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lavoro pubblicato sabato 9 gennaio 2010
ultima lettura sabato 13 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sweyn (13)

di fobetore. Letto 511 volte. Dallo scaffale Fantasia

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Theven e Kim partono quasi subito per Ruiom.

Prima di allontanarsi dalla casa del nonno, Kim “celebra” una specie di funerale, al quale partecipano poche altre persone del villaggio nel quale, da un anno, si era trasferito. Come ci si poteva attendere, Vexin non si è presentato manco in questa triste occasione.

Bisogna ripartire dalla parola “shirin”. Detta dal nonno di Kim prima di morire. Per questo, il nipote capisce che tale parola doveva essere collegata all’agguato.

Dopo un paio di giorni, i due arrivano finalmente alla loro meta. Tuttavia, non sanno dove si trova precisamente la casa di Kahir, amico del nonno. Fortunatamente, ma anche per caso, sentono un giovane parlare con degli anziani seduti fuori da una vecchia osteria; nel discorso del giovane compare la parola “Sweyn”. Kim spera allora che possa sapere dove abiti Kahir. Theven, allora, chiede “informazioni” al giovane che si presenta.

Lui si chiama Parhev, ha 20 anni ed è appunto l’unico nipote dell’uomo che i due protagonisti cercano.

Così, dopo aver capito la gravità della situazione (attraverso una spiegazione delle loro intenzioni), accompagna Theven e Kim dal nonno. Quest’ultimo, molto anziano, vive leggermente fuori città, in una casa singola, quasi isolata, vicino ad un piccolo boschetto.

Kahir alla vista di Kim non si sorprende minimamente, neppure quando si presenta. Anzi, Kahir si alza dalla sedia nella quale era costretto a stare a causa di un problema alle gambe, e, con l’aiuto di un bastone di legno, si avvicina al giovane per guardarlo da vicino. Dopo essersi riseduto, chiede notizie di Rawi.

Come faceva Kahir a sapere che il giovane era nipote di Rawi ?

Questa richiesta meraviglia Kim che, ricordando l’agguato, informa Kahir che Rawi è stato ucciso, da uomini misteriosi. Lo informa anche circa l’ultima parola detta dal nonno: “shirin”.

Improvvisamente, Kahir si sente male e deve per forza sedersi.

Dopo essersi ripreso, l'anziano premette che era a conoscenza del fatto che Kim era collegato a Rawi proprio grazie a quest'ultimo che, l'ultima volta che si erano visti, gli aveva detto di aver un nipote di cui andava veramente fiero.

Inoltre, annuncia che anche la sua casa è stata, per così dire, "controllata" ultimamente da uomini misteriosi. Il nipote, anche lui combattente, quasi si arrabbia per non avergliene accennato prima. Kahir lo "calma" dicendo che è stata una cosa di poco conto (e fortunatamente lui non era in casa in quel momento...).

Kahir invita a sedersi comodi dove vogliono sia Kim che Theven (oltre il nipote naturalmente). Dovrà, infatti, raccontare loro una lunga ed antica storia che possa finalmente motivare l’agguato a Rawi e, soprattutto, la parola “shirin”…



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