiuter, mah…".Sbadiglio', quella mattina il computer era piu' lento del solito. Un vecchio modello il suo, ma quando voleva sapeva dare il meglio di se' stesso, non quella mattina pero'. Si alzo' e ando' a prendere un'altra tazza di caffe'.Quando torno', la macchina era ancora allo stesso punto nel processo di trasmissione dei dati che le servivano."Stupido computer" esclamo' a voce alta," Gia' debbo sorbirmi questa robba, e adesso ti ci metti anche tu,". Batte' sulla tastiera e quello si spense. " Nooooo". Cerco' di riaccenderlo senza riuscirci. Innervosita, brofonchiando tra se' e se' prese il cellulare, e chiamo' un suo amico esperto in computer, ma quello non rispose. "Accidenti a te, chissa' dove diavolo sei, ed io qui con questo coso che ora ha anche deciso di non funzionare`."Non termino' la frase, che da sola con uno strano rumore meccanico, la macchina si riaccese, e improvvisamente dalla stampatrice uscirono le copie gia' finite del suo lavoro. Il computer si mise da solo in stand-by. Lo sguardo di Nadia andava incredulo dai fogli ormai scivolati in terra al computer, che emetteva uno strano suono ritmicammente tambureggiante. Un cuore, sembrava il battito di un cuore. Lentamente lo schermo si illumino' con una strana luce bluastra, che trasformandosi in uno spettro di colori fantasmagorici, inondo' la stanza. Nadia si alzo' interdetta dalla sedia, e tento' di uscire dalla stanza.Era impossibile le luci la circondavano, le impedivano i movimenti, la tenevano ipnoticamente legata. Cedendo ad una forza inspiegabile si sedette su di una vecchia poltrona Affascinata dale luci e dai colori, incapace di muoversi e di pensare guardo', con gli occhi socchiusi a causa dell'intensita' della luce, quello spettacolo di colori, che lentamente si andava trasformando in un diluvio di note affascinante e coinvolgente. Si, era questa la sua sensazione, si sentiva emotivamente coinvolta da quella esperienza fascinosamente strana. Poi tutto fini', improvvisamente, cosi' come era cominciato.Si ritrovo' sola nella stanza, in compagnia di un computer spento e di una lampadina a bassa intensita'. Il cellulare squillava, lo prese e a malapena pote' rispondere."Pronto ciao… Si ero io..No il computer non andava… No, no, tutto bene adesso…"Non oso' raccontare all'amico la strana avventura. Si avvicino' alla macchina, era li', spenta Non oso' toccarla,usci' dalla stanza per sedere silenziosa a pensare. Si addormento' per risvegliarsi di soprassalto. Torno' al computer, lo accese e ignorando i fogli con il lavoro gia' finito,comincio' a battere con forza la tastiera. In due ore fini' il lavoro, lo confronto' con quello precedentemente uscito dalla stampatrice, e ripensando a tutta la faccenda la considero' una strana incongruenza di quella intelligenza artificiale.Trascorse il resto della giornata un po' a casa, un po' con le amiche, cosi' per dimenticare, per non pensare.Torno' la sera, si assicuro' che il compiuter funzionasse normalmente accendendolo e spegnendolo varie volte. Era tutto a posto.Si convinse che la sua avventura fosse frutto di immaginazione.Se ne ando' a letto, un po' stanca, un po' perplessa.Dormi' fino al mattino, aiutata dalla silenziosa penombra della casa. Solo una volta' si sveglio'. Ando' al computer, vide che era assolutamente spento.
La mattina successive ando' come al solito al lavoro, e la sera, tornata a casa,ripenso' sorridendo a cio' che era accaduto la domenica, ormai convinta che quei fatti fossero dovuti ad un qualche fattore tecnico che le sfuggiva. Sedutasi sola davanti alla tv, disse tra se' e se' ad alta voce:"Ormai quel computer va cambiato,e' ora che mi decida a fare questa spesa."
Fece qualche telefonata, leggiucchio',e poi contrariamante alle sue abitudini rinuncio' a trascorrere la solita oretta serale in chat e se ne ando' a letto.
Stava per addormentarsi, quando vide un'ombra che illuminata dalla debole luce che filtrava dalla finestra, scivolava leggera nella stanza. Si rizzo' sul letto e col cuore impazzito accese la luce. Nulla, non c'era nulla e nessuno. Ando' in cucina per un bicchiere d'acqua, e da li' li vide, un paio di strani ectoplasmi che nel corridoio si muovevano come obbedendo ad ordini silenziosi Non ci capiva piu' nulla. Con grande forza di volonta' avanzo' nellacasa , sfiorando appena altre di quelle figure che sembravano non vederla, e torno' al computer,che acceso emetteva suoni e luci da cui si formavano quelle evanescenze .Si avvicino', batte' ulla tastiera,cerco' di spegnerlo senza riuscirci. Fece di tutto, impossibile spegnere la macchina, quella era piu' forte d lei L'intelligenza artificiale non la degnava di nessuna attenzione, proseguiva il suo lavoro, continuando a riempire il monitor di numeri e strani logaritmi.A tratti sullo schermo si formava in inglese la frase: collegamento effettuato. Ma Nadia non ci fece caso, perche' in tutta quella ordinata confusione, (almeno cosi' le parve),sentiva di non essere piu' padrona dei suoi gesti e dei suoi pensieri. La testa le pulsava, sentiva strane scariche di tensione che le attraversavano come onde le ossa del cranio, per darle una volta arrivate al cervello, strane sensazioni di benessere, un benessere non fisico, ma intellettuale, che le permetteva di entrare in contatto con un tutto cosmico, da cui traeva la sensazione di una conoscienza totale dei fenomeni dell'universo. Ormai la paura era stata sostituita da una sensazione di piacevole benessere, e finalmente seduta davanti allo schermo del computer, lo guardava con gli occhi sbarrati, senza piu' cercare di fermarlo. Improvvisa provo' la sensazione di essere stata inglobata in un tutto privo di differenze, si senti' parte di un' unico circuito, gigantesco, abnormemente spersonalizzato. Con l'ultimo barlume di coscienza restatole si alzo' dolorosamente dalla poltrona, fuggi' dalla stanza e si ritrovo' col cervello dolorante, ormai conscia dell'esperienza avuta, sul pianerottolo della casa. Stringendo tra le mani le chiavi della macchina che in qualche modo aveva afferrato prima di uscire, comincio' dolorosamente e confusamente a scendere le scale, per ritrovarsi in strada. Entro' nell'abitacolo della sua macchina, fermamente decisa a chiedere aiuto. Cerco' di girare la chiavetta dell'accensione, ma era stanca, infinitamente stanca e ogni movimento, anche il piu' piccolo, le causava una fatica immane. Appoggio' la testa all'indietro e chiuse gli occhi, mentre uno stato di torpore si impossessava di lei.Si addormento'. Nel sonno sogno' di lottare senza forza con lievi, gentili, aeree mani invisibili che la prendevano per aiutarla a tornare a casa. Sempre nel sonno le sembro' di vedere strane luminosita' provenire dalle finestre delle case circostanti, e qualche viso noto con una strana impressione di commiserazione guardarla dalle finestre. Si sentiva leggera e fragile, e si vide adagiare sul letto della sua casa.Precipito' nel buio piu' assoluto.
Si sveglio' all'alba . Ancora dolorosamente confusa apri' gli occhi. Si guardo' intorno. Tutto era silenzioso e calmo . Si alzo' a fatica, e ancora piu' a fatica giro' per le stanze vuote, appena illuminate dalla luce del nuovo giorno che filtrava dale finestre.Arrivo' incerta al computer. Era spento, privo di vita. Con mano tremnte lo sfioro'. Niente, quello era freddo, inerte, lo accese e quello riprese gorgogliante le sue normalissime, lentissime funzioni di sempre. La fronte le pulsava per il dolore. Sentiva di avere la febbre. Spento il computer torno' in camera. Si, aveva la febbre.Telefono' alla sua amica piu' cara, che ancora assonnata la stette a sentire per qualche minuto. Le disse:" Ma dai Nadia che favola e' questa. Un compute che fa cose da fantascienza. E poi il tuo figurati. Ma dai smettila. Senti hai l'influenza. E' un nuovo virus. Ho sentito ieri alla tv che provoca anche alluccinazioni."Nadia chiuse perplessa il telefono. .Dopo un' ora e due aspirine era fermamente convinta che un virus influenzale fosse la causa della sua strana sognata avventura.Decise di andare ugualmente in ufficio , convinta che stare in mezzo alla gente fosse meglio di elucubrare sui recenti avvenimenti. Ingoio' in fretta un'altro antipiretico ed usci'.Era tutto normalissimo. I bambini andavano a scuola, qualche ragazzina sbaciucchiava il fidanzatino davanti al liceo. Donne anziane trascinando il carrello andavano al mercatino rionale. E soprattutto era una bella giornata con il sole che splendeva e il solito caotico, disordinato traffico della sua citta'.E mentre nelle strade la vita scorreva ansiosa come sempre, qualche finestra comincio' a riflettere uno strano chiarore fosforescente, diverso dalla calda luce del sole, mentre le intelligenze artificiali di qualche computer, da sole, cominciarono a digitare strani dati e logaritmi ,tra cui a tratti si distinguevano le seguenti parole:
" Everyting is ready."


Commenti

pubblicato il 16/03/2010 17.15.59
fiordiloto, ha scritto: molto ben scritto! I miei complimenti =)
pubblicato il 16/03/2010 17.22.50
elisa55, ha scritto: Grazie sei sempre gentile

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