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lavoro pubblicato mercoledì 20 gennaio 2010
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

NELLE NOTTI DI LUNA PIENA

di akire. Letto 854 volte. Dallo scaffale Fantasia

Entrò in fretta e richiuse la porta altrettanto in fretta, tentando di smettere di tremare ma tremando lo stesso. Una parte di lei ancora non...

Entrò in fretta e richiuse la porta altrettanto in fretta, tentando di smettere di tremare ma tremando lo stesso. Una parte di lei ancora non riusciva a realizzare quel che era successo: li aveva visti di persona, dopo aver passato giorni a parlare di loro.

C'era anche un'immagine rimasta impressa nella retina, cioè il bambino. Ecco, quella era la cosa più stupefacente, e raccapricciante: davvero aveva visto un bambino umano trasformato in un vampiro? Non era un'allucinazione? E se era reale Norrie non voleva immaginare cosa doveva essere la sua vita.

Si riscosse e scandagliò la casa. Rachele non era ancora tornata e probabilmente l'avrebbe rivista solo all'alba, allo spegnersi della luna. Di Sebastian nessuna traccia.

Già, Sebastian. Norrie lo sapeva, lei e Rachele avevano deciso di tenere il segreto sulla loro natura. Ma ora le cose erano cambiate. Quei vampiri si stavano avvicinando alla città, a loro, e non erano riusciti a escogitare niente contro di loro. No, Sebastian doveva sapere. Ma raccontargli del suo clan lo avrebbe spinto a farle alcune domande cruciali: primo, come fatto lei a vederli e sentirli ed essere semplicemente ancora viva. Secondo, cosa ci faceva a notte fonda in mezzo a una foresta e lontana chilometri da qualsiasi presenza umana. E poi..

E c'era una solo risposta a tutte quelle domande, la verità. Si appoggiò schiena alla porta e si lasciò scivolare fino a sedersi per terra. Si, certo la verità. E lui come l'avrebbe presa? Non sapeva neanche che esistessero, le streghe! Infatti essendo relativamente giovane apparteneva alla folta schiera di demoni ignoranti in materia.

I suoi pensieri vennero interrotti dall'avvicinarsi di una presenza familiare. Sebastian. Si sbrigò a rialzarsi e si diresse in salotto tanto per avere un po' di vantaggio. Poco dopo sentì la porta aprirsi e richiudersi con garbo e i suoi passi per il corridoio. Stava venendo verso di lei.

Merda, disse tra sé. E ora che faccio? Che gli dico? Lui era entrato e si era seduto di fronte a lei, come faceva sempre. Norrie alzò gli occhi e si accorse che la guardava con un sopracciglio alzato. Per un attimo le mancò il fiato, come la prima volta che l'aveva visto in carne ed ossa; poi si ricordò dell'ora, e del fatto che non si era cambiata per la notte.

"Insonnia?" chiese lui.

"Mmm".

Lui ridacchiò. "La tua casa è piena di rimedi naturali contro l'insonnia, e tante altre cose..per non contare che lavori in un'erboristeria".

Lei tirò le labbra in un sorriso forzato con la speranza che sembrasse sincero, e in tanto il suo cervello non la smetteva di arrovellarsi. Come faccio? Come faccio?

"Norrie?".

"Mmm?".

Lui si era sporto in avanti, lo sguardo preoccupato. "Norrie, che succede? Qualcosa non va?".

Tutto non va, avrebbe voluto gridare lei. Non va il fatto che tu sei un mostro e in un certo senso anch'io, non va che non posso aiutarti come vorrei, perché devi sapere che io..

"Norrie".

"Ah, ehm". Puntò lo sguardo per terra. "Io non..si, non mi sento un granchè bene" disse. S'alzò in piedi. "Vado di sopra" aggiunse senza guardarlo.

Si defilò senza dargli il tempo di aprire bocca.

Riflettevano in silenzio ognuna chiusa nei propri pensieri. Erano sedute al tavolo in laboratorio, e fuori il sole faceva capolino da una spessa coltre di nubi. Quella notte Norrie quella notte non aveva dormito, e il giorno dopo aveva raccontato tutto a sua madre -sapendo che due teste sono meglio di una.

A un certo punto Rachele buttò indietro la testa, guardando un punto lontano. "E' un bel problema" constatò. Si girò verso la figlia. "Cosa pensi di fare?".

Norrie battè piano una mano sul tavolo, e si raddrizzò appoggiandosi allo schienale della sedia. "Ci ho pensato tutta notte. E..". Lasciò passare un momento.

"E..?".

Norrie sganciò la bomba. "Ho deciso di dirgli tutto".

Rachele era incredula. "Tutto? Vuoi davvero che sappia di noi? Ma..".

La figlia l'interruppe. "E' l'unica soluzione, mamma. O per meglio dire è la soluzione migliore. Certo, possiamo sempre far finta di niente e sperare che non vengano troppo presto a ucciderci, vero? Perché è quello che stai pensando, ammettilo".

Rachele strizzò gli occhi indignata. "Cosa! Uccidere noi..".

"Tu non li hai visti!". Si era alzata in piedi in un parossismo d'angoscia. "Tu non sai cosa possono essere, e non sai che il loro capo dispone di poteri simili al nostro".

Anche Rachele si era alzata e con tutta calma le aveva preso le mani nelle sue. "Ah, ma loro non hanno mai visto noi" disse serafica. "Ora calmati, Norrie. E' solo la prima volta che vedi dei demoni e nei sei spaventata, più che normale. Però una parte di te sa che possiamo annientarli, una volta e per sempre. Il che mi porta" aggiunse risedendosi con una mossa elegante "al piano che ho escogitato".

Norrie si risedette a sua volta. "Piano? Quale piano?".

"L'idea mi è venuta quando mi hai detto di averli avvistati per caso. Con un aiuto speciale possiamo fare di più. Possiamo intercettarli" sussurrò come se ci fossero orecchie indiscrete nei paraggi. "E non viste, possiamo coglierli di sorpresa. E ucciderli" concluse.

Norrie la guardò di sottecchi. "E per eliminarli intendi includere anche..".

"Si, tua zia è indispensabile, purtroppo. Del resto, è lei la guerriera della nostra piccola congrega".

"Uhm". Ci rimuginò sopra per un po'. "E' un bel piano" disse alla fine "e potrebbe funzionare senza troppi rischi. Anche se è sottinteso che Sebastian rimanga all'oscuro di tutto".

Rachele sospirò. "So che vorresti essere sincera con lui, e non perché ti piaccia o altro" aggiunse in fretta notando il cambio d'espressione sul viso della figlia. "Tu vuoi che sappia la verità perché non vuoi più ingannarlo, raccontargli bugie su bugie. E dopo quello che hai visto sei arrivata alla tua conclusione senza nemmeno considerare una valida alternativa. Norrie, ascolta". Il suo viso, la sua voce, quanto erano seri in quel momento. "Questa minaccia che incombe sulle nostre teste è fin troppo reale. Non sappiamo in che modo Sebastian può reagire al fatto che siamo streghe, anche più potenti di lui. Non voglio correre rischi, almeno finchè questi esseri sono ancora in circolazione. Quando li avremo eliminati si vedrà".

Non avevano più niente da dirsi. Rachele si alzò di nuovo per raggiungere il bancone e Norrie riprese in mano delle bozze lasciate in sospeso. Aveva davvero deciso di dire tutta la verità al suo vampiro e l'avrebbe fatto, con o senza l'appoggio di sua madre.

Avevano finito di cenare da poco quando si sentì bussare alla porta. Poi Sebastian entrò con la sua solita grazia.

Norrie lo intercettò sulla porta. Sua madre era in cucina a lavare i piatti e lei non doveva farsi sentire. Lo prese per mano. "Andiamo a fare una passeggiata? Fa ancora abbastanza caldo.." disse trascinandoselo appresso.

Lui sembrava confuso. "Va bene, ma dammi almeno il tempo di salutare tua madre".

Norrie fece una smorfia. Perché non riusciva a lasciarsi alle spalle quei suo modi gentili di un altro secolo? "La saluti più tardi, vuoi? Devo parlarti".

Lui acconsentì col capo, e uscirono. Era l'imbrunire, e il tramonto infuocato tingeva ogni cosa con i suoi raggi rubino. Norrie si avvolse nella sua giacca e lo guidò fino a una radura che conosceva bene: piccola, discreta, e soprattutto lontana abbastanza da poter parlare in tutta tranquillità.

Sebastian si appoggiò a un albero. "Allora? Cosa c'è di così importante?".

Norrie si guardò le mani soppesando le parole. Poi alzò lo sguardo e lo piantò nel suo. "Sebastian, quello che ti dirò ora probabilmente ti sconvolgerà, e se dopo non vorrai mai più rivedermi va più che bene. All'inizio io e mia madre ti abbiamo tenuto all'oscuro di tutto perché non sapevamo se fidarci di te, ma ora..ora so chi sei. Conosco la tua anima, e non voglio più mentirti".

Lui sembrava perplesso. "Sembra molto importante" mormorò. "Ti prego, non indugiare oltre. Dì quello che senti" aggiunse dolcemente.

Lei chiuse gli occhi e fece un profondo sospiro. Li riaprì. "Devi sapere che noi..".

L'esplosione che un attimo dopo risuonò per tutto il bosco e, probabilmente, per tutta la contea, coprì con assoluta perfezione ogni parola o pensiero che Norrie avesse mai potuto formulare. Veniva da casa sua, Sebastian la prese per mano e insieme si precipitarono per vedere cos'era successo. Trovarono Rachele in salotto intenta a darsi una ripulita. "E' stato il forno" disse non appena li vide arrivare. "L'ho regolato per cuocere dei biscotti e guardate cos'è successo!".

Sebastian si avviò in cucina per vedere l'entità dei danni, con Norrie al seguito. Il forno sembrava imploso, più che esploso, come se qualcuno ci avesse messo dentro una granata. Il resto della cucina non era da meno: il tavolo si era rovesciato da una parte mandando in frantumi l'intero servizio con cui avevano cenato, parte della parete era crollata e le tubature all'interno schizzavano acqua allagando il pavimento insieme a..cos'era quella roba appiccicosa? Ah, si. L'impasto dei biscotti.

"Guardate che disastro!" esclamò Rachele alle loro spalle. "Eppure quel forno non mi aveva mai dato problemi".

"Beh, non c'è nulla di tanto grave" disse Sebastian guardandosi attorno. "Basterà fare qualche riparazione, e dare una ripulita. Mi metto subito all'opera".

"Non ci pensare, Sebastian. Domani chiamerò l'architetto. E il tizio che mi ha venduto quell'aggeggio" disse indicando il forno con aria truce.

"E' il minimo che possa fare, Rachele" rispose lui con un tono e un'espressione che non ammetteva repliche. E uscì della porta sul retro, o quel che ne era rimasto.

Rachele si girò verso sua figlia guardandola con aria significativa. Norrie non disse niente. Si girò e se ne andò.



Commenti

pubblicato il 20/01/2010 10.14.53
fiordiloto, ha scritto: Accidenti! Norrie c'era quasi riuscita a rivelare tutto a Sebastian! Uffa... =) Mi chiedo come reagirà il nostro amico vampiro alla notizia. Ottimo lavoro davvero! Un capitolo avvincente! =)

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