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lavoro pubblicato martedì 26 gennaio 2010
ultima lettura venerdì 6 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Whiter

di pasishane. Letto 912 volte. Dallo scaffale Horror

Camminavamo nel bosco, dove era la magione dei sei vampiri, mentre una soffice luce crepuscolare si diffondeva come nebbia in mezzo agli alberi rigo...

Camminavamo nel bosco, dove era la magione dei sei vampiri, mentre una soffice luce crepuscolare si diffondeva come nebbia in mezzo agli alberi rigogliosi. Quella della morte sembrava una sensazione così lontana che non seppi bene come feci a trattenermi dal cantare durante il viaggio di ritorno. E invece non dissi nulla, rimuginando su quello che avevo fatto: avevo accettato di essere trasformato in uno dei cagnolini personali di Sharon in cambio della salvezza di sei vampiri. Bel cretino che sono...

-Nessuno ti ha costretto a farlo-, sbottò Lucretia in risposta ai miei pensieri. Matthew le poggiò una mano sulla spalla.

-Avresti preferito morire?-, domandai sardonico, sorprendendomi della mia stessa tranquillità e della inconfutabilità delle mie parole. Ma che cazzo sto facendo?

-Esatto, che cazzo stai facendo?-, chiese Lucrezia, liberandosi dal tocco di Matthew, mentre io me ne restavo zitto. -Avresti dovuto chiedertelo un po' prima però-, sputò infine tra i denti.

-Sentite, non lo so perché l'ho fatto in effetti-, ammisi, parandomi dinanzi a loro e obbligandoli a guardarmi. -Ma preferisco diventare un vampiro piuttosto che morire trucidato da un esercito di vampire incinte-, conclusi e tutti rimasero in silenzio, come per darmi ragione anche se sapevo perfettamente che continuavano a pensare che avessi fatto una sciocchezza.

-Sì, lo pensiamo-, borbottò Lucretia, guardando i suoi piedi muoversi tra le foglie aghiformi che facevano da tappeto al terreno. Non risposi, mentre tra il verde degli alberi scorgevo il biancheggiare della casa.

In un attimo mi ero ritrovato nella biblioteca, senza sapere come o perché. Non mi ero mai accorto di quanto bella fosse: gli scaffali, di lucido legno scuro, tappezzavano le pareti fino al soffitto, creando una sorta di fortezza di carte che mi faceva sentire stranamente protetto. Alcuni scaffali dovevano essere stati aggiunti dopo, poiché erano tagliati in modo da tenere scoperte le finestre più alte (che quindi erano incorniciate dai libri). Le tende di pizzo leggero filtravano la luce del giorno che altrimenti sarebbe stata insopportabile per i vampiri; lungo tutta la libreria un'impalcatura a forma di scala a chiocciola permetteva il raggiungimento di tutti i libri, anche i più alti, e al centro di tutto, un'enorme scrivania di mogano occupava il pavimento di marmo venato. Era talmente grande che avrei potuto usarla come letto matrimoniale! D'istinto toccai il legno liscio dello scrittoio, scorgendo due incisioni, grandi quasi quanto il palmo della mia mano, in lettere gotiche:

Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma quello che ci mettiamo dentro è nostro. L . M.

"La scrivania dell'eterno amore", pensai con un sorriso. Mi voltai d'improvviso, avvertendo uno spostamento d'aria, e vidi Louisa che spalancava la porta con una pila di libri in mano. Appena mi vide sobbalzò, lasciando cadere tutti i volumi sul pavimento; in quel modo sparsi facevano sembrare il pavimento una trapunta. Ipotizzai che con l'oscurità non mi avesse riconosciuto e così la tranquillizzai, portando avanti le palme delle mani:- Sono io, Louisa-.

-Lo so che sei tu-, rispose lei, mordendosi le labbra. -Ti ho riconosciuto dal profumo-. Fece per andarsene ma io la trattenni, afferrandole un lembo del vestito che si strappò ulteriormente, lasciando ormai completamente scoperta la schiena flessuosa e il sensuale incavo alla base della spina dorsale. Distolsi lo sguardo, deglutendo.

-Che fai?-, domandò lei, quasi in lacrime. -Tu non capisci!-.

E invece capivo perfettamente: aveva fame, avrebbe potuto farmi del male, ma non si poteva certo dire che fosse quella la cose che avevo più a cuore in quel momento. La presi per le spalle, mentre lei si dimenava, impaurita. La strinsi a me con forza, la pelle delle mie braccia che pareva ancora più scura a contatto con la sua schiena tiepida e la trattenni a quel modo finché non smise di agitarsi. Iniziò a tremare, le palme delle sue mani strette sulle mie, cercando di liberarsi; le discostai il viso dalla mia camicia, datami in prestito da Lucretia, e la guardai negli occhi, tanto per assicurarmi che non avesse già perso il controllo, poi avvicinai lentamente il mio viso al suo.

-Devi essere completamente uscito di senno-, sputò fra i denti, come se stesse soffrendo ma, al tempo stesso, mi ero accorto che non stava facendo nulla di particolarmente deciso, niente di violento: nulla che avrebbe potuto metter fine ai miei movimenti. Se ne stava lì, tremando per farmi capire che voleva che io mi fermassi ma al tempo stesso sperando che non lo facessi. Le sorrisi dolcemente prima di premere le sue labbra fresche e ruvide contro le mie. Senza una ragione né un perché e questa mia sconsideratezza mi fece sentire maledettamente bene.

Avevo avvertito Lucretia sulla porta, ne avevo ascoltato il respiro oppresso dalle lacrime, ma non le avevo dato peso poiché sapevo che ci avrebbe bruscamente interrotti (probabilmente coronando il tutto dandomi dell'incosciente) e io non volevo.

"E va bene. Me ne starò buona qui", avevo sentito la sua voce fra i miei pensieri e in quel momento avevo capito, avevo capito che poteva trasmettermi ciò che pensava; poteva suggerirmi cosa pensare, proprio come aveva fatto nella cripta delle madri quando avevo capito che Sharon desiderava me. E in quel momento tutto mi fu chiaro, limpido e crudele: Lucretia era incazzata perché era stata lei a suggerirmi di consegnarmi a Sharon! Non avrebbe voluto farlo, si sentiva come se fosse stata lei stessa a porre fine alla mia vita (ed ero sicuro che anche questi ultimi pensieri fossero opera sua). Discostai il viso impallidito di Louisa e fissai la ragazza che se ne stava immobile sull'uscio, i capelli scuri raccolti in una crocchia in cima alla testa e un vestito rosso corto, tutto sbuffi e merletti zuccherosi.

-Eri semplicemente disperata-, dissi a Lucretia, tenendo Louisa ancora stretta alla mia camicia, il mento sui suoi capelli squisitamente ramati e arruffati ad arte.

La vampira abbassò lo sguardo e si voltò, appena prima che Louisa si impadronisse con i morbidi canini del mio polso venoso e pulsante. Mi abbandonai alla sensazione di quel morso, ormai fin troppo familiare, fissando passivamente gli occhi verdi stravolti della vampira, anche questi a questo punto dannatamente consueti. La sua bocca guizzante non esitò e i denti trapassarono la mia carne pallida come se il mio polso fosse stato di burro anziché di muscolo. Un liquido gorgoglìo le ribollì nella gola mentre il nettare rosso rubino che fluiva dalle mie vene le scivolava sulla lingua e sulle labbra come crema. Lei chiuse gli occhi e io feci lo stesso. Perché mi lasciavo mordere? Me l'ero meritato, pensai: l'avevo fatta soffrire baciandola, l'avevo portata allo stremo del suo controllo. Me lo meritavo. E poi cos'altro avrebbe dovuto importarmi a quel punto? Sarei morto. O prima o dopo non faceva alcuna differenza.

Louisa si placò, premendosi la mano contro la bocca, le labbra intrise di sangue e lacrime. Mi premetti il polso contro la camicia, per non perdere troppo sangue e la guardai.

-Mi dispiace-, dissi, e lei mi fissò come se fossi stato pazzo. In tal caso, avrebbe avuto ragione su tutta la linea.

-Scusami tu!-, singhiozzò, disperata.

-Louisa, ti ricordo che a breve Sharon mi farà la medesima cosa-, le rammentai.

-Ci avrebbe uccisi tutti se ti avessi trasformato io-, mi informò, facendosi seria d'improvviso tanto da sgomentarmi. -Come ci avrebbe uccisi tutti se fossimo fuggiti dalla cripta; se fossimo sopravvissuti o se fossimo fuggiti per la fresta: ci ammazzerà lo stesso. Sadica, potente, crudele-.

Non seppi cosa dirle. La strinsi a me e spensi il cervello. Il che, a quanto pareva, era la cosa che mi riusciva meglio fare.



Commenti

pubblicato il 30/01/2010 11.04.01
mikahla, ha scritto: veramente, ... molto, molto bello. poi i vampiri sono le creature della notte più belle in assoluto. complimenti....

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