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lavoro pubblicato lunedì 15 febbraio 2010
ultima lettura lunedì 22 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Stefan and You

di LunaPiena. Letto 716 volte. Dallo scaffale Fantasia

La gola le faceva male,anche se il bruciore si era attenuato grazie allo sciroppo. Me lo merito- pensava- tuffarmi in una piscina nei primi di Marzo. ...

La gola le faceva male,anche se il bruciore si era attenuato grazie allo sciroppo. Me lo merito- pensava- tuffarmi in una piscina nei primi di Marzo. Ma che mi è preso? Poi si consolò ricordandosi che a scuola aveva preso tutti bei voti e che qualche giorno a casa se lo poteva pure permettere. Evitò di dirlo al padre, già conoscendo a menadito la ramanzina che gli avrebbe rifilato. Aveva fatto una stupidaggine,e poteva prendergli pure una broncopolmonite, ma l’altra sera, con gli amici, si era divertita. Si alzò dal letto, mentre il bassotto le veniva dietro trotterellando. Guardò la sua casa, come fosse la prima volta. Amava quella casa. La scelse lei, 10 anni fa, trovando l’annuncio per caso. L’annuncio faceva su per giù così: Splendido luminoso e spazioso attico e superattico per un sogno che diventa realtà. Era tutto vero. Quando si alzava il sole, attraverso le tende, dorava tutta la casa. Aveva aiutato il padre nell’arredarla, scegliendo arredamenti moderni e dai colori vivaci. Al papà gli piacque soprattutto l’idea di dare ad ogni stanza un colore. Il salotto era arancione, e sul muro si innalzavano papaveri rosso fuoco. La cucina celeste, e sul soffitto vi erano state disegnate delle nuvole. La camera da letto degli ospiti era bianca. La camera del padre verde, perfino l’armadio a specchio era verde speranza. La sua camera invece era viola, e le pareti lilla. Sembrava un distesa di lavanda. E i 2 bagni erano rosa e blu. Sopra c’era il terrazzo di 120mq con piscina. La stessa piscina che l’aveva fatta ammalare. Sorrise. Chiuse la porta finestra e tornò in salone. Pensò di accendere il maxischermo. Di colpo gli vennero in mente quegli occhi chiari che le sorridevano meravigliati.Non passava giorno che non pensasse a Stefan.Ora si trovava in America, e mentre lei si era appena svegliata lui probabilmente stava per coricarsi.
Stefan in verità si trovava nella cucina del suo appartamento extralusso a manahattan e mentre guarda fuori dalle vetrate, perdendo il suo sguardo tra il buio della notte, pensava a lei. Riusciva solo a pensare, e ripensare a lei.Erano “usciti” una sola volta, un’uscita che era durata l’intera giornata. Ed era stato magico- pensò -Non ero stato così felice ed entusiasta da quando aveva preso la patente.
Arianna gli aveva fatto visitare Roma. E lui acquisto lo sguardo di un bambino che vede il mare per la prima volta. Amò quei fastidiosi sampietrini . L’obelisco a piazza del popolo e quei leoni dove si fecero fotografare. Amò il foro nel pantheon. Si innamorò della bellezza antica della città, ma specialmente della sua guida. Dolce, Solare, Bellissima Arianna.In quel momento aveva in mano la foto che li ritraeva sul leone di marmo sopra la fontana e pur distanti milioni di chilometri, la sentì proprio accanto a lui. Sentì il suo profumo di rose fresche. Sentì la sua risata e il cuore gli si alleggerì. Ma percepì anche che c’era qualcosa che non andava. Non avrebbe saputo spiegarlo a parole, ma giurò di sapere che stava male. sussurrò. Era in tempo per l’aereo?

Il citofono trillò forte. Chi può essere? Chiese Arianna tra se e sé.Uscì dalla cucina e si diresse verso il citofono.
disse con voce roca mentre sollevava la cornetta.
Arianna sbattè gli occhi per focalizzare la vista nello schermo del videocitofono.
Era proprio lui. Sentì il cuore sparato in gola e con fatica riuscì a riprendersi.
Corse allo specchio. Indossava i suoi jeans preferiti che risaltavano le gambe perfette. La maglietta azzurra a fantasie chiare che comprò un paio di giorni fa era coperta dalla massa di capelli che le scendevano a morbidi boccoli lucenti come la pece . Aveva il viso un po’ pallido, ma apparte quello non stava messa male, pensò. Il campanello suonò. Corse alla porta e afferando la maniglia fece un profondo respiro. L’aprì lentamente, per aver paura dello shock che poteva prendergli. Quando lo vide per intero, il suo cuore sussultò. Portava una camicia bianca, il giubbotto di pelle nera che comprò con lei a Via condotti. I capelli tirati su gli davano un aspetto misterioso. Gli occhi verdi erano più luminosi, mentre la fissavano. Poi gli porse un pacchetto, era piccolo e incartato di viola. Il suo colore preferito. Stefan questo lo sapeva.
<è per te> Gli occhi di Arianna, blu come i non ti scordar di me, sorridevano colmi di gioia.
Lo baciò sulla guancia, ricordandosi quanto fosse buono l’odore del suo dopobarba.
Afferrò il pacchetto, lo prese per mano e lo accompagno in camera sua. Si sedette sul lettone ancora disfatto. Guardò per un po’ il viola dell’incartamento. Questo è il primo regalo che mi fa-si disse commossa. Quasi aveva paura a scartarlo.
Stefan era rimasto in piedi accanto a lei, e con ansia aspettava di vedere come avrebbe reagito alla vista del regalo. Tolse la carta. Aprì la scatola e trattenne il respiro. Arianna riconobbe subito il contenuto. Era un braccialetto argentato, sopra vi erano delle incisioni in oro. Lo prese per leggere: Stefan. La scritta brillava alla luce del sole. Il taglio era identico a quello con inciso il suo nome che Arianna diede a Stefan al Gianicolo in ricordo del giorno trascorso insieme. Stefan si avvicino, e glielo infilò al polso. Poi disse imbarazzato < Tu mi hai regalato il tuo per la prima uscita, e io ti regalo il mio per la seconda>.
Arianna era arrossita e sorrideva. A Stefan quel sorriso gli bloccò il cuore nel petto.Poi l’attimo ricominciò a battere, sempre più forte. Le era salito un groppo in gola, ma cacciò indietro le lacrime e lo abbracciò forte. Sentì il cuore di lui martellare forte e rimandò giù le lacrime per la seconda volta.
riuscì a dire infine.
Stefan non riusciva a pronunciare parola.Fu lei a continuare.
Arianna stava per finire ma il sorriso di Stefan la interruppe.
le sorrise ancora, a fargli capire che la risposta era scontata, ma in realtà entrambi sapevano che non era così. Il giorno del loro primo incontro successe qualcosa di strano, quasi inquietante.
Tutto cominciò 10giorni prima quando Arianna per caso trovò su internet un video straniero. La CNN stava intervistando il famoso attore americano/polacco Stefan Wheslyn riguardo al suo prossimo ruolo in una serie tv. Arianna rimase colpita dal suo aspetto. Il modo di parlare, di gesticolare. Soprattutto fu attratta dai suoi occhi. Ricordano quelli di un gatto-pensava- Duri, eppure così profondi. Le sembrò che quel suo sguardo diceva più di qualsivoglia parola e ne rimase come soggiogata. Per due giorni continuò a rivedere il video a oltranza, osservando ogni suo minimo movimento. Sentendosi una cretina, a volte. E dopo averlo sognato , il terzo giorno si affaccio alla finestra, e pronunciò le parole . Rimase ancora qualche istante a guardare il sole sorgere e poi si diresse verso il soggiorno. Mai avrebbe pensato di trovarlo lì in piedi, davanti alla tv,frastornato e imbambolato, quasi fosse uscito appena dallo schermo. Lui fu innanzitutto impaurito, poi irritato. Continuava a farle domande . Arianna era in preda al panico, e per placare la situazione gli disse una bugia. Lo rassicurò dicendogli che ciò che stava accadendo era solo frutto di un sogno(senza poter specificare di chi). Stefan sembrò crederci e una volta passato l’imbarazzo, ci fu subito feeling tra i due.
Stefan rimase affascinato. Quella ragazza aveva dolci boccoli neri che le ricadevano dolcemente sulle spalle, fino alla schiena. Una carnagione chiara e rosata. Degli occhi blu e profondi come tutti gli oceani messi insieme. La bocca a forma di cuore, il labbro superiore più pronunciato. Il nasino piccolo e all’insù. Aveva un’aria altezzosa, ma anche tenera.
Arianna gli fece visitare Roma : colosseo, phanteon, fontana di trevi … Quando il tramonto aveva cominciato a scurire il cielo, lui le cinse un braccio intorno alla vita e disse:
Fu allora che Arianna sentì cosa provava per Stefan. Ma non aveva il diritto di trattenerlo. Si sfilò il braccialetto e glielo mise a lui. < Forse non ci rivedremo più, ma voglio che tu abbia questo, così potrai sempre ricordarti di questa giornata>. L’aveva fissato con uno sguardo triste. Questi stessi occhi ora avevano uno sguardo totalmente differente. Stefan rimase a lungo a leggere in quel blu notte. Poi non resistette più. La baciò. Prima con delicatezza, avendo paura di romperla, di sfiorarla. Poi con passione. Si lasciò circondare dal suo profumo di rosa. Stefan si sentiva inerme davanti a lei, completamente soggiogato. Che razza di incantesimo mi hai fatto mia piccola ammaliatrice? Tu hai 17 anni ed io 25. Tu vivi in Italia, io in America. Pensava a tutto ciò, eppure non ci pensava per davvero. In verità non gli importava di quanto fossero distanti le loro case, o della differenza d’età. Gli importava solo di averla a fianco. Di sentirla tremare fra le sue braccia, come stava facendo adesso. Il cuore di Arianna le spingeva contro il petto, voglioso di uscire per vedere il volto del suo tormento. Si lasciò cadere sul letto. Lui le accarezzava i capelli mentre gli occhi gli si chiudevano poco a poco.
Oscar salì sul letto, geloso della sua padroncina, e ringhiò a Stefan. Ma lui lo accarezzo e il bassotto capì di potersi fidare. Stefan abbracciò forte il suo amore, e si addormentò anche lui.

Una melodia elettronica gli fece aprire gli occhi. Il telefono cominciò a squillare. Arianna, semicosciente allungò le mani sul comodino e a tastoni cerco l’apparecchio. Se lo portò all’orecchio. disse distrattamente.
la voce amorevole del papà la fece sobbalzare e tentò con tutta se stessa di usare un tono di voce pacato. Un tono di voce che non dicesse veramente-sto-benissimo-nel-letto-con-il-mio-ragazzo (?).
Si accorse che i tentativi erano falliti, ma il papà sembrava non essersene accorto.
Staccò la cornetta dall’ orecchio, fece un sospiro di sollievo e poi ve la riappoggiò.
e la telefonata imbarazzante, almeno per Arianna, terminò.
Stefan rise di gusto. Non conosceva l’italiano ma dal tono di voce di lei capì che era il papà. Pensò che in fondo fu fortunato che Arianna sapesse parlare bene Americano, grazie agli stage estivi di cui gli aveva parlato.
Rise, complice, anche lei.
< Ci alziamo?> gli disse mentre coccolava Oscar che era ancora acciambellato ai loro piedi.
Arianna si girò per veder la risposta e lui sollevò il sopracciglio e in tono di sfida disse
. Arianna optò per uno sguardo vogliamo-scommettere? E provò ad alzarsi ma la braccia di Stefan le cingevano i fianchi e la riportando giù, distesa. Lui incrociò le dita delle mani con le sue e la tenne ferma. Arianna sentì i muscoli di Stefan contrarsi. Capì che era decisamente troppo forte, ma poteva sempre giocare d’ingegno.
Stefan sorrise compiaciuto e lasciò la presa. Arianna prese la palla al balzò e scattò in piedi, cominciando a correre via. Ridendo. Stefan non poteva resistergli, ci era cascato in pieno.Vide dei boccoli neri allontanarsi mentre ballavano sulla sua schiena.Veloce si alzò anche lui. La rincorse, divertito.
Passò davanti alla cucina e si fermò. Attirato da un leggero profumino, si bloccò davanti alla porta. Non si era sbagliato. Una moltitudine di torte erano appoggiate sul tavolo della cucina, ancora intatte. L’odore inconfondibile del ciambellone gli fece ricordare la sua infanzia, quando, il sabato mattina la mamma si svegliava presto per fare il pancake.
Arianna, si accorse che Stefan non la stava più inseguendo e tornò indietro per vedere che fine aveva fatto. Lo trovò in cucina mentre annusava le varie torte, incuriosito. Si girò a guardarla con aria interrogativa.
Arianna capì la domanda e rispose gli chiese infine divertita. Stefan dal canto suo non aspettava altro. Si sedette e aspettò. Arianna indossò il grembiulino ricamato che le regalò la nonna. Poco a poco gli portava una fetta diversa. Aspettava che avesse assaggiato per sorridere compiaciuta dell’espressione sbalordita dei suoi occhi. Le era sempre piaciuto far contente le persone. All’ennesima forchettata che Stefan si portò alla bocca, si accasciò sulla sedia e toccandosi la pancia disse e le diede un bacio che al sapore di vaniglia e zucchero filato.
< Dimmi. Qual è la tua preferita?> chiese mentre gli toglieva via la crema dal lato della bocca.
rispose sicuro, senza esitare.
Arianna spalanco gli occhi stupita
Stefan notò la sua espressione
concluse e gli restituì il bacio di prima.
Con paura rivolse lo sguardo all’orologio e si accorse che il suo presentimento era fondato.
disse infelice.
terminò lui con lo stesso tono.
Prese tempo, si alzo e andò a recuperare il giubbotto. Arianna lo vide alzarsi e un brivido le percorse la schiena. Tanti brutti pensieri le attanagliarono la gola
sbottò infine tutto d’un fiato sentendogli salirgli le lacrime.
Stefan le fu subito vicino. La strinse a sé < Per quando mi riguarda potresti anche vivere al polo sud. Io voglio te e basta. Anche se significa farmi 28 ore d’aereo. E poi potresti sempre provare a farmi tornare come la prima volta?no?>cercò di sdrammatizzare. Arianna si sforzò di sorridergli, per non farle notare la sua preoccupazione. Lo baciò per l’ultima volta, a lungo, intensamente. Sperando che quel bacio durasse per sempre. Una lacrima sfuggì al suo controllo, rigandole il volto. Si guardarono. Stefan sprofondo nel blu dei suoi occhi, facendosi trascinare giù, senza possibilità di resisterle.
gli sussurrò. Le parole quasi fossero di piombo.
ancora qualche istante e lo lasciò andare. Aspettò che se ne fosse, si getto sulla sedia della cucina. Guardò la crostata di ricotta. Ne tagliò una fetta e la mangiò a morsi piccoli. Gustandosi il sapore del loto ultimo bacio.

Stefan pensò che era la seconda volta, che , seduto sulla poltrona della air lines, si guarda il polso. Alzò la testa e lasciò che il suo sguardo si perdesse nel vuoto. Sarebbe stato disposto a lasciare la sua carriera d’attore per lei?
D’altronde non aveva più pensato al servizio fotografico da quel giorno, quando da sotto i riflettori si ritrovò nel soggiorno di lei. Ma come aveva fatto ad arrivarci? E perché riusciva a sentire le sue emozioni? Troppe domande tormentavano la mente di Stefan. Non poteva giurare di voler conoscere le risposte.



Commenti

pubblicato il 15/02/2010 18.26.10
fiordiloto, ha scritto: Heyla! Grazie per il tuo commento! Anche questo tuo primo capitolo, devo dire, non scherza! Spero di poter presto leggere il seguito della storia di Stefan e Arianna! =) Complimenti, e benvenuto/a =)
pubblicato il 16/02/2010 12.15.53
fobetore, ha scritto: Ciao ! Grazie tante per il tuo commento. Spero di continuare a "produrre" lavori piacevoli... Comunque complimenti anche a te ! Un saluto, Fobix
pubblicato il 16/02/2010 18.54.33
akire, ha scritto: Ti ringrazio per il tuo commento, e devo dire che anche tu sei.. brava! brava! brava!

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