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lavoro pubblicato venerdì 26 febbraio 2010
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Città Dolente-Versione tagliata- ripristinata 06/06/12 e nuovamente il 27/06/2013

di vennyrouge. Letto 581 volte. Dallo scaffale Fantasia

 Tic, tac, l'orologio meccanico segna lo scorrere del tempo, rassicurandomi che tutto è, un sogno e null’altro. Dalla finestra filtrano le prime luci del giorno. La stanza con le pareti tinte di bianco, varia man, mano, dal grigio scu....

Tic, tac, l'orologio meccanico segna lo scorrere del tempo, rassicurandomi che tutto è, un sogno e null’altro.

Dalla finestra filtrano le prime luci del giorno. La stanza con le pareti tinte di bianco, varia man, mano, dal grigio scuro al chiaro. Ho la bocca impastata. Siamo in Febbraio e fuori è freddo. Avverto dei brividi sul corpo, ma sono al caldo, coperto dal piumino d’oca che mia nonna materna con molta cura, ha sin qui, preservato nel tempo.

Con me sul letto. Il mio cane: Chicca, che già scodinzola festosa vedendomi aprire gli occhi. Fedele compagna in quel periodo della vita ed anche per i successivi anni. Ed è qui, anche il mio gatto nero, che ronfa mentre l'accarezzo. Più sornione che mai, resta incurantemente acciambellato.

Quanti anni da allora. Quasi una vita! Ma il ricordo è sempre vivo e reale, come se fosse ieri.

Eseguo con gli occhi il giro della stanza. Rivedo il mio scarso mobilio: un vecchio armadio a due ante di legno, comprato da mio padre ad una vendita all’asta delle poste. Una tv, tra le prime a colori, ricevuta in eredità dall’altra nonna. Un vecchio tappeto di mia madre, posto tra il letto e l’armadio, e il settimino con le gambe tagliate, sempre di mia madre, sotto alla ...

Perdonami. Dal 26.06.2013 il racconto è entrato a fare parte di una raccolta pubblicata su lulu. Puoi scaricare per qualche tempo gratuitamente tutto il libro in pdf. Cercalo- Damn Village di Veniero Rossi



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